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Diamanti d’Oro di Uala: ecco i vincitori della quinta edizione

Tra i saloni premiati con i Diamanti d’Oro di Uala, tanti gli spazi polivalenti.

Accostare alla piega una mostra d’arte? Oppure tagliare i capelli facendo shopping di capi unici, o perché no, andare dal parrucchiere per fare smartworking o prendersi una pausa dalla frenesia della città? I vincitori di questa edizione dei Diamanti d’Oro di UALA, più ancora che in altri anni, si sono distinti per il servizio eccellente grazie al quale sono riusciti a superare un momento storico complesso. E tra chi ha puntato sulla consulenza digitale e chi ha ripensato ai servizi in chiave green, spiccano tanti spazi polifunzionali, nei quali la parola d’ordine è fluidità.

Come ogni anno, i migliori saloni sono stati selezionati da una task force di esperti, che li ha visitati in incognito eleggendo gli 86 indirizzi che si sono distinti per bravura, stile e servizio eccellente. Vediamo così che l’edizione 2020 del premio incorona 9 saloni con Tre Diamanti d’Oro®, 19 saloni con Due Diamanti d’Oro® e 58 saloni con Un Diamante d’Oro®.

Tutti i vincitori sono stati valutati secondo questi criteri: aspetti tecnici e stilistici, come la realizzazione di tagli a regola d’arte o colorazioni poco aggressive sul capello; competenza e modo di porsi con il cliente, accoglienza e spiegazione accurata dei trattamenti; stile e bellezza del luogo e infine posizione in città, come valore aggiunto dell’esperienza di stile.

3 Diamanti d’Oro

Realtà esclusive, nelle quali ogni dettaglio è curato al meglio. Come Zappa Hair & Beauty di Palermo, in cui si fondono bellezza e gastronomia. Da Zappa, infatti, si entra per una rinfrescata al look ma anche per degustare i prodotti tipici siciliani, insieme ad un cocktail preparato sul momento. Sempre a Palermo, l’atelier di Giorgio Parrivecchio, inaugurato da poco e pensato anche per ospitare mostre ed eventi culturali, nel quale si trova un giardino d’inverno arredato per lavorare in smartworking. 3 Diamanti d’Oro di UALA anche per il bolognese I Didier Compagnia della Bellezza, il triestino Goran Viler con la sua trendy hair spa che si ispira al senso di ospitalità delle onsen giapponesi, e l’esclusivo hair salon di Rossano Ferretti a Parma.

Il massimo del riconoscimento va infine a quattro realtà milanesi: Merci à Vous, la creazione artistica di Mayra Cassano, il barbershop classico e raffinato di Francesco Cirignotta, Alessandro Gesuita con il suo salone dallo stile accogliente ed elegante, e l’atelier di Davide Diodovich, che ricrea al proprio interno l’atmosfera intima ed esclusiva di una confortevole casa privata.

2 Diamanti d’Oro

Diciotto le realtà che hanno raggiunto i due Diamanti d’Oro di UALA. Tra questi, Nook Studio di Salerno, da poco ristrutturato e pensato per essere un’oasi di relax dove entrare anche soltanto per leggere un libro o sorseggiare una tisana, dove volersi bene prima di vedersi bene. E tra gli altri, il torinese Attilio Parrucchieri e l’atelier catanese di Toni Pellegrino, ma anche realtà quali il salotto creativo e all’avanguardia di Roots Milano e il salone della genialità eclettica di Egidio Borri.

1 Diamante d’Oro

Tra le 58 realtà a potersi fregiare del Diamante d’Oro di UALA, il milanese les Garçons de la Rue Lattuada, l’atelier di Alessia Solidani, il salone Nereide di Simone Minella o quelli di Luca Picchio e Luciano Colombo. O ancora, lo studio creativo di Pier Giuseppe Moroni o quello di Salvo Filetti

Vuoi conoscere la lista completa dei vincitori? La puoi trovare sul sito di UALA.

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5 tendenze beauty post Covid

La pandemia ha stravolto e rivoluzionato la nostra vita in diversi ambiti, compresa la bellezza. Ma come la vedremo in futuro? Ecco 5 tendenze beauty post Covid, dagli e-commerce locali ai social network, fino ai saloni sempre più green.

Il 2020 è l’anno del Covid-19, della pandemia che ha stravolto tutto, che ha innegabilmente generato non solo rivoluzioni, ma vere e proprie nuove abitudini e prassi virtuose, impensabili e inattese fino a un anno fa e ormai permeate nella normalità. Uala, sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo della bellezza e del wellness, ha individuato 5 tendenze beauty post Covid emerse nel 2020, che delineeranno il settore nel prossimo futuro.

Come ogni avvenimento che scardina la normalità, la pandemia ha fatto sì che, anche nel comparto beauty – uno dei più colpiti dalle chiusure messe in atto dal Governo per contenere i contagi – si ripensassero procedure e abitudini che sembravano assodate. Nelle rivoluzioni di ogni genere sopravvive chi dimostra una capacità di adattamento ed evoluzione. Il mondo della bellezza ha reagito in generale bene allo stravolgimento portato dal Covid ed è pronto a cambiare assorbendo ciò che di buono ha insegnato questo periodo di estrema difficoltà” dichiara Alessandro Bruzzi, CEO di Uala.

Il parrucchiere si trova (anche) su TikTok

Prima della pandemia la consulenza a distanza e i suggerimenti per la bellezza casalinga venivano considerati spesso concorrenziali all’esperienza in salone. Con il primo lockdown, invece, molti professionisti hanno scoperto un modo nuovo di rimanere vicini ai propri clienti, aiutandoli – tramite video tutorial, dirette e pillole social – a prendersi cura da soli di sé stessi. Concluso il confinamento, le persone sono tornate volentieri in salone, grati della vicinanza dimostrata, per premiare quei professionisti che hanno visto la condivisione della conoscenza come un valore aggiunto. Si stima che proprio nel 2020 un ulteriore 20% dei saloni sia sbarcato sui social, anche su quelli apparentemente più lontani da un utilizzo professionale, come TikTok. È quindi probabile che l’uso dei social come strumento professionale sia una delle 5 tendenze beauty post Covid: nella bellezza del futuro i trattamenti a casa saranno sempre più complementari a quelli in salone, grazie a una consulenza che non si esaurisce in negozio e che raggiunge la clientela in un click.

Il green non è più solo tendenza

Negli ultimi anni Uala ha registrato un incremento costante di saloni attenti all’ecologia: nel 2020 l’offerta di trattamenti bio e amici dell’ambiente è aumentata del 20% rispetto al 2018. Questo dato seguiva una domanda sempre più attenta a una bellezza etica. Con la pandemia si è riportata l’attenzione su scelte consapevoli e rispettose dell’ambiente, invitando gli operatori della bellezza a ripensare a pratiche e rituali in chiave green, diventando così una delle 5 tendenze beauty post Covid. Nei saloni del prossimo futuro, infatti, si potranno spesso vedere lavatesta con sistemi di riciclo delle acque, mantelline in materiale recuperato anziché in plastica, illuminazioni pensate per il risparmio energetico e trattamenti sempre più plant-based, con un particolare occhio anche alla sostenibilità delle confezioni.

Non solo servizi alla persona

Se c’è una cosa che il Covid ha insegnato agli imprenditori di ogni settore, è stata quella di avere un piano B. Per il comparto beauty, dopo l’obbligo di abbassare le saracinesche e fermarsi con i servizi alla persona, la sopravvivenza di molti saloni si è chiamata e-commerce. Per i consumatori il valore aggiunto dell’acquisto dal proprio negozio di fiducia, al di là della scelta di sostenere le piccole realtà locali, è stata quella di continuare a ricevere, anche da remoto, la stessa consulenza sul prodotto, sulle sue proprietà e sulla sua applicazione. Tra le 5 tendenze beauty post Covid è presente l’acquisto online di un abbonamento di prodotti non standardizzati, pensati ad hoc dal proprio professionista di fiducia che, come un alchimista, creerà la miscela perfetta per ogni esigenza. Un abbonamento di cui usufruire nel proprio salone, ma anche a casa.

E- commerce sì, ma local

Se la parola d’ordine è commistione – tra bellezza in salone e bellezza a casa, tra prodotti standard e su misura – questo vale anche per la formula d’acquisto. Nelle 5 tendenze beauty post Covid, infatti, compare l’acquisto online, che abbraccia un numero sempre più alto di utenti di ogni fascia di età, ma che si completa con il ritiro in salone dove incontrare il professionista, ricevere consigli sull’applicazione del prodotto o eseguire un trattamento complementare.

Coworking di bellezza

In un momento di incertezza economica, in cui sostenere spese per l’affitto o per le utenze di un locale commerciale è diventato difficile per molti operatori del settore beauty, si è fatta sempre più strada tra le 5 tendenze beauty post Covid quella del coworking. Non sarà raro, dal 2021 in avanti, incontrare il proprio professionista di fiducia in spazi ampi e pensati appositamente per hairstylist ed estetiste che non occupino un intero negozio, ma solo una stanza, dove erogare i propri servizi risparmiando su tutto, tranne che sull’eccellenza del trattamento.

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Voglia di e-shop? Con Uala e 4 click sei online in un attimo

Uala lancia la soluzione e-commerce che abilita tutti i saloni di bellezza ad avere un proprio shop in pochi minuti.

Il comparto della bellezza, uno tra i più colpiti dalle misure restrittive messe in campo dal Governo per contrastare la pandemia, trova nuova vita scegliendo l’online. Ora è ancora più facile.

Uala (www.uala.it), sito e applicazione dedicato al mondo beauty e wellness, che da sempre lavora alla digitalizzazione della prenotazione per i servizi alla persona, lancia la soluzione e-commerce che abilita tutti i saloni di bellezza ad avere un proprio shop online in pochi minuti.

Quella che annunciamo oggi è una svolta  – dichiara Alessandro Bruzzi, CEO di Uala – soprattutto per quei saloni di bellezza che non hanno la possibilità di investire tempo e risorse in un proprio e-commerce, né avrebbero le competenze digitali per occuparsi di tutti gli aspetti della vendita online, dalla questione privacy ai sistemi di pagamento, senza dimenticare la gestione delle giacenze a magazzino e delle anagrafiche dei prodotti insieme a prezzo e descrizione”.

Gli utenti possono visitare su Uala la pagina dei propri professionisti preferiti e scegliere se selezionare il listino dei servizi, prenotare un appuntamento, o acquistare i prodotti che servono per la cura della persona. Sulla pagina dell’e-commerce del salone verranno visualizzati tutti i dettagli dei prodotti, insieme ad immagini professionali e sarà possibile scegliere la spedizione a domicilio con corriere o l’opzione click and collect, un’altra leva importante a favore dei professionisti della bellezza per incentivare il passaggio in salone di nuovi clienti.

Parrucchieri ed estetiste non si dovranno occupare di nulla: sono sufficienti 4 click per essere online, foto e descrizione accurata dei prodotti sono già caricate nel database, il miglior prezzo di vendita viene suggerito automaticamente e il magazzino è immediatamente sincronizzato.

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Revenge beauty: il fenomeno della fase 2

Dopo la fine del lockdown le prenotazioni per i servizi di bellezza sono aumentante esponenzialmente, generando il fenomeno del revenge beauty.


Oltre al revenge shopping, la corsa agli acquisti per ricompensarne l’assenza durante la quarantena, il 18 maggio 2020 è scattato anche il revenge beauty, il fenomeno che ha visto esplodere le agende di parrucchieri ed estetisti.

Uala, sito a applicazione dedicato al mondo beauty leader nel Sud Europa, ha analizzato le prenotazioni nei primi giorni dopo la fine del lockdown, registrando un incremento esponenziale: gli appuntamenti confermati lunedì 18 maggio sono aumentati del +146% rispetto a un lunedì medio pre-Covid. Inoltre si sono anche moltiplicate le ricerche degli utenti (+167%) per trovare una disponibilità nei vari saloni presenti sul portale e app.

Generalmente vediamo volumi così importanti di ricerche e di prenotazione nei periodi caldi per il nostro business, come ad esempio le festività natalizie” racconta Alessandro Bruzzi, co-fondatore e CEO di UalaNei mesi del lockdown in tanti hanno riconosciuto il valore dei professionisti della bellezza di cui non hanno voluto più fare a meno, non appena è stato possibile. Il merito è stato anche di parrucchieri ed estetisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno impiegato in modo positivo le loro energie nei mesi di chiusura con tutorial, dirette social e messaggi rassicuranti sul lavoro di adempimento alla nuova normativa sanitaria. I numeri dimostrano che il ringraziamento dei clienti non sta tardando ad arrivare.”

Tra i molteplici trattamenti, i più richiesti per la prima settimana di apertura dei saloni di bellezza sono stati i servizi essenziali: taglio, colore e ceretta gambe e inguine per le donne; taglio capelli, foggiatura della barba ed epilazione dorso e spalle per gli uomini.
Manicure con semipermanente e pedicure è un altro servizio desiderato dalle donne, mentre gli uomini hanno prenotato epilazione ascellare e sopracciglia.

A quarantena conclusa le donne hanno trascorso mediamente 2,5 ore dal parrucchiere e un’ora e mezza dall’estetista. Gli uomini, invece, sono stati più rapidi: la permanenza media dal barbiere è di soli 45 minuti.

Per quanto riguarda le prestazioni effettuate, lo scontrino medio è lievitato: le donne hanno preferito trattamenti in combo, sostituendo servizi di mantenimento con sedute ex novo, più lunghe e costose. Mediamente, allo scadere della quarantena hanno speso 32 euro dall’estetista e 67 dal parrucchiere, contro i – rispettivamente – 21 e 45 euro medi prima dell’emergenza Coronavirus. Invariato lo scontrino medio degli uomini che hanno investito circa 30 euro per la loro bellezza.

La corsa ai saloni non è stata omogenea in Italia: in cima alle regioni che hanno registrato un’impennata nelle prenotazioni c’è la Campania, seguita da Lombardia, Lazio, Piemonte e Toscana.

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L’Oréal Italia: sostegno e aiuti per la riapertura dei saloni

L’Oréal Italia sostiene la richiesta di apertura anticipata dei saloni e aiuta i parrucchieri per favorire una ripresa nelle migliori condizioni.


Le emozioni non si chiudono. Riapriamo alla bellezza. Subito.” Con questo motto L’Oréal Italia rinforza il suo sostegno agli acconciatori in attesa della riapertura dei saloni, attraverso iniziative, aiuti concreti e lavorando accanto alle associazioni di categoria e a Cosmetica Italia.

Durante questa emergenza Coronavirus L’Oréal, infatti, si sta impegnando ad aiutare i parrucchieri, la seconda categoria artigiana d’Italia con più di 260 mila addetti oggi fortemente in crisi, accompagnandoli verso la riapertura dei saloni per una ripresa dell’attività nelle migliori condizioni.

Da più di un secolo lavoriamo con i parrucchieri e per i parrucchieri. Oggi più che mai L’Oréal si mobilita, in collaborazione con tutte le associazioni di categoria, per sostenere l’urgenza della riapertura dei saloni e favorire la loro ripresa nelle migliori condizioni possibili” dichiara Marco Vasario, Direttore Generale della Divisione Prodotti Professionale di L’Oréal Italia.

Le iniziative di L’Oréal Italia

Per andare incontro alle necessità economiche degli acconciatori, L’Oréal Italia ha deciso prima di tutto di congelare i pagamenti dovuti dai saloni durante il periodo di lockdown e di estendere i termini di scadenza a 120 giorni sugli stessi.

Inoltre L’Oréal si sta occupando delle misure igienico-sanitario suggerite, prevedendo una fornitura di gel igienizzanti e materiali di protezione, e delle disposizioni organizzative da rispettare durante lo svolgimento dell’attività professionale, come la riorganizzazione della gestione del team di lavoro e degli appuntamenti, al fine di ridurre i rischi sanitari.

La Divisione Prodotti Professionali di L’Oréal Italia offrirà agli acconciatori:

  • la possibilità di ordinare insieme ai prodotti oltre un milione di mascherine e 80.000 flaconi di gel igienizzante.
  • formazione digitale ai professionisti del settore attraverso Access, la piattaforma e-learning e networking con una vasta gamma di webinar ed e-learning educativi e ispirazionali, creati dai diversi brand e hairstyist internazionali del gruppo L’Oréal.
  • Nuovi strumenti digitali per organizzare l presa degli appuntamenti e generare incasso anche in periodo di lockdown in collaborazione con Uala e Boss: le consumatrici potranno già prenotare l’appuntamento con il proprio salone e accedere a convenienti pacchetti per trattamenti, servizi e prodotti pagandoli in anticipo, consentendo ai saloni non solo di organizzare il lavoro evitando assembramenti, ma anche di incassare liquidità durante la chiusura forzata.
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Fase 2: le 5 strategie da adottare in salone per la riapertura

E-commerce, prenotazione agile, flessibilità di orario, rinnovate strategie di prezzo, capacità di fare squadra. L'Osservatorio Uala svela come saloni ed estetiste si stanno preparando alla Fase 2.


Tra i settori più colpiti dal Coronavirus c'è quello della bellezza. Il governo Conte ha annunciato la chiusura dei saloni fino al 1° giugno. Sarà davvero così? Quel che è certo è che dovranno adottare determinate misure di sicurezza come garantire il distanziamento sociale, assicurare la sanificazione degli ambienti e la sterilizzazione degli strumenti, utilizzare dispositivi di protezione come guanti e mascherine.

Come cambierà quindi l’esperienza dal parrucchiere? Come si potrà garantire un appuntamento in tutta sicurezza? A queste e ad altre domande ha provato a dare una risposta Uala con l'Osservatorio sui comportamenti e le aspettative di consumatori, professionisti e aziende del settore beauty nella nuova normalità, sondaggio che ha coinvolto oltre 3.000 utenti in Italia, 250 gestori di saloni, nonché una selezione di top manager delle principali aziende beauty.

Cinque le strategie che i centri di bellezza dovranno mettere in atto per superare la crisi da Covid-19 e affrontare l'allentamento del lockdown: e-commerce, booking economy, nuovi orari di apertura, nuove politiche di prezzi, la capacità di fare squadra.

1. L'e-commerce: opportunità di business da non perdere

Il coronavirus non ha fermato il desiderio di bellezza, tanto che dal sondaggio emerge come l’84% degli italiani si sia preso cura di sé anche durante la quarantena. Tra questi, il 29% lo ha fatto acquistando prodotti professionali. I clienti si sono spesso rivolti ai loro acconciatori di fiducia per un consiglio, ma il 73% degli intervistati ha acquistato sui siti ufficiali dei produttori o sui siti multibrand.
Per non perdere un'importante opportunità di business i saloni dovranno perciò cominciare col dotarsi di un sito e-commerce funzionale e facile da utilizzare, essere allineati ai prezzi di mercato dei prodotti rispetto a quelli praticati dai siti e-commerce dei singoli brand e multibrand e curare l’esperienza della consegna, sfruttando la prossimità e la presenza sul territorio come vantaggio competitivo.
Purtroppo però l’indagine evidenzia una certa reticenza del settore rispetto all’e-commerce, che rischia di essere la grande sfida persa dai saloni di bellezza nella fase 2: solo il 33% dei saloni in Italia considera il canale online come imprescindibile dopo il lockdown; il 34% è ancora indeciso; il 33% lo considera solo uno strumento temporaneo.

2. Verso la booking economy

La riapertura sarà solo parziale e saranno ancora vietati assembramenti di persone. Questo vuol dire che saloni non potranno accogliere più persone contemporaneamente e l’unico modo per assicurarsi un appuntamento sarà la prenotazione, meglio se online.
Per sopravvivere al meglio a questa crisi, i saloni dovranno adeguarsi a modelli di prenotazione agile: il 66% dei clienti ha infatti dichiarato di aver intensificato, durante il lockdown, l’utilizzo di strumenti digitali e vorrebbe poter usufruire di servizi come la prenotazione online anche per parrucchiere ed estetista. Di questi, il 19% sceglierà il proprio salone proprio in base alla sua presenza e prenotabilità online.

3. Orari di apertura più flessibili

Nella Fase 2 la parola d'ordine non può che essere flessibilità. Per superare la crisi, i centri di bellezza dovranno impegnarsi a dilatare gli orari di apertura, riorganizzarsi e ridistribuire il flusso di clienti lungo fasce più ampie della giornata o in giorni della settimana meno affollati. Una maggiore flessibilità, che parrucchieri ed estetiste sembrano già pronti ad accogliere: il 73% ha dichiarato di essere disposto ad ampliare gli orari di apertura, riorganizzando i turni dei collaboratori, al fine di diluire l’afflusso dei clienti nel corso di tutta la giornata.
 
Quanto alle preferenze degli utenti, il 51% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe disposto a recarsi in salone anche dopo le 21, pur di trovare posto; solo il 17% preferisce le fasce orarie mattutine. Il rischio di perdere clienti in caso di gestione inefficace è alto: il 25% degli utenti ha dichiarato che se non troverà posto negli orari che desidera abbandonerà l’idea di recarsi in salone e opterà o per il fai da te o per un salone concorrente.

4. Nuove politiche di prezzo

Il 9% dei saloni ha dichiarato di essere pronto a rivedere al rialzo il proprio listino, ma adottare nuove politiche di prezzo non sarà così semplice: se nel 40% dei casi gli utenti intervistati si sono dichiarati disponibili ad accettare nuovi orari, solo il 4% si dice disposto ad accettare un piccolo sovrapprezzo per garantirsi un posto nelle fasce orarie preferite.

“Le strategie per i gestori potrebbero essere due – ha spiegato Giampiero Marinò, COO di Uala – Da un lato valorizzare le fasce orarie più richieste e dall’altra spostare parte della domanda su giorni e orari tipicamente più liberi, anche con promozioni aggressive”. Promozioni a cui gli utenti si dimostrano sensibili: il 35% ha dichiarato che sarebbe felice di acquistare in abbonamenti con sconti interessanti per aiutare i saloni di bellezza sul fronte della liquidità, garantendosi in anticipo trattamenti a prezzi scontati.

5. Sopravvivere facendo squadra

Prima del Covid-19 in Italia c’erano, a fronte di circa 60 milioni di abitanti, 95.000 centri di bellezza. “Un numero altissimo che dipingeva chiara una realtà costellata da tanti piccoli saloni – ha spiegato Marinò – La sopravvivenza per questi ultimi potrebbe essere difficoltosa dal momento che per dimensioni fisiche o numerosità dello staff, farebbero fatica a gestire le distanze di sicurezza e orari di apertura dilatati.” La soluzione potrebbe essere quella di fare squadra, aggregando in un solo centro i saloni più piccoli e riducendo così le uscite (ve ne abbiamo parlato qui).

Secondo l'indagine, il 58% dei professionisti ritiene che per tornare a livelli di fatturato precedenti alla crisi sanitaria saranno necessari più di 4 mesi dalla fine del lockdown, il 9% dei titolari sostiene di aver già dovuto ridurre il personale e un ulteriore 18% sta pensando di farlo.

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Diamanti d’Oro® di Uala: i vincitori

Dal Nord al Sud Italia, molte delle eccellenze che emergono in questa quarta edizione del premio sono unite da un fil rouge: l’esperienza eccezionale.


Il Premio Diamanti d’Oro® di Uala.it incorona le eccellenze italiane in fatto di bellezza. Durante tutto il 2019 una task force di esperti ha visitato in incognito centinaia di saloni e ha scelto i 90 indirizzi che sono stati valutati secondo quattro criteri: gli aspetti tecnici e stilistici; la competenza e il modo di porsi con il cliente; lo stile e la bellezza del luogo e infine la posizione.

Anche nel settore beauty il concetto di lusso è cambiato” spiega Alessandro Bruzzi, CEO e co-fondatore di Uala. “Oggi il vero lusso è concedersi un’esperienza a 360 gradi, che coinvolga tutti i sensi e che consenta di rendere indimenticabile il proprio trattamento di bellezza. I saloni che ricercano l’eccellenza sperimentano così nuove forme di accoglienza che rendano unico e riconoscibile il proprio stile. A trattamenti e professionisti top di gamma si aggiungono quindi elementi di contorno e servizi accessori che offrono alla clientela un’esperienza irripetibile altrove.”

E così a Trieste Quelli di Goran, 3 Diamanti d’Oro, offre percorsi che seguono la filosofia Wabi Sabi. A Roma, Baldestein, 1 Diamante d’Oro, la vetrina digitale cattura bisogni e desideri dei clienti proponendo i servizi. Al salone si unisce la zona food nello spazio Zappa Hair & Beauty, 3 Diamanti d’Oro, di Palermo.

Tra i trend 2020 cresce la richiesta di cosmetici bio, amici non solo della pelle ma anche dell’ambiente. I Diamanti d’Oro® incoronano l’agricosmesi come trend che spopolerà nei prossimi anni: “le prenotazioni di trattamenti green sul nostro portale hanno subito una crescita di oltre il 50% negli ultimi 3 anni, chiaro indice di come gli utenti siano sempre più attenti alla qualità dei cosmetici che utilizzanoconferma Alessandro Bruzzi, che aggiungeQuesto purtroppo non vuol dire che tutti i prodotti presentati come green lo siano davvero. Molti dei cosmetici che troviamo sul mercato, infatti, a ben guardare l’etichetta, non soddisfano la promessa di essere amici dell’ambiente”.

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Quando il parrucchiere diventa un confidente

Un’indagine di Uala rivela che il 96% dei saloni da parrucchiere raccoglie le confidenze dei propri clienti. L’argomento preferito? L’amore.


In occasione del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, Uala.it ha lanciato un sondaggio sul rapporto che lega i parrucchieri con i propri clienti. Sulle risposte di oltre 500 saloni è emerso che gli hairstylist non sono solo consulenti di stile, ma anche fedeli consiglieri a cui affidare le proprie confidenze. Infatti, oltre il 96% dei rispondenti ammette che qualche volta il trattamento di bellezza si trasforma in un momento “di sfogo”, in cui condividere il proprio stato d’animo.

L’indagine del sito ha inoltre rivelato che il potere catartico della condivisione si ha soprattutto nei momenti di crisi e di tristezza: il 64% dei parrucchieri ha dichiarato che i clienti sono più inclini a sfogarsi con loro quando attraversano un periodo negativo, piuttosto che per condividere un avvenimento favorevole. Le donne sembrano essere quelle che approfittano di più di una pausa da dedicare a sé stesse anche per condividere i propri pensieri (91%), mentre la fascia di clienti tra i 30 e i 50 anni è predisposta alle confidenze in salone.

L’argomento ricorrente è la vita sentimentale (43%), contro il 38% che affida ai saloni le proprie riflessioni sulla famiglia e il 15% dedica lo sfogo al tema lavoro. Dunque si confessa spesso un litigio, un fraintendimento della coppia o addirittura la fine di una storia: molte donne vanno dal parrucchiere per il famoso “Breakup Haircut”, il taglio di quando finisce un amore.

Probabilmente complice il relax del trattamento, un cliente su cinque si lascia andare alle confidenze personali con l’hairstylist già al primo appuntamento. Il 56%, invece, aspetta almeno il secondo o il terzo incontro.

Ma viceversa i parrucchieri si confidano con i clienti? Solo un rispondente su cinque ha dichiarato di contraccambiare, condividendo con i clienti gli aspetti della propria vita personale. Ciò però non significa che gli hairstylist svolgano un ruolo esclusivamente passivo: il 70% ammette che i clienti chiedono loro anche dei consigli e suggerimenti su come agire o su come comportarsi.

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Uala acquisisce Salonist e la maggioranza di Funkmartini.gr

Poco dopo essere approdata in Francia, Uala consolida la posizione di leadership in Grecia e annuncia un nuovo investimento nel mercato italiano.


Dopo aver recentemente annunciato l’arrivo in Francia ottenendo il 100% del suo omologo oltralpe Balinea.com, il sito e applicazione Uala, dedicato al mondo beauty, continua la sua espansione.

Uala, infatti, rafforza la sua presenza nel Sud Europa con l’acquisizione di Salonist, portale utile alla prenotazione di servizi di bellezza attivo nel nord Italia, e della maggioranza di Funkmartini.gr, sito leader del mercato greco di cui Uala era già investitore.
  
La scalata internazionale era iniziata nel 2017 con l’acquisizione della maggioranza di Bucmi, piattaforma leader per la prenotazione online di saloni di bellezza e centri benessere in Spagna e Portogallo. Oggi, grazie all’annuncio di una presenza più massiccia anche in Grecia, il portale diventa ufficialmente proprietario dei leader di mercato in altri quattro Paesi, oltre all’Italia: Francia, Spagna, Portogallo e Grecia.

 “L’enorme lavoro tecnologico che è alla base dello sviluppo del software Uala, ci ha consentito negli anni di offrire il miglior servizio a saloni e utenti – dichiara Alessandro Bruzzi,­ CEO di UalaOggi stiamo integrando lo stesso software in altri mercati, consentendo di portare l’eccellenza in questo settore anche fuori dall’Italia. L’acquisizione della maggioranza di Funkmartini fa seguito a un lavoro di successo e sinergia tra i due team e ci consente di essere ancora più forti in un mercato dalle enormi potenzialità come quello della Grecia”.

In Italia, dove Uala è presente in modo capillare anche a seguito dell’acquisizione del dominio web Vaniday, annunciato sempre nel 2017, il portale conferma oggi la volontà di rendere più consistente la propria leadership di mercato con l’acquisizione di Salonist.

Il focus sull’Europa non ci fa dimenticare i nostri obiettivi sull’Italia conclude Bruzzi – Dal 2015, anno della nascita di Uala, ad oggi, sempre più saloni hanno scelto il nostro gestionale, che consente di gestire in modo semplice e intuitivo l’attività in tutti i suoi aspetti. L’acquisizione di Salonist conferma la volontà di investire ancora nel nostro Paese, dove continuiamo a impiegare tempo e risorse al fine di rendere Uala il punto di riferimento per tutti i professionisti della bellezza”. 

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Anno 2019 Eventi

On Hair 2019: Uala presenta il suo gestionale

Gestire in tempo reale tutte le prenotazioni, ma anche l’attività del salone in tutti i suoi aspetti, come ad esempio il magazzino, gli ordini e l’emissione degli scontrini. L’applicazione Uala Business, già in linea con la nuova normativa sui corrispettivi elettronici, sarà presentata durante On Hair Show & Exhibition by Cosmoprof in programma al PalaAlpitour di Torino il 17-18 novembre.


In occasione della decima edizione di On Hair Show & Exhibition by Cosmoprof, che quest’anno si svolgerà a Torino il 17 e il 18 novembre 2019, Uala presenterà il suo gestionale, già in linea con la nuova normativa sui corrispettivi elettronici.

Sito e applicazione leader nel Sud Europa, Uala consente di prenotare il proprio appuntamento di bellezza, in pochi click e a qualunque ora. Grazie all’applicazione Uala Business, parrucchieri, estetisti e professionisti della cura della persona possono gestire in tempo reale tutti gli appuntamenti, sia quelli concordati al telefono sia quelli che provengono dal sito web e dall’app di Uala, così come anche quelli che provengono dal motore di prenotazione in widget integrabile nelle pagine social.

L’applicazione funziona attraverso l’utilizzo di un computer desktop, un tablet e/o uno smartphone. La tecnologia cloud garantisce l’utilizzo in tempo reale su più dispositivi e il salvataggio automatico di tutti i dati senza necessità di backup.

Uala Business non è solo un sistema che facilita le prenotazioni, ma è uno strumento che consente di gestire il salone in tutti i suoi aspetti, dal magazzino e dagli ordini ai fornitori alla fatturazione elettronica, dalla gestione del consenso informato in linea con le ultime direttive privacy, fino all’emissione degli scontrini con invio telematico.

I Plus

  • Gestire in tempo reale tutti gli appuntamenti.
  • L’utilizzo dell’applicazione in tempo reale su più dispositivi.
  • Gestire campagne SMS per far conoscere le promozioni.
  • Gestire il magazzino.
  • Inviare ordini ai fornitori.
  • Salvare note tecniche, documenti e preferenze sullo storico di ogni singolo cliente.
  • Impostare SMS di promemoria ed e-mail personalizzate (ad esempio per augurare buon compleanno ai propri clienti).
  • Statistiche e analisi su fatturato, clienti e dipendenti consentono di avere sotto controllo l’andamento del business e di ottenere suggerimenti sulle azioni da intraprendere per fare ancora meglio.
  • Inviare automaticamente a fine giornata i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, ma anche conservarli a norma di legge per 10 anni, eliminando gli archivi cartacei.
  • Grazie alla collaborazione con RCH, azienda che si occupa della produzione e della vendita di registratori di cassa, Uala è inoltre in grado di fornire ai saloni che ne avessero necessità un registratore di cassa telematico, anche questo in linea con la nuova normativa.

Uala sarà presente a On Hair 2019 in programma al PalaAlpitour di Torino il 17-18 novembre (stand 51 e 63).