14 Giugno 2024

Le nuove sfide di Kemon: nuovi assetti manageriali, lanci prodotto e un finale a sorpresa

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Un’azienda familiare che ha fatto della tradizione e dell’innovazione la sua cifra distintiva. Nell’intervista a Francesca Nocentini, si parla di KEMON: cultura della tradizione, valore dell’innovazione e consapevolezza dei ruoli, con un finale a sorpresa!

La nostra chiacchierata con Francesca Nocentini inizia con l’annuncio del suo nuovo ruolo di General Manager Kemon. Come lei stessa racconta, questa sua nuova posizione la porterà ad avere delle responsabilità non solo commerciali e marketing, ma anche su tutti i processi di digital transformation e pianificazione strategica. Uno spazio più ampio all’interno dell’organigramma aziendale per poter avviare dei progetti e processi di rinnovo trasversale, un vero e proprio esercizio di management

A questo proposito Francesca Nocentini dichiara: “L’obiettivo è avere un sistema di pianificazione strategica condiviso con il board, che ci faccia trovare sempre più preparati per le sfide future. Questa trasformazione organizzativa è iniziata in realtà nel 2022 con l’organizzazione di un nuovo dipartimento risorse umane e un focus sulle operation; per un’azienda familiare è stato un grande passo”.

1.Come si fondono la tradizione con l’innovazione oggi nella vostra azienda?

La storia e la tradizione di Kemon sono rappresentate da Giuliano Nocentini, AD dell’azienda, che da sempre cura l’innovazione di prodotto grazie alla sua straordinaria expertise, che ancora oggi è indispensabile per questa azienda. L’innovazione come la interpreto io, cioè l’innovazione nei processi di distribuzione, di relazione con il cliente, del modo di fare le cose, deve infatti essere coniugata con un grande know-how e una grande esperienza, elementi che da sempre ci appartengono e che fanno di Kemon un’azienda italiana distintiva.

2.Quali sono le caratteristiche che deve avere una persona per lavorare nel tuo team?

Sicuramente bisogna essere propositivi e avere la capacità di pensare le soluzioni in maniera creativa. Quando studiavo all’università si parlava di “Learning Organization”, cioè le aziende che imparano da loro stesse. Bisogna quindi che le aziende oggi facciano sentire le persone in grado di poter dare un contributo in maniera naturale, autonoma, garantendo così la singola libertà creativa.

3.Quali sono le sfide più difficili che un’azienda come la vostra si troverà ad affrontare?

Il nostro settore è molto sollecitato dalle nuove tendenze e ci sono grandi opportunità per chi sa offrire novità accattivanti come key-ingredient speciali, ritualità coinvolgenti o un packaging intelligente.

Le sfide più grandi saranno quindi quelle di costruire, in mezzo a tutte queste tendenze, un’identità chiara e radicata nel know-how industriale; questo è anche quello che ci differenzia in qualche modo, cioè la capacità di offrire soluzioni sostenibili in maniera continuativa, non solo nel senso della disponibilità di prodotto, ma anche nella continuità della ricerca e di innovazione per il settore.

Per sintetizzare credo che si debba fare dell’eccellenza un sistema, e radicare una buona cultura imprenditoriale industriale che punti quindi all’eccellenza.

Nella nostra azienda lo interpreto con il passaggio da azienda familiare ad azienda manageriale, dove le competenze manageriali siano in grado di creare un ambiente di lavoro che attragga a sua volta eccellenze e creando quindi più valore. Questa è la sfida più difficile nel nostro settore.

Poi ci sono il regolatorio e la sostenibilità, queste sono altre grandi sfide rispetto alle quali essere un’industria con dei processi organizzati può fare davvero la differenza: siamo il mercato più regolamentato in assoluto e l’Unione Europea, in questo ambito, ci chiede di rispettare tutta una serie di criteri e parametri che vanno dall’impatto ambientale ai packaging sostenibili e riutilizzabili. Noi come Kemon ci abbiamo investito molto, sia organizzativamente dotandoci di una direzione ESG, sia in termini progettuali: siamo infatti diventati società Benefit proprio nel 2023.

4. Chi è il vostro buyer personas e cosa cerca da un’azienda?

Per Kemon è il professionista che vuole offrire servizi d’eccellenza nel proprio salone, ecco chi è oggi il nostro buyer personas. Oggi l’hair stylist ha bisogno di prodotti che siano in grado di aiutarlo nel proprio quotidiano a risolvere le singole specifiche richieste di una clientela sempre più esigente e che richiede risultati su misura; e noi di Kemon vogliamo continuare ad offrire a tutti i professionisti tutte le migliori soluzioni possibili: prodotti all’avanguardia, accessibili e attenti alla sostenibilità, che lo aiutino a gestire le mille problematiche del quotidiano, ma anche assicurare risultati d’eccellenza senza sforzo. Per questo motivo abbiamo lavorato a una strategia chiara di rebranding e posizionamento: per restituire un’anima univoca, quella di Kemon. Ci siamo concentrati molto sul packaging, sui colori, lavorando con una campagna di comunicazione che ci sta prospettando davvero un bel risultato.

5. Per quanto riguarda l’aspetto artistico e creativo, ci sono delle novità?

Ci tengo a sottolineare con grande orgoglio che negli ultimi negli ultimi 10 anni abbiamo lavorato con continuità, cosa non frequente nel settore, costruendo una storia di successo, e per questo sono molto grata a Mauro Galzignato che ha rappresentato l’azienda in questo lungo percorso che è giunto a una naturale e condivisa conclusione.

Abbiamo recentemente comunicato alla nostra struttura distributiva che da ottobre subentrerà Angelo Seminara come Direttore Artistico di Kemon e la presentazione ufficiale avverrà in occasione di un grande evento che faremo al Salon look di Madrid alla fiera Ifema.

Siamo molto contenti e in azienda c’è ovviamente un grande fermento per questa notizia, anche perché siamo consapevoli che la nostra vocazione all’innovazione ha giocato un ruolo determinante per questa collaborazione, e allo stesso tempo ne beneficerà molto.

6. Che cosa ti aspetti dalla partnership con Angelo Seminara?

Da questa nuova partnership con Angelo ci aspettiamo un impulso della brand awareness di cui soprattutto l’export potrà beneficiare; credo anche che Angelo Seminara sia un grande creativo dell’industria e che la stretta collaborazione con Giuliano Nocentini racchiuda un grandissimo potenziale innovativo. Sarà un’iniezione di creatività per tutta l’azienda.

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