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Musica da negozio parrucchiere, quale scegliere?

Non è una scelta facile. La musica più adatta per i saloni degli acconciatori è una mossa strategica e richiede diversi accorgimenti. Vediamo quali seguire per scegliere la musica per il negozio da parruchiere.

Potrà apparire una scelta banale, ma scegliere la giusta musica da negozio parrucchiere non è affatto un gesto banale o, tantomeno, da lasciare al caso. Questo perché i saloni degli acconciatori, così come gli ambienti dei barbieri o dei centri estetici, sono luoghi in cui non si vendono semplicemente prodotti o servizi, ma esercizi commerciali in cui dialogo e comunicazione sono strettamente collegati al benessere, a iniziare dalla selezione musicale che “passa” in sottofondo.

Come dev’essere, quindi, la giusta musica da negozio parrucchiere? Senza dubbio la selezione ideale è quella in grado di favorire le emozioni di un rapporto che si presume (e si auspica) duraturo. Un rapporto in cui c’è anche un importante componente fisica, quella delle mani dell’acconciatore in costante contatto con i capelli delle clienti. In altre parole, la musica da negozio parrucchiere, dovrà facilitare un’esperienza continuativa e umanamente piacevole, stimolante e rilassante allo stesso tempo.

Fatte queste doverose premesse, veniamo al punto: meglio una selezione rilassante, poco presente di semplice sottofondo, oppure una playlist energetica, protagonista accanto ai dialoghi che si instaurano durante acconciature, colorazioni e styling. Prima di parlare di scelta musicale, però, è utile ricordare che chiunque abbia un esercizio commerciale è tenuto a informarsi sugli aspetti legali della diffusione musicale in un pubblico esercizio, per evitare multe in seguito a controlli.

Entrando invece nello specifico, il tipo di musica da negozio parrucchiere, dovrà tenere conto di almeno due aspetti: il livello di dialogo (o di silenzio) durante il trattamento ma anche l’età media della clientela. In ogni caso, è consigliabile un volume della musica mai eccessivo: qualunque sia il livello di comunicazione tra acconciatore e cliente, la musica non deve mai compromettere la possibilità di un dialogo. Attenzione al volume, quindi, perché dal parrucchiere si va certo per un nuovo taglio o una nuova colorazione, ma spesso anche per una conversazione che non dovrà mai essere sovrastata dalla musica.

Con la musica pop difficilmente si sbaglia. Le ultime hit sono sempre molto apprezzate, soprattutto da una clientela giovane, per la quale si può anche scegliere qualche brano dance da alternare nelle playlist. Per una clientela meno giovane, il revival 70/80/90 potrebbe essere l’opzione migliore, offrendo la possibilità di qualche spunto per un piacevole ritorno al passato con le canzoni della propria gioventù.

Il mood e il design del salone non sono mai secondari per la scelta della musica negozio da parrucchiere. Se gli ambienti del vostro salone sono molto raffinati – classy e posh – la musica chillout è quasi d’obbligo, da alternare a qualche selezione strumentale, jazz in primis. Se siete i proprietari di un salone più giovane, colorato e pop, allora meglio playlist a base di Vocal Chillout e Deep New Disco. Se il vostro è un ambiente ancora più “estremo”, frequentato da una clientela alla ricerca di colorazioni e acconciature crazy, allora si può alternare una scelta Hip Hop a qualcosa di più Rock, a seconda del background della clientele. In ogni caso, qualunque sia la scelta, la regola da seguire sempre è questa: qualunque sia la musica… non dovrà mai disturbare la conversazione.

E per quanto riguarda l’arredamento? Scoprilo nell’articolo dedicato a questo argomento.

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Design In Salone

Arredare il negozio da parrucchiere: l’importanza dei materiali

Saper scegliere i materiali giusti per arredare il negozio da parrucchiere è uno dei segreti per ottenere un effetto wow. Estetica ha raccolto tre esempi internazionali cui ispirarsi.

Nella fase di progettazione di un salone è importante scegliere con oculatezza i materiali da usare, non solo per le loro caratteristiche pratiche e funzionali, ma anche per la loro capacità di contribuire a comunicare l’immagine desiderata.

Le possibilità sono numerose. Le resine, per esempio, si prestano bene sia per pavimenti sia per pareti, grazie alla loro caratteristica di creare superfici omogenee e prive di fughe. Le pietre naturali sono resistenti e adatte a ogni area del salone. Anche il legno non va mai fuori moda, caldo e versatile, adeguato per rivestire pavimenti così come per scaffalature o mobili contenitori.

Estetica ha selezionato tre esempi internazionali particolarmente interessanti per l’uso di materiali che caratterizzano l’ambiente in modo efficace.

L’importanza dei dettagli

In questo super salone di Minneapolis (USA) appartenente al marchio Salons by JC, la personalità dell’ambiente è creata soprattutto dai dettagli: velluto in colore contemporaneo per le poltrone, rivestimenti a effetto marmorizzato per la reception, tavoli dalla vocazione pop per rendere confortevole l’attesa. Lo spazio è imponente, sono 1000 metri su due piani, resi ariosi da legno e un uso generoso del vetro, scaldato adeguatamente da tocchi di colore e materiali dalla forte personalità.

L’effetto texture

Tutt’altra filosofia per il salone Say No Mo a Kyiv in Ucrania. Qui il protagonista principale è il calcestruzzo, ma si può notare che in generale è la ruvidità delle superifici a caratterizzare il salone. Abbinati al cemento, infatti, ci sono altri materiali – sia nei rivestimenti di pareti e pavimenti sia nei tessuti usati per arredi e tendaggi – dove i codici estetici del brutalismo si declinano su più canali: mattoni a vista, lavandini dorati dalle superfici opache, sedute di tessuti grezzi dai colori neutri.

I tanti volti del legno

Non solo parquet. Il salone giapponese Sweet Room progettato dallo studio Log.design fa un uso differenziato del legno. Al classico pavimento spinato abbina travi a vista al soffitto, tavoli da lavoro in massello che sembra appena rubato a un bosco, listelli regolari e ordinati come motivo decorativo per la reception. Tutte le sfumature, le venature e i tagli diversi del legno sono sfruttati al meglio per creare un’atmosfera naturale, ma sofisticata e curata.

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Design In Salone

Ispirazione design: 3 negozi da parrucchiere per un solo cliente

Esclusivi? Perfetti per il post Covid-19? Esempi di necessità virtù? A prescindere dall’interpretazione, rimane interessante l’ispirazione design per negozi da parrucchiere per un solo cliente. Estetica ha selezionato 3 esempi internazionali.

Un salone di acconciatura tutto per noi. È un sogno che spesso facciamo, in questo periodo post Covid-19 lo abbiamo desiderato in tanti. La buona notizia è che il sogno è realtà: esistono davvero alcuni negozi da parrucchiere per un solo cliente, che hanno saputo trasformare le dimensioni ridotte della location in un plus di esclusività, garantendo servizi di alto livello e massima attenzione al cliente. Estetica ha selezionato tre esempi internazionali cui ispirarsi.

The Trim

In uno dei quartieri riqualificati del centro di Praga c’è questo piccolo salone di 32 metri quadri che ha fatto una scommessa: realizzare un salone curatissimo nel design e nel servizio mettendo al centro un solo cliente. Privacy e soffitti alti rendono la location di ispirazione brutalista e post industriale uno spazio accogliente e piacevole. I colori chiari, l’uso del legno e gli arredi minimali ottimizzano lo spazio restituendo una sensazione di eleganza e cura al dettaglio.

Frizerski Atelje Vasiljev

Fondato nel 2018, la filosofia di questo salone a Zrenjanin, in Serbia, è “un cliente alla volta”. Specializzato in servizi coiffure e Spa, sfrutta la dimensione intima per ricreare un salone-salotto dove il calore del legno si abbina al verde delle piante e degli arredi in tessuto, per un mix di comfort e piacevole informalità.

Land

Incastonato fra due palazzi nella città di Osaka sta questo piccolo salone di 59 metri quadri gestito da una coppia e progettato dallo studio Sides Core. Tutto giocato sull’uso del legno abbinato a colori chiari, la sua estetica si ispira agli armadi mobili chiamati tansu, tipici del Giappone. Angoli di privacy per le postazioni lavaggio e taglio sono ricavati grazie a strutture di legno che fungono anche da scaffalature e armadi.

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Design

Design per negozi da parrucchiere: 3 soluzioni da copiare

Non è facile distinguersi nel fitto panorama di negozi da parrucchiere dal concept design ben curato. Occorre trovare idee originali e osare un po’. Estetica racconta 3 soluzioni da copiare che hanno adottato altrettanti saloni internazionali.


di Daniela Giambrone

Fra gli elementi che determinano il successo di un negozio da parrucchiere c’è anche l’ambiente che offre. Distinguersi con un concept innovativo non è facile, ma è certamente possibile. Si può puntare sull’originalità della location, o sull’uso particolare di materiali e colori, o ancora sulla multifunzionalità dello spazio. Estetica ha raccolto 3 soluzioni da copiare adottate da altrettanti saloni internazionali che ispirano per 3 motivi diversi.

Una metafora originale

Per il salone giapponese Miyanishi Yakeyama lo studio Fathom di Hiroshima ha scelto una fonte di ispirazione singolare: il film di animazione Laputa – Castello nel cielo firmato da Miyazaki, dove compare un’enorme corazzata volante nominata Goliath. Esterno ed interni sono stati modulati sui codici estetici e cromatici di quel particolare velivolo. Se l’esterno è di muro ruvido e tubi in rame, l’interno invece è caldo e accogliente grazie all’uso predominante del legno abbinato a rame e piante verdi. Dettagli curiosi come le pale di aerazione al soffitto o i vetri di separazione decorati con segni grafici che ricordano nuvole restituiscono all’ambiente un’atmosfera sospesa e sognante, come si ritrova nei film del maestro dell’animazione giapponese.

Un salone coworking

Alla base del salone Chiseled Hair di Melbourne è il concept del coworking. Quattro acconciatori si sono riuniti in un unico spazio per garantire ciascuno alla propria clientela più servizi e vantaggi di quanto potessero offrire individualmente. A livello di progettazione, gli studi OLSK e Elvin Tan Design hanno mantenuto coerenza utilizzando un riferimento estetico comune. Pensando al lavoro dell’acconciatore e a come si tagliano i capelli, il leit motiv del salone prevede i materiali stratificati su diversi livelli. Ogni spazio ha poi colori e decorazioni pensate ad hoc, il barber shop è diverso dal corner arredato con le piastrelle per esempio. Un’idea capace di unire e di esaltare le singolarità al tempo stesso.

Il salone dentro casa e viceversa

Fra le 3 soluzioni da copiare, il Q-Pot Hair Salon di Taiwan è forse la più curiosa. Lo studio Hao Design ha infatti ristrutturato una palazzina di tre piani per allocare sia il salone al piano terra sia l’abitazione privata del titolare nei due restanti piani. Ne risulta un mix personalissimo che affianca gli spazi professionali – dallo stile ruvido e metropolitano – a quelli privati, resi particolari dal gusto estetico del proprietario. Una sorta di Paese delle Meraviglie in cui la creatività dello studio si è incontrata con quella dell’hairstylist.

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Design

Quando il negozio da parrucchiere diventa anche bar

Il benessere nei saloni di acconciatura può essere offerto in tanti modi. Introdurre un servizio bar all’interno è uno di questi.


di Daniela Giambrone

La mission di un salone di acconciatura consiste principalmente nell’offrire benessere. Un concetto che può essere inteso in un senso più ampio, oltre la sfera della bellezza, ed essere declinato in altri ambiti. Molti parrucchieri, per esempio, scelgono di aggiungere all’interno del negozio un servizio bar, trasformando la propria attività in uno spazio polivalente. Estetica ha raccolto cinque saloni internazionali che hanno introdotto un bar al loro interno, adottando soluzioni che spaziano dalla semplice installazione di una macchinetta del caffé a un bancone attrezzato vero e proprio.

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Il team di Lewald & Lewald Friseure, salone di Wennigsen nella Bassa Sassonia, ha pensato che una delle tante coccole da offrire alla clientela sia un buon caffé. Con un investimento economico relativamente contenuto dimostra un’attenzione grande al benessere dei suoi ospiti. Ecco allora una macchina del caffé disposta in bella vista a fianco alla cassa.

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Stesso concetto, ma un po’ più ampliato, alla base della soluzione adottata nel salone People behind the mirror di Ede, nei Paesi Bassi. Il caffé preparato sul momento è affiancato da altre bevande calde e fredde, dalla birra al the, dispensate da un piccolo bancone che dispone anche del lavandino e del frigo. Un corner ristoro che rigenera prima o dopo i trattamenti hair.

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Il barbershop di Praga Tony Adams opta per una soluzione più professionale. Grazie agli ampi spazi del salone e in virtù di una clientela maschile sicuramente attratta dalla possibilità di sorseggiare liquori o cocktail, il bar qui è più che una coccola. Il bancone diventa un pezzo di arredo notevole e il servizio è attrezzato quanto un bar vero e proprio. Da frequentare anche senza appuntamento coiffure.

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Dentro ma anche fuori. Il servizio bar nel salone Yıldırım Özdemir a İzmir si avvale di un bancone professionale in una sala dedicata dove trovano spazio anche sedie e tavolini. Illuminato dalla luce naturale che arriva da un’ampia vetrata, gode della vista sul giardino di fronte, dove sono disposti altri posti per sedersi. In questo caso al servizio bar si aggiunge anche la bellezza del luogo, un plus che aumenta notevolmente il livello del customer care.

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In una location come quella di Rossano Ferretti ad Abu Dhabi non ci si può aspettare di meno. Ricavato dalla ristrutturazione di una villa, il salone si distingue per dimensioni e soluzioni design di lusso. Allo stesso livello si colloca il servizio bar, che qui viene individuato con un brand proprio e offre bevande calde e fredde, frutta fresca, dolci da consumare comodamente seduti ai tavolini di fronte.

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Ispirazione design: i negozi da parrucchiere in Giappone

Un Paese affascinante per i suoi contrasti, che riesce a conciliare tradizione e innovazione tecnologica in uno stile originale. Un’impronta che si riconosce anche nelle scelte design dei saloni di acconciatura.


di Daniela Giambrone

Lentezza, amore per il dettaglio, rispetto fortissimo delle tradizioni. Ma anche tecnologia di ultima generazione e soluzioni all’avanguardia per la vita in comunità. Il Giappone vive in costante equilibrio fra una cultura antica e gli aspetti più attuali e futuristici della vita contemporanea. Una formula che lo caratterizza e lo distingue dagli altri Paesi, motivo di fascino e attrazione. Particolarmente attenti all’estetica e al senso del bello come bene da condividere, riescono a declinare questa attitudine in tante espressioni, non ultima il design. E in particolare i negozi da parrucchiere – dove il benessere e la bellezzza sono focus dichiarati – diventano interessanti casi di studio per chi voglia imparare una lezione di stile dove minimalismo, echi zen, elementi naturali e tecnologici si abbinano in un mix unico.

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Il salone Equip di Osaka ha fatto una scelta precisa: servire un cliente alla volta. Pertanto tutto lo spazio è stato pensato in virtù di questa decisione. Tre aree di lavoro (attesa, taglio e lavaggio) divise da pannelli in legno di quercia ospitano postazioni uniche. Minimalismo estremo nell’arredo per ribadire il concetto di unicità e attenzione rivolta a un unico focus. E come tipico della cultura giaponese, la natura si mescola sempre al lavoro dell’uomo, quindi ecco che il cemento grezzo qui si abbina al legno e alla luce naturale delle ampie vetrate.

Foto: Yoshiro Masuda.

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Per certi aspetti simile a Equip, il salone Jete a Kobe è stato ricavato dalla trasformazione di un bar. La porta originale è stata sostituita dall’ampia vetrata che permette di vedere all’interno. Il concept alla base del progetto è quello di creare un luogo in cui i clienti non si sentano costretti da spazio e tempo. Un luogo che invece consenta di avvicinarsi, parlarsi e rafforzare le connessioni. Ecco allora che l’arredo diventa minimal per lasciare un intorno il più arioso possibile all’interno di un locale raccolto, reso intimo da tende e luce soffusa.

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Originale nella realizzazione, ma tipicamente giapponese nel concept, è il salone Onico Hair and Nail di Osaka, dove l’architetto ha voluto ricreare la magia di una foresta di betulle all’interno di un negozio da parrucchiere. Sebbene rimangano cemento e resina come elementi di contemporaneità, la presenza delle betulle insieme ad arredi vintage e colori pastello restituisce un’atmosfera sognante e romantica. E in un Peaese dove lo spazio urbano e domestico sono rari, lasciare stanze semi vuote diventa un’espressione di lusso.

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Lo stile che ripropone l’intimità di un appartamento è moto diffuso in Europa. Il salone Anfrum, a Osaka, ne presenta la versione giapponese: lo spazio è raccolto, sono in tutto 56 metri quadrati, decorato da colori pastello e grigio ghiaccio genitle, ma è tutto ben organizzato, rigoroso e geometrico. Qui lo spazio è meno ampio, ma c’è ancora un buon margine di manovra per i clienti, uno alla volta come in Equip, che possono sedersi al tavolo di attesa per attendere il proprio turno leggendo, bevendo caffé o chiacchierando.

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L’elemento scenografico non è usato spesso nei saloni di acconciatura. Il caso di Flux, salone di Kyoto, è invece rappresentativo di questa soluzione design. Nato dalla conversione di uno showroom di automobili, dislocato in un secondo piano, mantiene il cemento e le ampie vetrate come tratti tipici dello stile di arredo nipponico, ma qui alla contemporaneità si aggiunge anche una nota nostalgica e modernista. La suddivisione in più locali permette inoltre un uso strategico della prospettiva che crea curiosità da un lato, riservatezza e intimità dall’altro.