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Obiettivo: ritorno ai valori pre-Covid

Previsioni di fine 2021 positive per la cosmetica. In crescita mercato interno ed export, buoni riscontri per i canali professionali.

L’anno della ripartenza si conclude con il segno positivo per tutti i settori della bellezza, anche
se occorre ancora tempo per tornare ai valori espressi dal comparto prima delle criticità prodotte dalla pandemia, che continuano a mostrare i loro effetti. È quanto emerge dai dati dell’indagine congiunturale di Cosmetica Italia che, proiettando nella seconda parte del 2022 il raggiungimento dei valori pre-crisi, delinea a fine 2021 un aumento del fatturato complessivo di +10,4% rispetto al 2020, per un valore di 11,7 miliardi di euro. Segnali confortanti anche da mercato interno (+8,5%) e domanda estera (+14%) che inducono a guardare con ottimismo alla riapertura degli scambi e delle manifestazioni internazionali.

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“Il settore cosmetico, da sempre, si distingue per la sua aciclicità e, anche in questo scenario macroeconomico ancora incerto, ha avuto una tenuta migliore rispetto a gran parte dei comparti del manifatturiero, dimostrando una forte capacità di reazione e dando risalto alla positiva risposta dell’industria alle mutate modalità di acquisto e di consumo” commenta il Presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti, mettendo l’accento sulla competitività dei cosmetici made in Italy e sulla capacità e prontezza di tutti gli operatori della filiera di interpretare le incertezze ma anche le opportunità del periodo.

Un “nuova normalità”

“Aumento del PIL, recupero delle dinamiche industriali, rinnovata propensione al consumo: sono tutti indicatori che stanno emergendo dall’analisi dell’industria e del mercato e che parlano di una ripresa già in atto – evidenzia Gian Andrea Positano, Responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia -le aziende stanno cavalcando la cosiddetta nuova normalità con la capacità innata di reagire e, contestualmente, investire in nuovi prodotti e nuovi strumenti di ingaggio con i consumatori”.

Determinante per continuare sulla strada della ripresa sarà proprio la messa in atto di strategie che tengano conto delle mutate attitudini e abitudini d’acquisto frutto dei cambiamenti, in parte irreversibili, causati dalla pandemia, come la maggiore attenzione verso i cosmetici green e sostenibili e l’accresciuta sensibilità verso concetti di sicurezza. Trend già presenti in precedenza, che questo periodo ha accelerato e consolidato ma non ancora stabilizzati, ragione per cui i vari canali risentiranno ancora delle oscillazioni nei gusti e nelle propensioni dei consumatori.

Acconciatura in ripresa

Dopo aver sofferto pesantemente per le chiusure obbligatorie di alcuni settori professionali e per la scarsa frequentazione dei consumatori, esercizi e attività commerciali – aperti stabilmente e non coinvolti in ulteriori lockdown – hanno beneficiato di un nuovo equilibrio, con ripercussioni positive su tutti i canali di vendita. Accanto all’ulteriore crescita dell’e-commerce (+29,7%) a conferma del radicamento delle vendite online nelle abitudini di acquisto di cosmetici maturate durane il lockdown, le proiezioni di fine 2021 vedono in aumento tutti canali, a cominciare da quelli professionali: acconciatura (+14,8%) ed estetica (+12,6%). In particolare per il canale dell’acconciatura professionale la rilevazione congiunturale evidenzia una crescita nel primo semestre del 18,4% rispetto allo stesso semestre del 2020, con la previsione nel secondo trimestre di un ulteriore sviluppo superiore all’11%, con un valore dei cosmetici usati per i servizi professionali che a fine anno supera i 520 milioni di euro.

Fuori dal periodo di più pesante condizionamento della pandemia – dal marzo 2020 fino ai primi giorni del 2021 – e nonostante le difficoltà di ripresa vissute da molti saloni, l’attesa per la riapertura che molti consumatori manifestavano nel periodo di lockdown ha avuto una positiva conferma: non a caso i livelli di fatturato sono già rientrati sui valori antecedenti la crisi. Migliorano i livelli della rivendita e inoltre, grazie all’evoluzione digitale, si creano opportunità per una migliore profilazione e fidelizzazione della clientela.

Le sfide dell’export

Grazie alla ripresa degli scambi commerciali europei e internazionali e degli spostamenti su scala mondiale sono decisamente al rialzo le previsioni per l’export. Dopo la battuta d’arresto registrata nel 2020, che ha comunque confermato la resilienza del comparto – tra i più rappresentativi del made in Italy – nei primi sei mesi del 2021 le esportazioni hanno registrato una crescita del 19,4 % e si stima a fine anno un balzo positivo di +14% per un valore di 4,7 miliardi di euro, con una bilancia commerciale che supererà i 2 miliardi di euro.

Si assiste a un rafforzamento dei principali partner europei, che vede al primo e secondo posto Francia e Germania seguiti dagli storici Stati Uniti – prima destinazione extra europea a+15,9 % – e Hong Kong con un aumento di oltre il 44%. Tutti i Paesi top ten sono in crescita ad eccezione del Regno Unito (-0,1%), che risente degli effetti commerciali della Brexit. Analizzando le esportazioni delle varie categorie di prodotto si evidenzia nel primo semestre di quest’anno il trend favorevole di quelle che hanno subito maggiormente gli effetti del lockdown, come la profumeria alcolica (+47,1%), accanto alle conferme delle categorie che hanno registrato contrazioni più lievi come i trattamenti per la pelle e i prodotti per capelli (entrambe +25,1%).

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Carlo Baiesi ancora alla guida del Gruppo Prodotti Professionali per Acconciatori

L’Assemblea del Gruppo Prodotti Professionali per Acconciatori di Cosmetica Italia ha rieletto Carlo Baiesi, amministratore delegato di Barex Italiana.

Nuovo mandato per il presidente uscente del Gruppo Prodotti Professionali per Acconciatori di Cosmetica Italia. Sarà ancora Carlo Baiesi alla guida del Gruppo, al quale aderiscono 69 aziende, fino al 2024.

“Nel triennio che va a concludersi” ha commentato Baiesi “fortemente condizionato dall’avvento della pandemia, il Gruppo si è dimostrato non solo capace di reagire, ma anche proattivo, a favore della categoria professionale degli acconciatori. Nel difficile contesto delle chiusure prolungate degli esercizi, ci siamo attivati, insieme a Camera Italiana dell’Acconciatura, alle associazioni di riferimento e agli altri player del comparto, per creare aggregazione e agire in maniera coordinata, offrendo tutto il supporto possibile ai professionisti duramente colpiti dalle limitazioni per il contenimento dei contagi, sempre in un’ottica di unità e responsabilità al tempo stesso”.

“Esempio tangibile è stata la pressione per favorire, a maggio 2020, l’apertura anticipata dei saloni. Per questo mandato, appena inaugurato, ci proponiamo di fare tesoro dell’esperienza acquisita e proseguire in questa direzione di collaborazione e reciproco sostegno”. Infine Carlo Baiesi ringrazia il Gruppo Prodotti Professionali Acconciatori, facendo un augurio a tutto il settore. “Ciò che tutti ci auguriamo, certamente, è che la ripartenza dei saloni professionali e la crescita delle aziende che operano nel canale possano andare di pari passo verso una ripresa stabile e duratura. Ringrazio tutti i colleghi imprenditori che hanno scelto di rinnovarmi il loro appoggio, dandomi l’opportunità di procedere nel percorso alla guida del Gruppo. Grazie alla coesione e allo spirito di appartenenza che ci contraddistinguono, non potremo che fare un ottimo lavoro”.

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I numeri della Cosmetica: il covid ha condizionato il mercato

Secondo ‘I numeri della cosmetica’ del Centro Studi Cosmetica Italia, nel 2020 sono cresciuti i consumi di prodotti per la cura dei capelli e per l’igiene.

A oltre un anno dallo scoppio della pandemia, i valori preconsuntivi sul 2020dettagliati nella pubblicazione I numeri della cosmetica e illustrati da Cosmetica Italia via webinar evidenziano come il mercato abbia subito importanti trasformazioni, legate non solo alle differenti restrizioni, ma anche all’attitudine da parte dei consumatori verso nuove modalità e abitudini di acquisto.

“Una parola che ha caratterizzato più che mai l’operato delle nostre aziende è stata responsabilità – ha commentanto Renato Ancorotti, presidente Cosmetica Italia – Fin dallo scoppio dell’emergenza sanitaria il settore ha offerto il proprio contributo attraverso numerose azioni: dalla donazione di detergenti e igienizzanti alla conversione di intere linee produttive, alla raccolta di fondi per le strutture sanitarie. Cosmetica Italia stessa ha collaborato con istituzioni, imprese associate e operatori del settore per garantire l’accesso ai prodotti cosmetici e di igiene personale e la continuità dei servizi di cura della persona. La cosmesi è e vuole continuare a essere un’industria che fa bene al Paese: è necessario ripartire, rispondendo in sicurezza alla richiesta di benessere della popolazione, ma al contempo potendo contare su un contesto di stabilità su cui poter costruire la ripresa».

I numeri chiave che descrivono il 2020 del settore cosmetico sono di segno negativo, seppur meno critici di quanto inizialmente ipotizzato: il fatturato globale ha toccato i 10,5 miliardi di euro (quasi -13% rispetto al 2019), in calo anche i valori del mercato interno (circa -10%) e delle esportazioni (16,7%). Ad eccezione dell’e-commerce (+42% rispetto al 2019), tutti i canali distributivi hanno subito delle contrazioni in confronto all’esercizio precedente; in alcuni casi, come nei canali professionali, condizionati dalle ripetute chiusure (acconciatura -28,5% ed estetica -30,5%), si è trattato di cali particolarmente consistenti.



Il nuovo mercato cosmetico in Italia nel 2020 (Fonte: I numeri della Cosmetica)

Come si legge ne I numeri della Cosmetica, i consumi di cosmetici hanno registrato un andamento negativo trasversale, ad eccezione delle famiglie di prodotto che hanno caratterizzato l’attraversamento della crisi da Covid-19: si tratta dei prodotti legati all’igiene corpo (+6,3%), alla cura dei capelli (+3,9%) e all’igiene orale (+1,4%). In particolare, gli andamenti più significativi in termini di crescita sono emersi tra saponi liquidi (+35%), coloranti e spume coloranti per capelli (+30,4%) e prodotti depilatori (+5,3%). Complici i condizionamenti nella socialità e nelle abitudini legate alla vita professionale e personale, i cali più importanti si sono riscontrati invece nella categoria della profumeria alcolica (-21,5%) e nelle diverse tipologie di make-up; particolarmente significative sono le performance negative di correttori guance, fard e terre (28,7%), fondotinta e creme colorate (-29%) e rossetti e lucidalabbra (-35,8%).





Composizione del mercato cosmetico per categorie di prodotto nei canali tradizionali, escluso i canali diretti e professionali. (Fonte:
I numeri della Cosmetica)

“Delineando uno scenario di previsione per il 2021, al momento possiamo ipotizzare due differenti curve di andamento: una ottimistica e una pessimistica, ovviamente legate all’evoluzione della pandemia. Lo scenario più ottimistico propone una crescita, a fine 2021, di quasi nove punti percentuali, mentre lo scenario più pessimistico evidenzia una più rallentata crescita di poco superiore ai cinque punti percentuali – evidenzia Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia – L’indagine flash sul sell-in nei primi tre mesi 2021 ricalca lo schema della medesima analisi proposta per tutto il 2020, confermando la evidente ripresa, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se i livelli di crescita fanno supporre un ritorno ai valori pre-crisi non prima del 2022.”





Evoluzione e previsioni del mercato cosmetico in Italia (Fonte: I numeri della Cosmetica)

Focus Saloni di acconciatura

Al termine del 2020 si conferma la contrazione dei consumi, sia dei servizi che della rivendita, anche nei saloni di acconciatura, condizionati dalle chiusure obbligatorie. Con una contrazione del 28,5% e con un valore dell’utilizzo e della rivendita di cosmetici di poco più di 410 milioni di euro, il canale professionale acconciatura rappresenta il 4,8% del totale mercato cosmetico, evidenziando, pur in un momento di grande difficoltà, le dinamiche di molti professionisti che hanno saputo reagire dinamicamente alle nuove realtà di marketing, proponendo strategie di segmentazione sia nei servizi che nei trattamenti. Per le aziende specializzate, nonostante enormi sforzi per sostenere i saloni, si prevedono grosse perdite legate alla scarsa liquidità e alla ripresa rallentata delle frequentazioni. Per compensare il minor traffico nei saloni si è comunque registrato un miglioramento dei livelli della rivendita. Sul fronte delle opportunità si auspica il ritorno del consumatore finale nel salone dopo un primo impatto condizionato anche da alcune paure. Emerge la possibilità di una migliore profilazione e fidelizzazione della clientela.

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Assemblea pubblica Cosmetica Italia: “Un’industria che fa bene al paese”

“Un’industria che fa bene al Paese” il titolo dell’incontro webinar che si è svolto lunedì 12 ottobre 2020. A parlare di industria cosmetica e resilienza tanti ospiti insieme al presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti e moderati dal giornalista e scrittore Alan Friedman.

Alan Friedman è stato il moderatore dell’evento “Un’industria che fa bene al paese. La resilienza del comparto cosmetico nazionale. Un nuovo paradigma per il rilancio del settore”. Ad aprire l’interessante discussione Renato Ancorotti che ha sottolineato come “questa Assemblea voglia evidenziare simbolicamente una spinta verso la ripartenza. La fotografia di un comparto in sofferenza ma che resiste e vuole dimostrare la sua capacità di resilienza”.

Per concludere con parole di grande fiducia: “Ci aspetta nei prossimi mesi un compito difficile ma importantissimo, ovvero andare controcorrente. Con responsabilità e prudenza, occorre affrontare le avversità per disegnare il Rinascimento del comparto”.

https://www.estetica.it/wp-content/uploads/2020/10/video-cosmetica-ita1.mp4

A seguire gli interventi di apertura di Alessia Morani, Sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Paolo Lamberti, Presidente Federchimica e Barbara Beltrame, Vicepresidente Confindustria con delega all’internazionalizzazione. Paolo Lamberti ha affermato che “l’industria cosmetica ha saputo dimostrarsi un’eccellenza del Made in Italy che sposa creatività e innovazione ed ha tutte le carte in regola per affrontare le sfide del futuro”.

Secondo quanto rilevato dal Centro studi dell’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, (che riunisce circa 600 aziende tra pmi e multinazionali che rappresentano il 90% dei ricavi del settore), si stima che l’impatto del Covid-19 provocherà a fine 2020 una flessione del fatturato dell’11,6 % a circa 10,5 miliardi di euro rispetto ai 12 miliardi del 2019. Questo risultato sarà condizionato dal calo della domanda interna (-9,3%), ma soprattutto dalla contrazione del 15% dell’export. Alla contrazione del primo semestre, gli imprenditori del settore fanno seguire una previsione per la seconda metà dell’anno ancora negativa, ma in netto recupero.

“Queste stime, fortunatamente ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati, testimoniamo la decisiva capacità di reazione del nostro settore”, ha specificato Ancorotti. “Nei primi sei mesi del 2020 l’e-commerce ha registrato un + 39%. Il valore delle vendite ha toccato i 670 milioni di euro, cifra che pur non compensando le perdite di tutti gli altri canali è quasi raddoppiata rispetto al 2019”.

Ad animare la tavola rotonda tanti ospiti: Lorenzo Angeloni, DG per la promozione del Sistema Paese Maeci, Laura Burdese, Presidente e Ceo di Acqua di Parma, Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere Cosmoprof, Carlo Maria Ferro, Presidente di Ice-Agenzia, Cristina Casa, Ceo Kiko Milano e Renato Semerari, AD del gruppo Intercos.

https://www.estetica.it/wp-content/uploads/2020/10/video-cosm-ita2.mp4
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L’industria cosmetica reagisce: previsioni di perdita contenute a -11,6%

Dopo il crollo dei consumi dovuto all’emergenza Covid-19 e al lockdown, il settore della cosmesi contiene i danni e si reinventa.

Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia

Presentata a Milano l’indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia: a fronte di un inizio in tenuta nei primi mesi del 2020 e al crollo post lockdown, l’industria cosmetica – grazie alla capacità di reazione delle imprese del settore – contiene la perdita prevista nel secondo semestre a -11,6%. Il confronto tra la bilancia commerciale del primo semestre 2020 e quella del 2019 registra una variazione negativa di 311 milioni di euro, performance ben migliore di altri settori contigui (calzatura, abbigliamento e pelletteria) non food.

“Nel leggere questi dati caratterizzati da un segno negativo dobbiamo innanzitutto comprendere le difficoltà che le nostre aziende hanno affrontato: dal lockdown alla chiusura di molti esercizi distributivi, dalle tensioni sui mercati esteri e nel reperire le materie prime al cambiamento delle abitudini di acquisto” commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia.

“Queste stime, ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati solo pochi mesi fa, testimoniano la decisiva capacità di reazione del nostro settore che, in un contesto di crisi, dà prova di solidità, capacità imprenditoriale e resilienza. Un atteggiamento dimostrato anche dagli investimenti in ricerca e innovazione che continuano a rappresentare il 6% del fatturato, il doppio della media nazionale».

L’analisi dei canali distributivi

Si evidenzia come il mass market – con una lieve contrazione del -1,7% – continui a coprire oltre il 40% del mercato cosmetico seguito, novità di questa rilevazione, dalla farmacia che si stima chiuderà il 2020 con un solo calo di due punti percentuali, sorpassando la profumeria (-24% rispetto al 2019).

I canali professionali scontano le chiusure forzate di circa tre mesi: le previsioni di chiusura anno per l’acconciatura professionale indicano un -29% e un –28,3% per l’estetica.

L’e-commerce (in relazione all’importante cambiamento nelle abitudini di consumo dovuto alla situazione contingente) è l’unico canale distributivo che registra un andamento positivo, con una crescita stimata del +35% a fine 2020.

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Contrasto alla crisi e ripresa della competitività del settore: intervista a Renato Ancorotti

Nell’ambito dell’iniziativa “Un caffè con”, Estetica ha intervistato Renato Ancorotti, Presidente di Cosmetica Italia. Ecco che cosa ci ha raccontato.

L’ultimo incontro con Renato Ancorotti -presidente di Cosmetica Italia- avvenne in conferenza stampa a Milano nel fatidico giorno in cui da Codogno trapelò la notizia del primo contagio. Fino a quel momento i dati del Centro Studi di Cosmetica Italia e le previsioni per il 2020 erano tutto sommato confortanti, con tutti i comparti in segno positivo. Poi arrivò lo tsunami del Covid che ha stravolto tutto e tutti. Cosmetici, industrie del settore, canali distributivi, prospettive dell’export. Tutto.

Abbiamo ritrovato e fatto un’intervista a Renato Ancorotti per Estetica e Saloni Domani pochi giorni dopo la sua audizione al Senato durante la quale era stato innanzitutto messo in rilievo quanto l’industria cosmetica avesse messo in campo in termini di prodotti per il contenimento dell’epidemia, di unità d’intenti, di solidarietà e donazioni, di responsabilità; e di impegno di Cosmetica Italia a favore della riapertura dei saloni, in un primo tempo fissata per inizio giugno e poi anticipata di due settimane… Nell’audizione al senato infatti un particolare focus è stato dedicato proprio al comparto dei saloni e degli istituti di bellezza, per scongiurare la chiusura di una parte di essi e per contrastare il lavoro abusivo.

Sul piano delle politiche di contrasto alla crisi ed a favore della ripresa della competitività delle aziende e del settore tutto, Cosmetica Italia ha inoltre chiesto al governo di intervenire per:

  • la riduzione dell’Iva sui prodotti essenziali di igiene personale in modo da renderli più accessibili e incrementare le vendite
  • una forte spinta all’internazionalizzazione e all’export dei prodotti cosmetici ‘made in Italy’
  • l’abolizione della plastic tax a fronte di un sostegno all’efficientamento e all’ottimizzazione lungo tutta la filiera

L’intervista a Renato Ancorotti e il Caffè con Estetica si sono conclusi con parole di fiducia nel prossimo futuro: “usciti da questa drammatica crisi, ci riprenderemo e torneremo ad essere l’eccellenza che tutti i paesi del mondo ci invidiano. Non sarà facile ma con l’impegno degli imprenditori e di tutti gli addetti ai lavori -veri ‘capitani coraggiosi’ della cosmesi-  ce la faremo!”

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Settore cosmetico: come si sta muovendo

Il fatturato del settore cosmetico raggiunge gli 11,9 miliardi. In crescita anche la spesa degli italiani. L’acconciatura professionale segnala un +2% rispetto al 2018.


Sono stata presentate a Milano, il 20 febbraio 2020, i dati preconsuntivi 2019 e le previsioni relative al primo semestre 2020 a cura del Centro Studi di Cosmetica Italia. Le stime di chiusura 2019 segnalano una crescita del 2,3% per il fatturato globale del settore cosmetico con un valore di 11,9 miliardi di euro.

Le esportazioni, seppur in rallentamento, mostrano la propria dinamicità con un valore di 5 miliardi di euro (+2,9% rispetto al 2018) e incidono in maniera positiva sulla bilancia commerciale che si avvicina ai 2,9 miliardi di euro (+5,5% rispetto al 2018). È significativo il contributo dei canali professionali che mostrano una tenuta dei consumi: l’acconciatura professionale ha segnalato un incremento del 2%. In leggera crescita anche la spesa degli italiani (+2%).

«Nel panorama manifatturiero l’industria cosmetica italiana esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, solo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale. La cosmesi è un’industria che fa bene al Paese, in grado, anche in contesti di incertezza, di reagire positivamente investendo in ricerca e sviluppo per rafforzare la qualità dell’offerta» ha dichiarato il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti.

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Anno 2019 Eventi

Economia circolare: anche l’acconciatura risponde alla chiamata

Sarà il tema del convegno internazionale di venerdì 15 marzo a Cosmoprof Worldwide Bologna. Ma cosa si intende per economia circolare? E come coinvolge il settore acconciatura? Estetica risponde con il supporto di Cosmetica Italia.


di Daniela Giambrone

Il tempo della bellezza consapevole: consumi, regole e imprese verso l’economia circolare. Questo il titolo del convegno internazionale in programma venerdì 15 marzo al Cosmoprof Worldwide Bologna. L'intervento si focalizzerà sul nuovo approccio dell'economia circolare illustrandone la definizione, individuandone i mega trend sociali e ambientali, insieme ai driver di natura politico-legislativa ed economica che ne sono alla base.

È un tema di grande attualità, molto dibattuto, ma che necessita di uscire dalle tavole rotonde più specifiche per poter essere diffuso nel maggior numero di ambiti possibile e per poter essere applicato in tutte le sue potenzialità. Come spiega Cosmetica Italia, la Commissione Europea la definisce un’economia dove il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto nel sistema  economico il più a lungo possibile, attraverso efficienza e attività di prevenzione, riuso, raccolta e riciclo dei rifiuti.

Un approccio innovativo che ha radici nel passato

Un nuovo modo di produrre e distribuire beni e servizi, dunque, che ha però radici antiche: scopo dell’economia circolare è infatti quello di superare la produzione di rifiuti, recuperando l’idea del ciclo naturale che per secoli ha caratterizzato il nostro modo di produrre.

Per mettere in pratica questo principio fondamentale è necessario pensare all’intero ciclo di vita di ogni prodotto partendo da quello che si intende fare dei loro componenti dopo l’uso principale, di modo che ognuno di essi abbia sempre una seconda vita, riducendo così l’impatto negativo del suo utilizzo e della sua produzione.

Sono sei i modelli di business che si possono individuare seguendo questo approccio:

  1. l’uso di materiali ed energie naturali e rigenerabili;
  2. il riciclo dei materiali;
  3. l’upcycling, vale a dire la trasformazione di rifiuti in prodotti nuovi e diversi da quelli originali;
  4. l’estensione della vita del prodotto, attraverso la riparazione, il riuso e la rigenerazione;
  5. le piattaforme di condivisione dei beni;
  6. il prodotto come servizio, in cui conta l’uso e non il possesso.

Come risponde la coiffure a questa nuova esigenza

Sulla base dei dati che raccoglie regolarmente, Cosmetica Italia può affermare che il canale acconciatura, in linea con l’intero settore, è attento a questa tematica che spesso si riflette nelle esigenze di un consumatore sempre più consapevole e interessato all’impatto ambientale del cosmetico nel suo insieme. La messa in pratica di questo nuovo approccio passa attraverso, ad esempio, l’uso corretto dei prodotti, che significa un dosaggio senza sprechi, adeguato al tipo di trattamento, e un’accortezza in più nell'utilizzo delle risorse quali acqua e elettricità. Grande importanza riveste anche lo smaltimento appropriato degli imballaggi, favorendo la raccolta differenziata e la possibilità di riciclo.

In generale, le imprese cosmetiche stanno dimostrando sempre più  l’orientamento a un approvvigionamento sostenibile delle materie prime rinnovabili e non, e a una migliore progettazione del packaging, ad esempio utilizzando materiale riciclato per la sua produzione e favorendone il prolungamento del fine-vita attraverso la sua riciclabilità.

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L’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia

Nelle sale di Palazzo Visconti a Milano si è tenuto il 21 giugno il consueto appuntamento con Cosmetica Italia, occasione per lanciare il Beauty Report 2018 e per conoscere il nuovo presidente.


Le imprese cosmetiche a confronto con “banca&finanza”. Questo il tema guida dell'Assemblea pubblica 2018 di Cosmetica Italia, da cui è emerso il ritratto di un settore in ripresa, con un rapporto sostanzialmente buono con banca&finanza.
“Abbiamo invitato esponenti dell’industria, dell’università e del mondo bancario ed extrabancario a confrontarsi sulle principali ragioni e modalità di ricorso al credito da parte delle aziende cosmetiche – ha commentato il neo presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti – Ne è emerso un dialogo interessante che ci ha permesso di evidenziare il valore dell’industria cosmetica che, con un fatturato globale vicino agli 11 miliardi di euro (+3,9% rispetto al 2016), conferma una tenuta strutturale migliore di altri settori del sistema Made in Italy anche a livello patrimoniale, come dimostrato dall’analisi dei bilanci del settore condotto in collaborazione con la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo”.

Il caso di Intercos, grande impresa cosmetica italiana nel mondo, affrontato grazie a un faccia a faccia con il suo Presidente, Dario Ferrari, ha permesso al moderatore Andrea Bignami (Sky Tg24) di entrare nel vivo del tema del talk show “Banca&finanza: una strategia attiva di sviluppo per le imprese cosmetiche” che, accanto al presidente di Cosmetica Italia, ha messo a confronto diversi esperti: Nadio Delai (Ermeneia), Guido Ferrarini (Epic SIM), Gabriella Lojacono (Università Bocconi), Giulia Molteni (AIdAF) e Anna Maria Roscio (Intesa Sanpaolo).
Intercos, con 700 milioni di euro di fatturato, racconta la storia di successo di un marchio italiano che è andato incontro a una grande crescita internazionale grazie alla sua fiducia nell'innovazione a livello globale e alla capacità di anticipare i desideri dei consumatori.

Beauty Report 2018

L’Assemblea pubblica è stata occasione per presentare l'ottava edizione del Beauty Report 2018.
“Il focus di quest’anno ha indagato i rapporti delle aziende col sistema bancario e col sistema finanziario, evidenziando una domanda di credito centrata prevalentemente sugli investimenti, con un’apertura significativa nei confronti dell’extrabancario – ha evidenziato Nadio Delai, presidente di Ermeneia – A quest’ultimo viene rivolta una domanda di finanza reale, che sia cioè in grado di accompagnare lo sviluppo delle imprese su più piani: dal rafforzamento del capitale all’ingresso di nuovi soci, dalla managerializzazione alla revisione della governance, dalle alleanze di impresa alla presenza sui mercati internazionali, dalla digitalizzazione dell’azienda al passaggio generazionale”.

Il 77,1% degli intervistati infatti si dichiara “molto e/o abbastanza soddisfatto”. Il 13,1% delle aziende non ha bisogno del sostegno da parte del sistema creditizio grazie al livello di capitalizzazione e/o di flussi di cassa soddisfacenti che caratterizzano tale quota di imprese.
Infine, tre esigenze prioritarie (su 11 sottoposte a giudizio) per le quali sono stati chiesti dei finanziamenti negli ultimi dodici mesi riguardano specificamente necessità di investimento: si tratta dell’acquisto per l’aggiornamento di impianti, macchinari e tecnologie produttive (1° posto), di progetti industriali diretti a realizzare nuovi siti o ampliare quelli esistenti (2° posto) e di progetti destinati a sviluppare reti di vendita, show-room e organizzazione logistica all’estero (3° posto).

Le aziende cosmetiche risultano anche caratterizzate da una “apertura” significativa nei confronti del canale extrabancario nel suo insieme sino ad un possibile ingresso degli investitori finanziari nel capitale dell’impresa. L’indagine registra, in generale, un buon livello di conoscenza delle novità e dei prodotti relativi a questo ambito. In più, l’entrata di un soggetto finanziario nel capitale dell’impresa è valutato in modo complessivamente positivo, anche se prudenziale quanto alle modalità ottimali di accordo.

I dati di chiusura del 2017
Il Beauty Report è stato abbinato all’analisi statistica del Centro Studi di Cosmetica Italia che indica i dati di chiusura del 2017. Oltre alla costante crescita del fatturato globale del settore, emerge la significativa performance delle esportazioni, in aumento del 7,1% per un valore di 4.617 milioni di euro. La bilancia commerciale resta ampiamente positiva, raggiungendo il record di 2.500 milioni di euro. Il consumo interno di cosmetici supera i 10 miliardi di euro, con un incremento dell’1,7%. Infine, uno sguardo all’intera filiera cosmetica – dagli ingredienti cosmetici, alle macchine per la produzione, all’imballaggio, fino al prodotto finito – attesta un valore del fatturato complessivo superiore ai 15.600 milioni di euro nel 2017 (+4%).

Il nuovo presidente di Cosmetica Italia

L'appuntamento dell'Assemblea ha fornito l'occasione per dare il benvenuto al nuovo presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti (Ancorotti Cosmetics), in carica per il triennio 2018-2021 affiancato da tre vicepresidenti: François-Xavier Fenart (L’Oréal Italia), Benedetto Lavino (Bottega Verde), Matteo Locatelli (Pink Frogs). L’imprenditore cremasco raccoglie il testimone da Fabio Rossello (Paglieri) che ha guidato l’Associazione dal 2011 a oggi e che Ancorotti ha ringraziato per il lavoro svolto insieme al suo team per Cosmetica Italia a livello internazionale.

“La fiducia che mi hanno accordato gli imprenditori mi rende orgoglioso di rappresentare per i prossimi tre anni questo settore, la sua industria e le sue imprese – ha commentato il neopresidente Ancorotti – Il mio obiettivo sarà affermare l’eccellenza del mondo cosmetico, che sempre più deve trovare spazio tra i gioielli del made in Italy, insieme alla tutela dell’immagine del comparto”. Nato a Crema nel 1956, Renato Ancorotti è un imprenditore del settore cosmetico. Dopo aver fondato nel 1984 Gamma Croma, una società conto terzi produttrice di make-up, nel 2009 ha creato con la figlia Enrica una nuova azienda, Ancorotti Cosmetics, società operante nel settore dell’R&D e della produzione di prodotti make-up e skincare per i maggiori brand internazionali.

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Presentati i dati preconsuntivi dell’Indagine Congiunturale di Cosmetica Italia

A Milano il consueto appuntamento di Cosmetica Italia, che racconta l'andamento della cosmesi made in Italy: nel 2017 si chiude a +4,4%, con un fatturato di settore prossimo agli 11 miliardi di euro. Prevista un’ulteriore crescita del 5% per il 2018.


È arrivata la conferma delle previsioni di luglio. L'Indagine Congiunturale presentata a Milano da Cosmetica Italia ha rilevato infatti la crescita del fatturato globale del settore cosmetico, che arriva a toccare gli 11 miliardi di euro a fine 2017.

A contribuire a questo risultato positivo è in parte il mercato interno, che ha registrato una crescita di oltre un punto percentuale e che, secondo le previsioni, continuerà a espandersi durante il 2018. L’apporto più evidente rimane quello delle vendite all’estero, che nel 2017 hanno raggiunto i 4,7 miliardi, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente.

“L’export si riconferma ancora una volta come motore del settore – commenta il presidente di Cosmetica Italia, Fabio Rossello – La cosmesi made in Italy è sempre più apprezzata nel mondo e continua a conquistare nuovi mercati. Nel 2017, infatti, le destinazioni extra UE sono salite al 60%, mentre nel 2016 erano ferme al 48%, indice della competitività dell’offerta italiana anche su mercati meno consolidati”.

Passando ai dati sui consumi interni, a fine 2017 il valore dei cosmetici acquistati in Italia ha raggiunto i 10 miliardi. Un risultato conseguito anche grazie alla crescita di saloni di estetica e acconciatura che hanno riconfermato un incremento del 2%.

Lenta ma costante si conferma l'espansione per i canali dell’erboristeria (+0,9%) e della farmacia (+1,2%). In aumento di un punto percentuale anche la grande distribuzione, con un valore delle vendite che supera i 4 miliardi di euro: oltre il 40% della distribuzione di cosmetici a livello nazionale. Sui numeri del canale incidono in maniera significativa i fenomeni della distribuzione monomarca e dei punti vendita casa-toilette. Il comparto della produzione cosmetica conto terzi ha chiuso il 2017 con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro, con un trend positivo pari a +8,5%, destinato a riconfermarsi nel primo semestre 2018. Ancora in lieve calo, invece, le vendite in profumeria, con un -0,5% a fine 2017.

Le vendite dirette registrano un impatto importante (+7%) spinte dall’e-commerce, che continua a crescere a doppia cifra (+25%). Rimangono, però, marginali i volumi di vendita: 820 milioni di euro per le vendite dirette e circa 300 milioni per l’e-commerce.

“Si parla molto di digital transformation – racconta Gian Andrea Positano, Responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia – ma il processo di adattamento da parte delle imprese non è così immediato come può sembrare. L’industria necessita di un cambiamento graduale, che impatti il meno possibile sulle routine aziendali e, allo stesso tempo, crei valore aggiunto”.

Per maggiori informazioni, scaricate qui:

 Indagine Congiunturale – secondo semestre 2017
 Fabio Rossello – Indagine congiunturale: mercato e industria cosmetica
 Giovanni Foresti – La cosmesi italiana secondo i dati di bilancio
 Gian Andrea Positano – Analisi di bilancio dell'industria cosmetica