30 Settembre 2022

La formazione per parrucchieri diventa blending learning

La formazione per parrucchieri è ormai in modalità blended, un modello misto di apprendimento che unisce i più innovativi strumenti di e-learning al più tradizionale approccio in aula.

“È nella crisi che sorgono inventiva, scoperte e grandi strategie”, scriveva Albert Einsten. Ed è l’emergenza sanitaria da Covid19 che ha portato il settore dell’acconciatura a cercare nuove modalità di contatto, soprattutto in termini di formazione per parrucchieri.

Nelle interviste qui presentate – a responsabili della formazione aziendali, acconciatori e grandi gruppi della coiffure – il giudizio è unanime: la pandemia ha accelerato un processo già in atto nel settore, ovvero l’uso dell’e-learning, di corsi di formazione per parrucchieri online che hanno regalato ai parrucchieri la possibilità di studiare ovunque e in qualsiasi momento. Una realtà aumentata che caratterizzerà anche il futuro dell’education, ponendosi non come alternativa all’ancora indispensabile formazione in aula, ma come una sua valida integrazione.

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CARLA BERGAMASCHI – GLOBAL ARTISTIC TEAM DIRECTOR DI INEBRYA

Fondatrice insieme ad altre illustri colleghe anche del primo network al femminile “505 Parrucchiere è donna”, Carla Bergamaschi è sinonimo di talento, creatività, successi internazionali al fianco di prestigiose firme della moda. La formazione per parrucchieri italiana rispetto agli altri paesi è per Carla molto valida, sia in termini di qualità che di proposta ma è ad un modello estero che fa riferimento quando parla di eventuali riforme: “Ciò che a mio parere dovrebbe essere obbligatorio in Italia trae origine dal modello americano, dove ogni due anni gli acconciatori sono obbligati a fare un periodo di aggiornamento che si conclude con un esame. È l’unico modo per avere professionisti sempre aggiornati e valutati da un ente terzo che ne verifica le competenze.” E spiega: “Ciò che riscontro nei corsi è che i titolari dei saloni sono spesso ancorati a vecchie abitudini e i giovani che accanto a loro fanno un percorso di formazione ne assorbono i metodi, imparando qualcosa di già obsoleto. È importante che il titolare colmi le sue lacune, aggiornandosi e cavalcando il cambiamento, utilizzando tutti i nuovi strumenti per poter lavorare nel modo migliore.

Hair: Carla Bergamaschi and the Artistic Team Inebrya
Photo: Filippo Fortis

Pur con evidenti svantaggi legati alla maggiore difficoltà nel seguire i ragazzi, per Carla l’education online è il futuro ma “con prerequisiti di base: avere un codice verbale comune, punti di riferimento standard, conoscere le basi avendo lavorato in piccoli gruppi così da essere certi che i fondamentali siano stati acquisiti. Solo così la formazione per parrucchieri online può essere veramente efficace, sfruttando tutti i suoi vantaggi di essere fruibile in ogni momento e da qualsiasi luogo.

SALVO FILETTI – AMMINISTRATORE UNICO DEL GRUPPO COMPAGNIA DELLA BELLEZZA

Fondatore, direttore artistico e amministratore unico del gruppo Compagnia della Bellezza, Salvo Filetti è conosciuto e amato grazie anche al suo ruolo di Hair Coach in TV e sulla stampa. “Il lockdown ha segnato una svolta epocale nella vita di ciascuno di noi determinando un netto aumento delle digital skills. I nostri affiliati hanno imparato ad usare diverse piattaforme digitali che ci hanno consentito non solo di restare in contatto durante il periodo di chiusura, ma di realizzare per loro un fitto programma formativo.” Per Salvo la chiave del successo sta nella formula blended tra formazione per parrucchieri in aula e didattica digitale: “Abbiamo creato un ricco calendario di incontri fisici e digitali che ci permettono di monitorare costantemente l’andamento dei nostri saloni, fornendo un’ampia gamma di informazioni e contenuti, dal marketing agli aspetti tecnico-stilistici. Per le sezioni step by step utilizziamo piattaforme adeguate e un setting di aula digitale che ci permette di esser visti e vedere a nostra volta. Un team di formatori risponde alle domande che pervengono sulle chat e monitora gli schermi, per verificare la realizzazione dei lavori.

Hair Designer: Salvo Filetti @ Compagnia della Bellezza

Non pensate che la sovraesposizione “social” possa essere controproducente? “Bisogna saper usare con consapevolezza i mezzi di cui si dispone. A noi piace guardare alla potenzialità che i social rappresentano e ci premuriamo di dare indicazioni chiare su come impiegarli, al punto che abbiamo creato nuove proposte formative e strumenti anche per affrontare simili aspetti, ad esempio per assicurare efficacia e tempestività nella veicolazione alle clienti di informazioni e messaggi promozionali. Adesso i nostri clienti riescono a creare, in pochissimi secondi e semplici passaggi, post, stories e messaggi promozionali efficaci e ben strutturati.

ROBERTA FIORINDO – RESPONSABILE EDUCATION KAO ITALY

Con la pandemia, Kao Italy ha sperimentato nuove modalità di formazione anticipando un processo evolutivo di tecnologia e comunicazione ormai ritenuto necessario. “Webinar interattivi o piattaforme di formazione on demand faranno parte del nostro nuovo modo di lavorare e di fare formazione per parrucchieri anche in futuro, ma questa modalità virtuale sarà un’integrazione e non una sostituzione della modalità in presenza”, ha spiegato Roberta Fiorindo. “I seminari tecnici e pratici, cuore della nostra formazione, devono sicuramente essere fatti in presenza per consentire il corretto apprendimento e il confronto. La conferma arriva anche dai nostri clienti: abbiamo già moltissime prenotazioni per il 2022.

Hair: Angelo Seminara, Goldwell Global Ambassador
Photo: Txema Yeste

Per l’azienda, l’education online favorisce l’apertura all’estero con costi più contenuti e senza barriere di lingua. “Poter seguire un seminario internazionale senza necessità di spostamenti è un bel vantaggio e il problema della lingua è facilmente superabile. Già dallo scorso anno organizziamo on line un grande evento internazionale, la Kao Salon Virtual Experience: 48 ore di show, demo e talk, in cui gli Artisti Goldwell, KMS e Oribe presentano le loro ultime collezioni. Tutti gli show sono stati tradotti con un dedicato voice over consentendo così la massima comprensione.” Dal punto di vista del business Roberta Fiorindo non ha dubbi: “La redditività della formazione non è un elemento rilevante in questo settore, quanto invece lo è dare ai nostri saloni gli strumenti necessari per sviluppare le loro abilità tecniche e far crescere il business.

CAMILLA FRANCHINA – RESPONSABILE SERVIZI PROFESSIONALI FRAMESI

Progetti ‘one to one’ per una crescita del business modulata sulle specifiche esigenze dell’acconciatore sono il cuore della proposta Framesi. “Progetti che si avvalgono di oltre sessanta consulenti specializzati e organizzati prevalentemente in presenza per due motivi: rispondere ad una richiesta sempre più pressante dei clienti di tornare ad avere rapporti diretti; perché si tratta di attività tecnico stilistiche che necessitano di lavori pratici”, ha spiegato Franchina.

Creative Direction: Daniele Pavarani @ Italian Style Energy Framesi
Photo: Karel Losenicky

Le due tipologie formative, in presenza e online, sono entrambe utili, ma con declinazioni diverse. La presenza è sempre la più verificabile, i webinar sono più interessanti per contenuti di taglio teorico. Il periodo pandemico ci ha costretto a rivedere le cose anche in un’ottica di maggiore attenzione alle esigenze individuali, che proprio per il periodo che stiamo attraversando hanno fatto emergere necessità di soluzioni differenti e meno standardizzate, con una maggiore attenzione ai bisogni del mercato.

TEAM GOGEN – DIREZIONE ARTISTICA ALTER EGO ITALY

Gruppo considerato tra i più eclettici e creativi sulla scena dell’hairdressing internazionale, il Team Gogen, partner Alter Ego Italy, è composto da Gina Rossi, Jerry Del Duca, Marco Lamberti e Alessandro Abei. Per il gruppo la formazione per parrucchieri in Italia è attualmente un po’ statica, seppur di ottimo livello. “In particolare, mancano due concetti fondamentali: cultura e subcultura della professione. I giovani devono formarsi sulla parte tecnico-stilistica apprendendo la teoria di base ma affrontare anche materie di cultura generale con contenuti di arte, moda, design e architettura. Per stimolare i futuri hairstylist ad una professione più dinamica e completa in tutte le sue forme e competenze.

Hair: Gogen team as Alter Ego Italy International Creative Director
Photography: Marco Di Filippo

La formazione in presenza? “Era e sarà essenziale per avere un contatto umano ed emozionale ma senza dimenticare la realtà aumentata. Grazie alle nuove tecnologie, siamo in grado di offrire una versione digitale delle sessioni che eravamo abituati a vivere vis-à-vis – spiega il gruppo – con lati positivi quali la velocità della didattica e la facilità della condivisione delle varie tematiche su tutto il territorio nazionale e internazionale.

SIMONE GALANTE – FRANCHISE LEADER WELLA COMPANY 

Quando si parla di gruppi, Wella non ha dubbi. In termini di servizi devono puntare su aree di sviluppo ormai indispensabili per stare sul mercato: education in aula e online con metodi identificativi e riapplicabili in salone; coach education per seguire il cliente tutto l’anno; contenuti social mediamarketing e piani di comunicazione verso il consumatore finale. “Per i nostri gruppi – Art Hair Studios, Centro Degradé Joelle, James Parrucchieri, Mitù e The Best Club – la digitalizzazione è il futuro ed è una delle aree su cui investire anche dal punto di vista education”, ha dichiarato Simone Galante. “La nostra formazione per parrucchieri prevede un mix di formazione in aula e online a seconda dei contenuti e del target: i webinar possono offrire ai saloni una buona formazione specialmente sotto il punto di vista manageriale e uso dei prodotti, in aula vengono erogati i seminari step by step (area tecnica e stilistica) che richiedono approfondimenti ed esperienza sul campo.

Art Director: Jo Capelli e Alessandro Galetti @ Art Hair Studios for Wella
Photo: Severino Orlandi

Per i saloni associati, appartenere ad un gruppo significa avere la garanzia di una crescita costante: “Oggi gli acconciatori sono molto più attenti alla qualità formativa (ma anche aggregativa) erogata che non al blasone del gruppo stesso, elemento che un tempo invece ne guidava la scelta associativa – spiega Galante – La sfida è riuscire a coinvolgere i giusti saloni nel giusto progetto, dimostrando di essere non solo al passo con i tempi ma anche in grado di fornire rinnovamento continuo. Formazione e comunicazione dovranno essere un mix tra live e virtuale, senza dimenticare che la componente artigianale ed artistica continuerà a farla da padrone.

MAURO GALZIGNATO – KEMON EDUCATION DIRECTOR

Arte, design, moda, musica. Mauro Galzignato, Kemon Education Director e Best Hairdresser of The Year nel 2016 e nel 2018, trova ispirazione in tutto ciò che lo circonda e trasforma questi spunti in look contemporanei. Per lui la formazione per parrucchieri in presenza rappresenterà in futuro un lusso: “Chi deciderà di investire in questa modalità avrà delle aspettative altissime e, giustamente, dovrà trovare stimoli che non si possono percepire attraverso uno schermo: mi riferisco alle competenze comunicative, empatiche e, in alcuni casi, anche tecniche”, spiega. “La pandemia ha solo accelerato un processo alternativo alla formazione classica che era già iniziato anni fa. Cambiano le dinamiche di business, che per essere redditizio deve lavorare su macro numeri, avere una cospicua base di utenti. Sicuramente la capillarità è uno dei maggiori pro per chi organizza formazione per parrucchieri online, mentre la comodità e il risparmio è interessante per chi vi partecipa. Per sopperire alla mancanza di quell’empatia che normalmente si crea dal vivo, si possono preferire eventi digitali in diretta a lezioni ‘registrate”.

Art Direction: Mauro Galzignato for Kemon
Photo: Pier Nicola Bruno

Ma i tanti stimoli gratuiti che gli utenti trovano in rete penalizzano l’education professionale online? “Sono complementari – risponde – Le ‘pillole digitali’ hanno l’obiettivo di creare curiosità e stimoli che necessitano però di maggiori approfondimenti attraverso una vera e propria formazione digitale.” Interessante la considerazione di Mauro relativa alla democrazia del mondo digitale: “In rete ognuno è libero di pubblicare ciò che vuole e questo è sinonimo di libertà, la stessa libertà che però, a volte, inquina il nostro mercato con pubblicazioni prive di concetti o messaggi coerenti, mancando di rispetto a chi questo lavoro lo esercita in maniera seria e professionale.

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PAUL GEHRING – CREATIVE DESIGNER VITALITY’S

Esperto di consulenza creativa, Paul Gehring unisce previsioni moda, ricerca di tendenze e relazioni di mercato per realizzare collezioni e percorsi education in linea con quanto richiesto dal settore. “Oggi specializzazione è la parola d’ordine per raggiungere la formazione al top. Internet ha democraticizzato la conoscenza ma proprio per questo bisogna essere ancora più preparati di prima per poter offrire una vera formazione per parrucchieri professionale, mostrando non solo cosa, ma anche il perché”, spiega l’hairstylist.

Paul Gehring for Vitality’s

È importante saper distinguere ciò che la rete ci offre perché l’insegnamento professionale è qualcosa di diverso dal condividere ‘qualcosa che si sa fare bene’. In questo momento c’è una sovraesposizione di informazioni che crea affaticamento, solo il deep learning permette di andare avanti e di cambiare la tua idea su qualcosa. Il resto è intrattenimento. Da un punto di vista business, il vantaggio della formazione per parrucchieri online è poter raggiungere in breve tempo e senza spese di viaggio più persone. Gli svantaggi riguardano l’investimento per noleggiare uno studio o acquistare attrezzature come telecamere e luci. Chi partecipa risparmia in spese di viaggio, guadagnando in termini di comfort e anonimato. Non possono però godere di contatti sociali diretti con i colleghi o esercitarsi nei passaggi tecnici sotto la supervisione del formatore.

SARA LONGAGNANI – RESPONSABILE JAMES PARRUCCHIERI

Un’accademia, un metodo riconosciuto a livello internazionale, un gruppo di affiliazione – James Hair Fashion Club – sono le caratteristiche essenziali del marchio James Parrucchieri. “La formazione è il motore della crescita – afferma Sara Longagnani – Ecco perché i nostri associati vengono formati ed aggiornati sul Metodo James Hair System, sulle tendenze e le tecniche attraverso seminari, incontri one to one, materiali cartacei e iniziative digitali. La pandemia ha sicuramente cambiato il modo di comunicare e fare education, ma per il nostro brand la formazione per parrucchieri in presenza rimane sempre la modalità fondamentale per imparare, mentre l’online acquisisce valore quando si vuole fare un recap con gli allievi dell’accademia o per dare ai nostri affiliati delle ‘speciali pillole’ informative. Per il 2022 stiamo studiando, un blog dove ogni nostro associato potrà avere un vero e proprio filo diretto con i coach. In accademia abbiamo anche dedicato un’aula per la formazione in streaming e un team dedicato.

Art Direction: James Longagnani @
James Hair Fashion Club/Photo: Fulvio Maiani

I tanti stimoli gratuiti che gli utenti possono trovare in rete penalizzano l’espansione dell’education professionale online? “Non siamo in competizione con i tanti tutorial che si trovano online perché il livello di professionalità non è assolutamente paragonabile.

LORENZO MARCHELLE – GLOBAL AMBASSADOR ALFAPARF MILANO

Figlio d’arte e direttore dell’Attilio Artistic Team, Lorenzo Marchelle vanta una formazione internazionale con esperienze a Londra, Berlino, Parigi. Vincitore del Best Hairdresser of The Year 2019, per Lorenzo ciò che manca nelle scuole professionali è il percorso base. “È importante che i colleghi facciano corsi sviluppati a lungo termine per la crescita del salone e del team di lavoro – spiega – Con Alfaparf Milano stiamo costruendo vari percorsi formativi: in questo momento ben cinque accademie aziendali sono strutturate sul mondo colore e decolorazione, ma stiamo lavorando per dar vita ad un’Academy Young improntata sul taglio. È inoltre fondamentale affidarsi ad esperti del settore e, anche se personalmente prediligo il contatto diretto in aula, è importante che ci si allinei con tutto quello che potrà essere la formazione per parrucchieri in rete, sfruttando i canali web e social, soprattutto per l’education all’estero. Avendo cura però di scegliere i corsi giusti, realizzati da professionisti: spesso è capitato, soprattutto durante la pandemia, di vedere cose improvvisate.

Art Direction: Lorenzo Marchelle for Alfaparf Milano
Photo & Production: Booking Agency Milano

Next in Hair

Un grande momento di formazione ma anche di ispirazione, un percorso alla scoperta dei trend del 2022, un aggiornamento a 360 gradi sulle tendenze hairstyling e beauty realizzato in digitale grazie alla collaborazione con LiveZone. Next in Hair de L’Oréal Prodotti Professionali è composto da tre momenti fondamentali: due ore di live event, andati in diretta l’8 novembre ma disponibile anche on-demand; sei masterclass su Access dedicate all’approfondimento dei trend presentati on-stage; dodici tutorial, sempre su Access, con le tecniche relative ai trend 2022.

Tra gli hairstylist protagonisti delle masterclass, tre italiani – Luigi Neri, Salvo Filetti e Mauro Situra – la statunitense Danielle Keasling, lo svedese Alireza Mousavi e il francese Sache De Carteret.

MICHELE MINCIOTTI – RESPONSABILE TECNICO GLOBAL FASHION ACADEMY SENS.ÙS

La Global Fashion Academy di Sens.ùs Hairlovers è antesignana della formazione per parrucchieri online. Il responsabile tecnico, Michele Minciotti, ha iniziato nel 2013 a studiare i primi format di webinar che già dal 2015 sono entrati a far parte dell’offerta formativa dell’accademia insieme ai corsi in presenza. “Ci è capitato di sostituire il nostro consueto incontro internazionale ‘Train the Trainers’ con numerose sessioni formative online, risultate utili per mantenere il coinvolgimento e al tempo stesso un aggiornamento costante in ambito prodotto e servizi. I costi sono decisamente più contenuti perché si evitano trasferimenti e spese di ospitalità, mentre per superare le barriere linguistiche richiediamo la presenza di un interprete”.

Hair: Sens.ùs Hairlovers

Per il brand, nella formazione per parrucchieri online oggi manca una parte di ‘gamification’, cioè l’uso di elementi propri del game design per rendere il corso più interattivo e più coinvolgente per chi partecipa. “In Global Fashion Academy stiamo lavorando per perseguire questo fine con agenzie specializzate e introdurre nei nostri webinar elementi di gamification dal secondo semestre 2022.” Tra le novità del prossimo anno anche un nuovo progetto dal format innovativo, ispirato al mondo del food. “Vorremmo usare la nostra “cucina del colore”, che tanto piace ai clienti, per ambientare dei webinar e dirette social in cui accogliere ospiti e giovani acconciatori – spiega Minciotti – Non sveliamo di più… sarà una sorpresa.

LUIGI NERI – ART DIRECTOR CLASS HAIR

Class Hair nasce a Prato da Ernesto Spica, business coach del gruppo, e Luigi Neri, Art Director. “Gli acconciatori oggi hanno bisogno di un programma educational più autentico e di valore – ha spiegato Neri – La formazione per parrucchieri deve diventare attivante: essere in grado di trasformare il sapere in azione dando la possibilità al parrucchiere di utilizzarla come strumento per aumentare i propri margini di guadagno, gestire in maniera organizzata il team di lavoro e ottenere il massimo potenziale dal proprio salone.

Art Direction: Luigi Neri @ Class Hair

Per le partnership sono preferibili i corsi online o quelli in presenza? E i costi? “L’efficacia di un corso digitale dipende molto dal contenuto. Se parliamo di formazione manageriale o di tipo teorico, il digitale interattivo può raggiungere risultati molto soddisfacenti; quando invece proponiamo formazione tecnico stilistica, la presenza diventa indispensabile per poter seguire il cliente in maniera attenta durante i vari step di lavoro. I costi di un corso online rispetto ad uno in presenza non cambiano, perché per ottenere il massimo potenziale da un corso in digitale è necessaria una regia che lo renda il più dinamico possibile attraverso le riprese, e il supporto di tecnici specializzati per gestire con immediatezza l’interazione dei partecipanti e la fluidità dei contributi video o slide. Inoltre, l’unica possibilità per eseguire pratiche step by step online è suddividere i partecipanti in gruppi di massimo 4 persone, solo così il formatore può seguire i passaggi e dare loro feedback immediati.

TONI PELLEGRINO – FONDATORE ART AND SCIENCE BY TONI PELLEGRINO

Fondatore di un brand che fa dell’arte una fonte di ispirazione e della scienza un metodo di taglio e colore codificato, Toni Pellegrino ritiene che “la formazione per parrucchieri debba tornare alla conoscenza della materia, al perché un taglio regge tre o quattro mesi mentre un altro, dopo due settimane, non ha più forma.” Per lui i social vanno usati con criterio perché “la sovraesposizione crea un’ansia da prestazione che danneggia la qualità dei contenuti”, ma conoscere bene gli strumenti digitali è altrettanto fondamentale per chi vuole fare impresa. “Tutta la nostra formazione cerca di avvicinare a una digitalizzazione utile attraverso attività di tutoring in campo di comunicazione e marketing e attraverso un gestionale super intuitivo di grande supporto sia all’education che al marketing.”

Per le partnership sono preferibili i corsi on line o quelli in presenza? “Dipende. La tecnologia è stata di enorme sostegno durante questi difficili mesi e rappresenta un grandissimo potenziale per attività manageriale e per la parte teorica dell’education, ma noi siamo artigiani, lavoriamo sulla materia e la dobbiamo vedere e toccare. Abbiamo bisogno di un contatto visivo tridimensionale, quindi se parliamo di taglio e colore lavorare in presenza resta il top. Il digitale abbatte i costi e fa risparmiare tempo, ma è una seconda scelta. Detto questo, la formazione strettamente tecnicostilistica online non può avere costi identici si corsi in presenza.”

Creative Director: Toni Pellegrino @ Art and Science
Photo: Domen & Van de Velde

Per le sezioni pratiche di step by step online come vi organizzate per dare un feedback immediato ad eventuali errori? “Lavoriamo in workinar: i diversi saloni sono collegati in rete e ciascun team lavora con un insegnante di supporto. Il lavoro viene fatto step by step e alla fine delle fasi principali tutti i partecipanti posizionano la testina davanti alla telecamera, facendola ruotare, così che tutti possano ascoltare mentre diamo il feedback. Le correzioni dunque vengono fatte subito, ma tra visione piatta e connessioni spesso instabili non nascondo che le difficoltà ci sono.

FILIPPO SEPE – FONDATORE CRAZY FASHION

Non c’è professionalità senza formazione per Filippo Sepe, che da sempre si colloca tra gli stilisti e formatori italiani più richiesti nel panorama mondiale. “Il maggior problema della formazione per parrucchieri oggi è che il nostro lavoro diventa sempre più complicato – racconta ad Esteticai giovani pensano che basti saper tagliare e colorare i capelli per essere parrucchieri esperti, ma non è così. Saper fare il nostro lavoro richiede competenze a 360° e solo una formazione adeguata e un continuo aggiornamento possono aiutarci a tenere il passo.

Art Direction: Filippo Sepe@ Crazy Fashion

La vostra proposta education prevede corsi online o solo in presenza? “Attualmente tanti corsi sono ancora online perché ancora sussistono problematiche dello spostarsi di persona. I corsi online sono ormai il presente e anche il futuro – offrono costi più contenuti e chi conosce le lingue può seguire anche gli eventi internazionali restando seduto a casa – ma il rapporto diretto è tutt’altra cosa.” Quali i più richiesti? “Tecnici, manageriali, social. Le richieste sono variegate ma a farla da padrone rimangono sempre i corsi fashion”.

MARCO TODARO – CREATORE ARPÈGE OPERA

Fondatore di Casa Arpège e creatore, in partnership con Emsibeth, del brand Arpège Opera, Marco Todaro delinea le lacune della formazione oggi. “Mancano soluzioni concrete, reali, professionali, da riportare nell’immediato nei saloni, e mancano proposte di valore aggiunto verso la cliente”, afferma. L’hairstylist torinese utilizza il web per rafforzare o anticipare i contenuti da trattare in presenza e trova interessante utilizzare a vantaggio della crescita professionale l’unione delle due modalità. “I tanti input gratuiti che si possono trovare in rete stimolano gli utenti a elevarsi e confrontarsi – spiega Marco – quello che invece trovo non etico sono i parrucchieri che, dopo aver partecipato a corsi di valore aggiunto, per stupire clienti e colleghi svelano pubblicamente gestualità o piccoli segreti che occorrerebbe invece custodire e riporre gelosamente nel proprio bagaglio culturale. Questo comportamento andrebbe regolarizzato con pene anche risarcitorie sulla proprietà intellettuale.

Art Direction: Marco Todaro @ Arpège Opera/Photo: Federico Tardito

Quali sono i corsi che gli acconciatori cercano di più? “Ho notato che nascono ovunque corsi di strategia e di metodo del successo che, a mio avviso, spostano il focus su una direzione sbagliata. La nostra è una professione che ha grandi responsabilità, come quella di rendere più bella la donna e di fare in modo che l’Italia continui a mantenere il vecchio primato dell’eleganza e del buon gusto. Per questo occorre prepararsi seriamente prima di offrire un servizio, aiutando la categoria non ad affilare i denti per fare business ma a gestire al meglio la propria realtà.” 

L’Academy di Mimmo Laserra

Ubicata all’interno di Palazzo Taverna, nel centro storico di Roma, la nuova accademia di Mimmo Laserra organizza corsi con al massimo 10 partecipanti ad aula e dice no ai corsi online. “L’accademia è stata strutturata in tre sale indipendenti fra loro, ognuna della quale si differenzia, grazie alla collaborazione con Maletti, per design, arredo e funzionalità. Grazie a questa disposizione, è possibile mantenere il limite massimo di dieci partecipanti per sala, rispettando a pieno le norme vigenti in merito al covid-19”.

Perché hai scelto di non fare corsi online? “Dopo un’analisi di mercato fatta anche insieme ad altri colleghi, è emerso che si preferisce di gran lunga vedere e lavorare in presenza, rafforzando il rapporto tra formatore e corsista. Il vantaggio di poter fare domande, di interagire e di sentire l’emozione del momento permette una maggiore comprensione dei concetti illustrati, sia tecnici che stilistici.

Che cosa manca secondo te alla formazione per parrucchieri di oggi? “Non penso manchi qualcosa, anzi forse c’è anche troppo, ed è per questo che bisogna filtrare questo eccesso di informazioni per avere una giusta direzione verso l’eccellenza”.

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