21 Aprile 2024

Slob, wob e power bob: di che taglio medio sei?

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Tre modi di interpretare l’intramontabile caschetto, tre suggerimenti per prepararsi ai look primaverili. Qualche spunto per orientare la scelta.

Mai come in questi ultimi anni è evidente che gli hairlook pescano e ripescano stili, in una contemporaneità di interpretazioni che lascia la massima libertà di scelta su quali adottare, pensando più alle caratteristiche personali che alla tendenza.

Per chi sta già pensando a un cambio di look in vista della primavera, ecco tre bob che declinano la media lunghezza in tre styling diversi. Da scegliere anche in base alla forma del viso e alla tipologia di capelli.

Lo slob: il caschetto super liscio

Il nome arriva dalla fusione dei due termini slick e bob. Si tratta di un taglio molto equilibrato, dall’aspetto naturale e semplice, che non supera l’altezza della mascella come lunghezza. Valorizzato da colorazioni pure e omogenee, aiuta anche a correggere l’ovale del viso. Per chi non ha i capelli lisci naturalmente, si può pensare di ricorrere a un trattamento stirante che mantenga le ciocche sempre in ordine, evitando di ricorrere troppo spesso alla piastra. Si adatta bene a chi ha i capelli sottili, non è corredato da accessori come la frangia, piuttosto una riga centrale o laterale. Per fare un esempio celebre, la principessa Olimpia di Grecia indossa uno slob biondo impeccabile.

Il wob: il caschetto ondulato

Anche in questo caso il nome nasce dalla fusione fra bob e waves, un caschetto mosso da onde morbide. Il punto di forza di questo taglio sta nella variabilità della lunghezza. A differenza dello slob, infatti, può allungarsi un po’ di più oltre la mascella, arrivando a toccare le spalle. Contempla anche un certo margine di libertà nella parte posteriore, dove si può ricercare un’asimmetria più evidente con una forma ad A che lascia il collo più scoperto.

Le onde possono essere più o meno dolci, senza però arrivare a un riccio denso. La riga può essere centrale o laterale e, come nello slob, solitamente non viene accompagnato dalla frangia. Ben si adatta a visi ovali o allungati, valorizzati dal volume laterale. A differenza dello slob, qui la presenza di riflessi aiuta a esaltare il movimento. Un esempio recente lo troviamo nel wob indossato da Alessandra Amoroso al Festival di Sanremo.

Il power bob: il caschetto volitivo

Il nome non lascia spazio a interpretazioni diverse. Il power bob è un caschetto dall’aspetto grafico, preciso e dalla forma arrotondata che dona un mood deciso e rigoroso. Sconsigliato a chi ha i capelli ricci, si adatta a chi ha capelli spessi e normali. La lunghezza si aggira intorno alla mascella, ma non è così tassativa. Uno dei pro di questo caschetto, infatti, è che si presta bene a smussare i visi più spigolosi, coprendo mascelle o zigomi troppo pronunciati.

A differenza del wob, il power bob richiede un po’ più di attenzioni nella manutenzione a casa: deve essere regolato ogni sei settimane, mentre per quanto riguarda lo styling e il finish sono necessari prodotti per lisciare la struttura dei capelli ed evitare baby hair o capelli crespi. Nel caso del power bob la riga centrale può essere alternata con una frangia pari, mentre le forme possono essere svariate: dalla linea squadrata, alla “a-line” con la parte davanti leggermente più lunga. L’esempio più noto di questo bob è Anna Wintour, che non ha bisogno di presentazioni.

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