30 Maggio 2024

Burnout in salone: i consigli su come prevenirlo e gestirlo nell’intervista ad Andrea Bozzano di HC Salon

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Ansia, depressione, se non addirittura sindrome da burnout. Sono disturbi cui l’acconciatore è esposto a causa dei ritmi serrati di lavoro. I consigli da hairstylist a hairstylist su come prevenirli e imparare a gestirli.

La stanchezza fisica non è l’unico scoglio che un acconciatore deve mettere in conto tra le difficoltà del suo mestiere. Alle tante ore in piedi, si sommano le incombenze di gestione dell’attività, il rapporto con i collaboratori, il confronto con la clientela, le eventuali attività fuori salone – dalle sfilate agli eventi, fino alla formazione – che impegnano tempo ed energie. Un tale carico di input può portare ad ansia da prestazione o, nei momenti più difficili, anche a depressione o a sindrome da burnout.

Per questo motivo diventa importante da un lato saper riconoscere l’insorgere di questi disturbi il prima possibile, dall’altro avere una strategia che consenta di prevenire e gestire al meglio tutto ciò che si pensa possa aiutare a stabilire un clima di serenità in salone. Andrea Bozzano, hairstylist fondatore nel 2016 di HC Salon a Torino, brand partner Wella Professionals con saloni anche a Firenze, Monza, Chioggia e Ciriè, condivide le riflessioni e le strategie che ha messo in atto proprio per consentire a tutto il suo team di lavorare al meglio. Il brand HC Salon, proprio quest’anno, è stato riconosciuto come il migliore nella categoria storytelling e pubbliche relazioni nell’ambito del riconoscimento Arti e professioni dell’eccellenza Italiana – Premio Wella ai migliori saloni italiani, per “la creatività e visione nel comunicare in maniera efficace ai pubblici di riferimento, utilizzando messaggi consistenti attraverso diversi canali di comunicazione“.

Quanto incide l’organizzazione del salone?

“La disorganizzazione degli spazi, degli strumenti, delle postazioni e dei materiali tecnici professionali può portare a confusione mentale e disagio nel momento del servizio, creando stress e agitazione. Una divisione chiara degli spazi interni al salone tra lavorazioni tecniche e stilistiche, favorisce l’organizzazione sia del personale sia dei servizi. Lavorare in uno spazio dedicato al servizio evita infatti di creare inutile stress per la ricerca degli strumenti necessari; in più, consente di ricevere supporto continuo da parte dei colleghi. Infine, da non trascurare il fatto che la divisione degli spazi permette alle clienti di godersi i servizi in un ambiente rilassato, meno rumoroso e affollato”.

Perché è importante gestire il flusso di lavoro fin dall’arrivo dei clienti in salone?

“Il lavoro delle receptionist è fondamentale per evitare lo stress alle postazioni: se un operatore, mentre sta terminando un servizio, vede il cliente successivo in attesa, inevitabilmente sarà investito dalla fretta di terminare la cliente ed occuparsi di quella successiva, creando tensione e abbassando il livello del proprio lavoro. Ma il flusso di lavoro inizia ancora prima dell’arrivo della cliente in salone. Avere una gestione controllata delle prenotazioni aiuta a definire le tempistiche della giornata e le modalità di lavoro. HC Salon utilizza il servizio di Treatwell, in qualità di Ambassador nazionale, per gestire il flusso di lavoro in salone e gli appuntamenti. In questo modo l’operatore in salone può vedere con anticipo la tipologia di servizio che dovrà effettuare e, grazie alla possibilità di aggiungere note, essere a conoscenza di richieste specifiche della cliente o eventuali ritardi dell’arrivo in salone”.

Quanto potrebbe essere utile formare il team dal punto di vista psicologico e emotivo?

“Sicuramente potrebbero essere utili dei corsi di formazione per l’aspetto emotivo e psicologico della gestione del lavoro, suggerendo strategie per aumentare la coesione del gruppo e favorire i rapporti professionali e personali all’interno del luogo di lavoro. Ma c’è un elemento che non deve mancare: il titolare di salone deve essere conscio delle potenzialità dei suoi dipendenti e non affidare loro troppi compiti da portare a termine, riconoscere il momento in cui hanno bisogno di rallentare e creare dialogo con chi lavora in salone per raccogliere feedback sulla qualità, consigli su come migliorare e per risolvere – o ancora meglio prevenire – eventuali situazioni di crisi che si possono verificare”.

Cosa fare se si presenta un caso di sospetto burnout nel team?

“Lo stato di stress emotivo, tensione e agitazione, così come tutti i sintomi di burn out, non devono mai essere sottovalutati, anzi, vanno prevenuti il più possibile: in qualità di titolare, chi ricopre questo ruolo non può ignorare una situazione di stress e l’errore più sbagliato potrebbe essere proprio quella di ridicolizzare il problema o cercare di annullarlo. Come supervisore delle attività del proprio business, il titolare del salone deve avere un occhio di riguardo verso tutti i suoi dipendenti: coordinare il lavoro, sviluppare strategie di team building e favorire il dialogo interno possono prevenire fattori di stress o almeno, nel momento in cui si presentano, essere sicuri che l’ambiente in cui il professionista opera è aperto al dialogo e quindi consapevole che, se la pressione lavorativa ha raggiunto livelli insopportabili, ha la facoltà di parlarne per trovare una soluzione. Il migliore consiglio è in primis quello di creare un ambiente dove i dipendenti vengono stimolati, ricordandosi sempre che dietro al professionista c’è una persona che può avere problemi extralavorativi, vivere situazioni di disagio o pressione, e quindi non aumentare il livello di stress sul lavoro è fondamentale”.

Un consiglio per i titolari? 

“Per un titolare, è normale che i momenti di difficoltà siano amplificati e il livello di stress sia maggiore: oltre alle attività in salone, ci sono anche preoccupazioni amministrative e di gestione. Il segreto, che deve allo stesso tempo essere una qualità, è quella di saper delegare all’esperienza di altre persone quello che, per mancanza di competenze o tempo, è impossibile gestire. Il titolare è spesso un parrucchiere, e in quanto parrucchiere ama fare il suo lavoro e vuole farlo: in HC siamo riusciti a creare un team specializzato e di grandi dimensioni affidando a professionisti tutto ciò che potrebbe diventare una preoccupazione e fonte di stress. Per la presenza sui social ci affidiamo a un’agenzia specializzata in digital marketing per saloni professionali; per la gestione amministrativa abbiamo figure dedicate, soprattutto perché è spesso necessario organizzare trasferte, stringere accordi e definire incontri. Avere il supporto di professionisti e svolgere attività che si limitano alla supervisione, oltre che alla gestione tradizionale del salone, è funzionale per investire energie nella crescita del team senza aggiungere preoccupazioni di fattori secondari all’attività del parrucchiere”.

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