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Green Pass dal parrucchiere?

Serve il certificato per andare a fare piega? Al momento no, ma ci sono molte ipotesi e incertezze sull’argomento…

Annunciata l’esistenza del Green Pass, ovvero il lasciapassare che serve dal 6 agosto agli italiani per limitare i contagi da Covid19, il governo ha poi dovuto spiegare come e dove si dovrà utilizzare.

La confusione che da sempre accompagna ogni Dpcm sull’argomento covid-19, è salita alle stelle.

Ad agosto una sola dose basterà per assistere a concerti, cinema, eventi pubblici e sportivi. Probabilmente anche per sedere al chiuso in bar e ristoranti. Senza Green Pass niente concerti etc… anche se all’aperto. Mentre senza Green Pass, si può mangiare nei ristoranti all’aperto. Il che è una bella contraddizione.  A settembre, via libera per le stesse attività, ma con l’obbligo del ciclo vaccinale completo. Diverso il discorso per le attività essenziali, come i trasporti. Per tutelare lavoratori e pendolari, si concederanno altre due settimane per vaccinarsi. Poi, dal 15 settembre, il Green Pass varrà anche per chi vuole accedere a metro e bus.

E per tutte le attività non menzionate nel Dpcm? Qui le ipotesi diventano le più fantasiose… come quella che vede il Green Pass indispensabile per andare dal parrucchiere.

Abbiamo interrogato sull’argomento la Cna e alcuni hairstylist che però non hanno nessuna notizia al riguardo, se non quello che si legge online. Nessuno è tranquillo.

Le decisioni sul Green Pass sono state fatte con una logica che sfugge ai comuni mortali e la tanto agognata ripresa per le attività che hanno dovuto subire il lock-down, come i parrucchieri, è ancora molto lontana. Sarebbe logico penalizzarli ancora?

Tutto dipenderà dalle varianti, la Delta quella che preoccupa di più al momento, ma nessuno si sente di ipotizzare cosa succederà a settembre. Nel frattempo le vaccinazioni sembrano avere una flessione per mancanza di vaccini.

Per il momento, quindi, non poter andare dal parrucchiere o dall’estetista senza Green Pass (o con tampone negativo o ancora in caso di guarigione dal Covid19), rimane solo un’ipotesi.

Le Regioni infatti contrastano questa linea dura, e cercherebbero di mantenere e circoscrivere l’utilizzo del pass solamente per le attività che ancora non hanno riaperto, come discoteche e grandi eventi. Ma come dicevamo tutto e possibile.

Ma chi non può vaccinarsi? Per ora tutto tace perché – ad aggiungere confusione – il decreto del 22 luglio 2021, rimanda ad un futuro decreto le modalità di verifica dei certificati delle persone che non si possono vaccinare.

Attendiamo futuri sviluppi. Qui il decreto approvato il 22 luglio, in vigore dal 6 agosto 2021.

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L’acconciatore: storia di un mestiere

Breve storia su come nasce il lavoro dell’acconciatore e come si sviluppa la storia del parrucchiere, sia per uomo che per donna.


Oggi nell’immaginario collettivo un acconciatore, un parrucchiere o un barbiere, è considerato un’artista, capace di trasformare e manipolare i capelli con forbici, pettine e phon, in base ai desideri dei propri clienti. Ma nell’antichità chi era e cosa faceva un acconciatore? Scopriamo insieme come la storia del parrucchiere si sviluppa negli anni.

Il lavoro del parrucchiere e del barbiere ha origini preistoriche, precisamente dal Paleolitico. Il tagliare i capelli era una sorta di rituale per rinnovarsi e per ritrovare le energie positive (come il breakup haircut), perché i capelli lunghi rappresentavano l’accumularsi di tutte le negatività; per questo motivo il taglio veniva affidato alle più alte autorità della tribù.

Nella Grecia dell’età ellenistica, invece, il tagliare capelli e barba diventa un lavoro riconosciuto, con la comparsa delle prime barberie, considerate perlopiù luoghi d’incontro per i cittadini. Da notare che non esistevano saloni da parrucchiere per donne, che si acconciavano i capelli in casa.

Nell’Antica Roma solo i signori d’alto rango possono usufruire di servizi di acconciatura, con servi dedicati: gli uomini (anche Scipione l’Africano) si fanno radere dai tonsores, mentre le matrone hanno le ornatrices, le serve pettinatrici. Entrambi i servi rischiano di essere puniti severamente, nel caso in cui le acconciature romane non piacciano ai loro signori. Fortunate sono invece le ornatrices che si dedicavano all’acconciatura della parrucca della matrona.

Nel Medioevo i barbieri, essendo abili con coltelli e lame per la barba, si occupavano non solo di acconciare i capelli, ma anche di effettuare vere e proprie operazioni chirurgiche come i salassi.

Solo nel Seicento e Settecento i parrucchieri e i barbieri tornano a occuparsi di capigliature e soprattutto di parrucche. Infatti, è questo il periodo storico in cui spopolano le parrucche nell’aristocrazia europea, trattate come delle sculture maestose e imponenti. Da qui deriva anche il nome “parrucchiere”, ovvero l’addetto al confezionamento di parrucche nella propria bottega dedicata.

Grazie a Il barbiere di Siviglia, l’opera del compositore ottocentesco Gioacchino Rossini, l’acconciatore viene considerato come artista del capello, connotandolo così come un mestiere vero e proprio.

Nei primi anni del ‘900, la storia del parrucchiere continua con l’invenzione della permanente e dell’asciugacapelli, gli acconciatori si specializzano nell’acquisizione di nuove tecniche, per rispondere alle esigenze dei clienti, soprattutto donne.

Nel XXI secolo il ruolo dell’acconciatore è molto più ampio, perché oltre a essere un artista del capello, deve avere conoscenze di chimica per le colorazioni, capacità gestionali per il proprio salone e competenze comunicative per rapportarsi con la clientela.

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Quando il parrucchiere diventa un confidente

Un’indagine di Uala rivela che il 96% dei saloni da parrucchiere raccoglie le confidenze dei propri clienti. L’argomento preferito? L’amore.


In occasione del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, Uala.it ha lanciato un sondaggio sul rapporto che lega i parrucchieri con i propri clienti. Sulle risposte di oltre 500 saloni è emerso che gli hairstylist non sono solo consulenti di stile, ma anche fedeli consiglieri a cui affidare le proprie confidenze. Infatti, oltre il 96% dei rispondenti ammette che qualche volta il trattamento di bellezza si trasforma in un momento “di sfogo”, in cui condividere il proprio stato d’animo.

L’indagine del sito ha inoltre rivelato che il potere catartico della condivisione si ha soprattutto nei momenti di crisi e di tristezza: il 64% dei parrucchieri ha dichiarato che i clienti sono più inclini a sfogarsi con loro quando attraversano un periodo negativo, piuttosto che per condividere un avvenimento favorevole. Le donne sembrano essere quelle che approfittano di più di una pausa da dedicare a sé stesse anche per condividere i propri pensieri (91%), mentre la fascia di clienti tra i 30 e i 50 anni è predisposta alle confidenze in salone.

L’argomento ricorrente è la vita sentimentale (43%), contro il 38% che affida ai saloni le proprie riflessioni sulla famiglia e il 15% dedica lo sfogo al tema lavoro. Dunque si confessa spesso un litigio, un fraintendimento della coppia o addirittura la fine di una storia: molte donne vanno dal parrucchiere per il famoso “Breakup Haircut”, il taglio di quando finisce un amore.

Probabilmente complice il relax del trattamento, un cliente su cinque si lascia andare alle confidenze personali con l’hairstylist già al primo appuntamento. Il 56%, invece, aspetta almeno il secondo o il terzo incontro.

Ma viceversa i parrucchieri si confidano con i clienti? Solo un rispondente su cinque ha dichiarato di contraccambiare, condividendo con i clienti gli aspetti della propria vita personale. Ciò però non significa che gli hairstylist svolgano un ruolo esclusivamente passivo: il 70% ammette che i clienti chiedono loro anche dei consigli e suggerimenti su come agire o su come comportarsi.

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Errol Douglas, storie di successo

Il colpo di fulmine per il mondo dell’hairdressing ce lo ha avuto da bambino (all’età di 10 anni). Oggi è uno stilista di riferimento internazionale.


Il mondo della coiffure ti sceglie come un colpo di fulmine, io sono stato colpito all'età di soli 10 anni. Oltre 40 anni dopo sto ancora dedicando tutto ciò che ho a questo incredibile settore” racconta Errol Douglas, Ambassador & Patron of Honour del Fellowship for British Hairdressing (uno dei 5 al mondo ad aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento) e hair guru di numerose star del mondo della musica, della moda e del cinema. Ha collaborato con molti brand del settore capelli, tra cui Farmaca International.

Errol Douglas iniziò la sua carriera in un salone dell’East London. “Fui poi attratto dalle luci luminose del West End. Lavorai per 6 anni nel salone Neville Daniel a Mayfair, per poi trasferirmi da Paul Edmonds come Direttore Artistico per 5 anni.” Dopo 4 anni da Richard Ward come Direttore Artistico, decise – all’età di 27 anni – di intraprendere un percorso professionale individuale. “Ho lanciato BIG e nel 1998 aprii il salone Errol Douglas in Motcomb Street.” Il salone è accreditato come uno dei 12 ‘Leading Salons of the World’ nel Regno Unito.
International Hairdressing Ambassador, Global Platform Artist, Session Stylist, Mentor, Judge e Filantropo: “Mi descriverei come un parrucchiere professionista sotto tutti gli aspetti, spettacoli dal vivo, collezioni fotografiche” commenta Errol Douglas.

Stilista di riferimento nel mondo della coiffure British da più di 30 anni, ha vinto dozzine di premi tra i più ambiti al mondo. Dal primo riconoscimento nel 1995 come vincitore del L’Oréal Colour Trophy (London) ai più recenti, come Creative Head Most Wanted Legend of the Year 2017, Marie Claire Salon of the Year 2017 e il London Lifestyle Awards Hairdressing Salon of the Year 2017. A questi si aggiungono 21 nomination come British Hairdresser of the Year.

Photo Credits:
Hair: Errol Douglas MBE, for Errol Douglas Salon LONDON.
Photography: Andrew O'Toole
Make up: Kylie O'Toole
Clothing: Melissa Nixon

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Donna muore sotto i ferri dal parrucchiere

La colombiana si era sottoposta a un intervento per ingrandire i glutei. Il proprietario del salone di bellezza è stato arrestato.


Una donna colombiana è mancata a causa di un intervento chirurgico eseguito dal proprio parrucchiere.

Secondo un articolo scritto su fanpage.it, riguardante una news uscita sul quotidiano online noticias.caracoltv.com, la 38enne Carolina Andrea Aguirre Castano, madre di due figlie, si è recata presso un salone di bellezza per ingrandire il sedere. Qui le hanno impiantato delle protesi al silicone per migliorare la forma dei glutei e le è stata iniettata una sostanza non identificata. Durante l’intervento la donna ha iniziato a sentirsi male ed è morta nell’ambulanza che la stava trasportando in un ospedale di Medellin, in Colombia.

Il colonnello Juan Carlos Restrepo, comandante in servizio della polizia metropolitana della città, ha affermato che quello della 38enne è il “sesto decesso come conseguenza di procedure cosmetiche a Medellin nell'ultimo anno. È stata quindi aperta un’inchiesta, il salone è stato chiuso e il proprietario arrestato.

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Ucciso un parrucchiere russo per un “taglio da carcerato”

Un giovane 28enne russo ha ucciso il suo barbiere per il taglio di capelli che gli amici deridevano.


Dany-Dastan Adkhamov, parrucchiere russo di 24 anni, è stato ucciso da un suo cliente, Pavel Luzyanin (28 anni), in un raptus di follia causato probabilmente dall'alcool.

Il giovane era stato schernito dagli amici per il suo taglio di capelli, che lo faceva somigliare a un carcerato. Una critica che Pavel non riusciva a sopportare, tanto da uccidere il suo stesso barbiere, l'artefice inconsapevole della canzonatura.

L'omicidio è avvenuto domenica 15 ottobre 2017 nelle strade di Troitsk, in Russia, ed è stato registrato da una telecamera di sicurezza. Secondo le immagini, il killer ha colpito il parrucchiere tre volte al petto con un spiedo da barbecue, incurante dei passanti che osservavano la scena. Poi, vedendo che non era ancora morto, Pavel è tornato indietro per sferzare il colpo finale al collo sempre sotto gli occhi dei pedoni che non hanno fatto nulla per fermarlo. Il barbiere è rimasto a terra ed è morto prima dell'arrivo dell'ambulanza.

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, il parrucchiere era noto per i prezzi modici per un taglio di capelli. L'assassino era apparentemente felice del suo nuovo look, ma il giorno dopo è tornato furente al salone, perché umiliato dagli amici per il “taglio da carcerato”. Il parrucchiere ha proposto di sistemarlo, ma non è bastato per fermare la furia assassina di Pavel.

Pavel Luzyanin era conosciuto già dalla polizia come ladro di auto e alcolista, ragione per il quale ha forse agito così irrazionalmente inveendo contro il parrucchiere.

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Parrucchiere abusivo a Catania

Non solo l’assenza di un’autorizzazione, ma anche allaccio illegale alla rete elettrica e personale in nero.


Questa è la curiosa storia di una parrucchiera di Picanello, quartiere del centro di Catania. L’attività, priva di autorizzazione, era pubblicizzata abusivamente con dei cartelli sulla strada. Nel locale è stato rilevato un dipendente in nero.

Ai 2.000 euro di multa per mancanza di autorizzazione amministrativa comunale (SCIA) per aver esposto i cartelloni pubblicitari, si affiancano 15.000 euro di danno stimato relativo al furto di energia elettrica, a causa dell’allacciamento illegale alla rete.

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Parrucchiera per le detenute al carcere Uta di Cagliari

Lavatesta, specchi, pettini e spazzole, ma anche piastre, phon e prodotti per capelli.


Inaugurata il 20 luglio 2017, un’area attrezzata dedicata a taglio e styling per le detenute del carcere di Cagliari. Creare un momento di socializzazione, ma anche porre le basi per introdurre dei corsi di formazione a cui le carcerate potranno partecipare per ottimizzare il loro tempo in prigione e per assicurarsi un futuro migliore.

Organizzata dall’associazione Socialismo Diritti Riforme, in collaborazione con il Centro Estetico Dalle ceneri della Fenice, l’iniziativa rientra nel progetto “Benessere… dentro e fuori”, dedicato alle detenute della Casa Circondariale di Cagliari-Uta. L’obiettivo è quello di valorizzare l’immagine femminile e di favorire la convivenza.

Con l’arrivo dell’estate – afferma Maria Grazia Caligaris, presidente di SDR – la vita dentro le strutture detentive diventa più pesante e noiosa. Le giornate trascorrono lente e talvolta le tensioni si moltiplicano. Disporre di uno spazio attrezzato come Parruccheria può offrire un’occasione ulteriore di socialità e l’opportunità di promuovere un corso di formazione che possa aprire un futuro professionale a qualche donna privata della libertà. La donazione e la generosità di saloni di parrucchiere e di cosmesi ci hanno consentito di dare vita all’iniziativa”.

Elisabetta Atzeni, socia onoraria SDR, ha permesso di acquistare l’attrezzatura grazie a una donazione, mentre le parrucchiere Monica Frau e Francesca Piccioni hanno offerto il servizio gratuito di taglio e piega alle detenute.

“L’iniziativa è stata l’occasione per presentare la possibilità di introdurre nel carcere la scuola per parrucchieri. In carcere ci sono già corsi per le detenute, come per esempio stiliste volontarie che fanno corsi di cucito, e sarebbe ottimale ampliare l’offerta con un’area dedicata a piega e styling”

racconta Monica Frau.

L’obiettivo del progetto è quello di non far perdere alle donne la propria femminilità, ma anche quello – più grande – di formare le detenute per un futuro migliore: quando usciranno dal carcere potranno utilizzare ciò che hanno imparato per trovare un lavoro” spiega Francesca Piccioni, proprietaria e fondatrice della scuola per parrucchieri Hair School di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari.

Mi auguro che molti altri parrucchieri aderiranno a iniziative del genere. È un’esperienza di vita, davvero gratificante, ma anche una sfida con se stessi, che aiuta a superare i propri limiti” continua Francesca Piccioni.

“Il sorriso che le detenute avevano dopo essersi viste allo specchio è stata una gioia impareggiabile. È stata davvero un’esperienza molto emozionante”

racconta Monica Frau.

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Melanoma. La mia parrucchiera mi ha salvato la vita

È la storia di Eileen Korey che, grazie alla sua hairstylist, ha individuato per tempo un tumore alla pelle che solo tre settimane prima non c’era.


A inizio giugno, Eileen Korey fissò un appuntamento nel salone di Kari Phillips a Cleveland, la sua parrucchiera di fiducia, per il consueto servizio colore. La parrucchiera notò una macchia scura tra i capelli della cliente.

Hai sbattuto la testa? – ha detto – vedo qualcosa qui e non mi piace quello che sto vedendo”. Scattò una foto e la mostrò alla cliente.

È stato molto spaventoso. Anche se la dimensione era inferiore al centimetro, variava di colore e forma. Sembrava un livido ed era piatto” ha raccontato Korey.

Tre settimane prima il melanoma non c’era. Grazie alla parrucchiera è stato trovato giusto in tempo (era allo stadio 0) e sarà rimosso il prossimo agosto.

La gente spesso si dimentica di proteggere il cuoio capellutoLe persone semplicemente non ci badano” spiega Friedman, dermatologo della George Washington School of Medicine and Health Sciences “bisognerebbe sempre proteggersi con la crema solare o con un cappello. Il melanoma è la forma più mortale di cancro della pelle, se preso all'inizio, il tasso di sopravvivenza è superiore al 90 per cento”.

L’articolo completo su Today.com.

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Libri per parrucchieri: arriva Michela Fenu

Consigli pratici, strategie e idee innovative: “Arricchisci il tuo salone. Come avere cassetto pieno e clienti soddisfatti senza fare sconti” è il nuovo manuale per hairstylist di Michela Fenu.


Novità tra i libri per parrucchieri. “Arricchisci il tuo salone. Come avere cassetto pieno e clienti soddisfatti senza fare sconti” è il manuale di istruzioni di Michela Fenu, rivolto ai titolari di salone che vogliono aumentare incassi e clienti… e anche il loro tempo libero.

Imprenditrice e blogger, Michela Fenu si occupa di vendite e marketing dal 2006. È stata la prima in Italia a specializzarsi in marketing e vendita professionale per parrucchieri. Dal 2009 aiuta i titolari di salone ad aumentare i profitti della loro attività, con metodi semplici che danno risultati concreti e misurabili.

Nel 2016 ha pubblicato il libro “Arricchisci il tuo salone. Come avere cassetto pieno e clienti soddisfatti senza fare sconti”. Ecco cosa ci ha raccontato l’autrice del libro durante un’intervista.

Come è nata l’idea del libro?
Questo libro è frutto del mio percorso professionale negli ultimi dieci anni. I parrucchieri sono in difficoltà e io ho creato un sistema per aiutarli, non solo a sopravvivere in un mercato sempre più competitivo, ma anche a rendere il proprio salone un'attività profittevole. I miei studenti del corso Specialista Salone già lo fanno con successo.

Qual è il percorso del libro?
Il libro è una vera e propria guida per titolari di saloni, un percorso da seguire step-by-step. Si parte da un processo semplice per analizzare la propria situazione attuale; si prosegue con un metodo facile per la scelta degli obiettivi più urgenti da raggiungere; infine si indicano gli obiettivi e le strategie pratiche più efficaci per raggiungerli.

Tra i libri per parrucchieri, quali sono i plus del suo?
Dalla mia esperienza diretta con i parrucchieri ho imparato che ogni parrucchiere è diverso dall'altro. Dare consigli ai parrucchieri su come muoversi nell'ambito semisconosciuto del marketing e della vendita in salone significa indicare loro obiettivi da raggiungere. È facile indicare obiettivi, ma poi il singolo lettore si ritrova spesso con un dubbio irrisolto: “E adesso da dove inizio? come proseguo?”. La risposta a questo dubbio non è scontata e il problema ha un fondamento reale: la strada per raggiungere gli obiettivi è effettivamente diversa a seconda della propria situazione di partenza. La sfida di questo manuale, a differenza di altri libri per parrucchieri in commercio, è stata quella di creare uno strumento di lavoro che tenesse conto dei possibili punti di partenza. Ogni singolo parrucchiere che seguirà il percorso indicato sul libro, saprà esattamente da dove iniziare e come proseguire per arrivare alla meta.

Tra gli argomenti affrontati nel libro si parla di specializzazione e differenziazione. Cosa intende? E perché sono importanti?
Il problema più evidente nel nostro settore è che c'è una concorrenza molto agguerrita. Questa guerra si combatte prevalentemente sul piano del prezzo. La guerra del prezzo tra saloni è dovuta ad un fattore principale: i saloni sembrano tutti uguali. In realtà, non solo i parrucchieri non sono tutti uguali, ma è proprio vero il contrario. Ogni salone è diverso dagli altri, c'è una concreta differenza tra un salone e gli altri; solo che purtroppo, nella maggior parte dei casi, questa differenza non viene chiaramente comunicata. Differenziarsi e specializzarsi significa comunicare ai clienti potenziali e ai clienti attivi, in che modo il mio salone si distingue dagli altri. Una comunicazione efficace fa sì che il prezzo passi in secondo piano tra i vari criteri di scelta del cliente.

Basi marketing: quali sono i passaggi fondamentali che un parrucchiere dovrebbe fare per comunicare con i propri clienti.

  1. Il primo passaggio assoluto è un cambio di mentalità. Il titolare del salone deve mettersi nell'ordine di idee di delegare il più possibile il lavoro manuale ai suoi collaboratori per avere il tempo di dedicarsi alla comunicazione in salone.

  2. Il secondo passaggio è rendersi conto che in un mercato ipercompetitivo il “tutto per tutti” non funziona più. Quindi bisogna concentrarsi sui problemi e i desideri di un gruppo preciso di clienti.

  3. Il terzo passaggio fondamentale è dedicarsi a creare la propria notorietà online oltre che offline. Oggi se non sei presente sul web è quasi come se non esistessi.

Come aumentare la frequenza in salone anche nei giorni feriali?
Avere una frequenza costante nei giorni feriali è frutto di un lavoro di comunicazione con il quale si “educa” il cliente a seguire delle regole precise per prendersi cura dei suoi capelli. Questo richiede competenze specifiche e un lasso di tempo piuttosto ampio per ottenere risultati.

Tuttavia, c'è una soluzione semplice che in pochissimi applicano, che risolve in parte il problema: si tratta di concordare l'appuntamento successivo prima che il cliente ne abbia bisogno, cioè appena dopo il pagamento della ricevuta. Anziché dire “Arrivederci e grazie”, si dovrebbe fissare subito l'appuntamento successivo.

Sconti: servono a fidelizzare la clientela?
Assolutamente no. Lo sconto è una questione economica, crea un legame molto labile basato quasi esclusivamente sui soldi. Se i clienti scelgono un salone solo per motivi economici, basta un'alternativa a prezzo inferiore per portarli via. Fidelizzare, come dice la parola stessa, invece significa instaurare un rapporto di fiducia reciproco. La fiducia si conquista in un modo preciso: mantenendo le promesse fatte. Con il marketing si fa una vera e propria promessa ai clienti ed è solo mantenendola che si instaura la fiducia. Tutti sono in grado di fare uno sconto, pochissimi sanno creare un rapporto di fiducia duraturo.

Anticipazioni del libro: i consigli di Michela Fenu

Tre consigli pratici per trovare subito nuovi clienti

  1. Le persone là fuori non possono essere tutte tuoi clienti. Scegli a quale tipo di persona rivolgerti e comunica solo con quel tipo di cliente. Questo ti permette di essere più efficace nella comunicazione e di ottimizzare i costi della stessa. Banalmente, se hai un salone unisex, il tuo target è troppo ampio e lo devi restringere: scegli uomo o donna.

  2. I clienti non arrivano se tu non fai nulla per farli entrare in salone. Quindi fai in modo di attirare l’attenzione della gente là fuori con tutti i mezzi possibili online e offline. Questo processo non è gratuito, quindi è necessario che tu preveda un investimento. Scegli strumenti di marketing a risposta diretta, piuttosto che pubblicità di immagine, per poter misurare costi e risultati.

  3. I clienti nuovi attirano altri clienti nuovi, perciò il processo di acquisizione clienti non deve mai interrompersi. Tutti i mesi bisogna creare iniziative con lo scopo di attrarre clienti e promuoverle attivamente. Ad oggi lo strumento di promozione più efficace e meno costoso è il marketing a risposta diretta tramite Facebook Ads.

Vuoi saperne di più su altri libri per parrucchieri? Ecco qui l’intervista a Michela Ferracuti, autrice del libro “Da parrucchiere a Hairstylist di Successo”.