30 Maggio 2024

Atelier Abla Barka: consulenza di immagine a 360 gradi

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Abla Barka ama chiamare il suo spazio atelier perché sarebbe riduttivo chiamarlo salone. Un concept per portare bellezza a 360 gradi alle proprie clienti.

Come lei suggerisce Beauty is connection, ed è proprio attraverso la creazione di un rapporto di fiducia e di esperienze positive che si fonda il suo concept: portare bellezza a 360 gradi alle proprie clienti, andando a colmarne i bisogni, ad anticiparne le esigenze all’interno di un salotto dove sentirsi accolte e comprese.

Nel suo atelier, infatti, oltre ai vari servizi tipici del mondo hair, si può trovare anche il servizio di armocromia, in prospettiva la consulenza di immagine completa, eventi dedicati alle donne per le donne e – da sempre – anche un corner dove sono esposti brand emergenti di abbigliamento e accessori per portare a casa un look rinnovato e completo, sicuramente mai banale. Partendo dalla consapevolezza di sé si può affrontare il mondo con sguardo più fiero, più sicuro.

L’Atelier Abla Barka si prefigge di fornire alle proprie clienti qualche strumento in più: “Entrare in contatto con le mie clienti a un livello un po’ più profondo e personale non meramente professionale mi permette di capirne le passioni e gli stati d’animo, di empatizzare, quindi di creare un look e uno stile che davvero le rispecchino”.

Da dove nasce l’idea di un salone come Abla Barka?

Preferisco chiamare il mio spazio Atelier. Atelier è un termine che è passato dall’identificare il luogo di lavoro di un artigiano a quello di un artista… Ecco, credo che l’hairstylist sia una sintesi perfetta di questi due mondi, che si collochi esattamente a metà strada.

Io non nasco come hairstylist, tutto per me è iniziato nel mondo dell’education, per quanto relativa all’hair industry. Per diciassette anni ho viaggiato tra Europa, Asia, America e Middle East, entrando in contatto con le realtà più disparate e sviluppando quella che è la mia personale vision. Da ogni paese ho portato via qualcosa che custodisco gelosamente e che ha contribuito alla creazione di quello che oggi è l’Atelier Abla Barka.

Quando ho deciso di aprire uno spazio tutto mio, non ho avuto alcun dubbio: una location poliedrica, non solo un hair salon, un luogo di ritrovo, il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda bellezza e tendenze. Volevo creare una sorta di salotto in cui sentirsi a casa perché consapevoli che si riceverà una consulenza che abbraccia tutti i campi del beauty e del lifestyle. Sono felice di poter dire che l’Atelier Abla Barka ha mantenuto le promesse: non è solo un luogo in cui gli stylist, quindi gli artisti, si prendono cura della clientela, ma è anche un luogo in cui le persone possono imparare a prendersi cura di sé.

Questa voglia di fidarsi e affidarsi che le persone ci dimostrano nasce da una parola che è anche uno dei nostri pilastri: attenzione, che si declina in modi diversi. Non si tratta solo di mettere al centro le esigenze della persona, ma anche di dimostrare che attenzione per noi significa tutto. Dalle stoviglie che riprendono i dettagli dei complementi d’arredo alla posizione degli specchi, dal profumo che si respira in Atelier a quello che i nostri clienti portano a casa con loro sul porta ricevuta, dall’intimità della cornice che ci ospita all’internazionalità che ci anima.

Quanto la sua personale esperienza e le sue radici influenzano il suo modo di fare business?

Non c’è dubbio che le mie origini mi abbiano influenzato fortemente, ma non credo che siano state l’elemento predominante. Mamma algerina, padre francese, cresciuta in Belgio e residente in Italia, credo possa bastare questo per far capire a chi non mi conosce quanto l’internazionalità e la multiculturalità facciano parte di me. Ognuno di questi elementi mi ha influenzata, ma credo che il fattore predominante sia stato il viaggio. Viaggiare — quindi conoscere e imparare — mi ha permesso di sviluppare un’apertura mentale che è la parte fondante del mio modello di business. La diversità fa parte tanto di me quanto del mio business, è un elemento che cerco fortemente in ognuna delle persone con cui decido di lavorare e dalla quale traggo ispirazione.

Se dovessi scegliere una parola che possa identificare il mio modo di fare business, direi che questa parola sarebbe crescita. Non basta che il cliente venga messo al centro, certo è un elemento importante ma non può e non deve essere l’unico. Ritengo che la spinta alla crescita derivi proprio dalle nostre diversità, dal confronto e dalla voglia di rappresentare l’eccellenza nel nostro campo.

Tanto io quanto il mio Team siamo alla costante ricerca dell’innovazione, di quelle tecniche che possano contribuire non solo alla nostra crescita personale, ma anche e soprattutto alla crescita dei nostri clienti in un’ottica di miglioramento continuo. Per offrire un servizio che fissi sempre lo standard un po’ più in alto, che sia sempre esclusivo e completo.

È proprio in virtù di quest’ambiente che non solo chiunque può sentirsi a casa, ma chiunque può sviluppare una connessione con sé stesso e con gli altri. Attraverso il nostro lavoro — quindi non solo come lo facciamo, ma anche come lo concepiamo — vogliamo mettere le persone nella condizione di porsi nei confronti del mondo in modo diverso, più ottimista e aperto.

Lei ha carpito che l’Armocromia è un trend topic e ha deciso di formarsi in prima persona, è così?

Dal momento in cui ho iniziato a sentir parlare di Armocromia, ho capito che sarebbe diventata un trend, ma soprattutto un servizio da inserire all’interno dell’Atelier Abla Barka. Nell‘approccio olistico alla bellezza, infatti, credo che sia una componente fondamentale e assolutamente non trascurabile. Nella prospettiva di trasformazione totale di sé, non si può prescindere dal mondo delle cromie.

Per quanto io abbia seguito la formazione con una mia collaboratrice, ho voluto fortemente che l’armocromia diventasse il suo campo. Ritengo che sia necessario che ognuno abbia il suo spazio e la sua expertise all’interno del team. Erika — oltre ad avere una particolare propensione per il mondo del colore — ha trovato nell’armocromia un vero e proprio completamento del suo lavoro e delle sue competenze, che le permette di lavorare con rinnovata passione e con la consapevolezza di avere un ruolo particolare nel flusso di lavoro dell’Atelier.

Nel’atelier Abla Barka c’è anche un’area dedicata a designer emergenti di abiti e accessori donna. Cosa trovano le clienti in questo spazio?

Alla fine di una consulenza di armocromia, gli abiti che abbiamo in atelier permettono alla cliente di andare a toccare con mano quanto detto in sede di consulenza.

Ospitiamo il corner fashion da prima ancora che l’armocromia entrasse in atelier. Si tratta di una possibilità concreta di rinnovamento del proprio look. Con gli abiti di designer emergenti vogliamo fornire alla nostra clientela la possibilità di trovare dei pezzi unici, ricercati e sicuramente non scontati, dei pezzi che non solo possono arricchire la loro immagine, ma anche la loro esperienza all’interno dell’atelier.

Lei ha ospitato eventi culturali da donne per le donne, ci racconta del Circolo delle Dee? Farà seguito con altre iniziative simili?

Il Circolo delle Dee è stata un’esperienza davvero interessante e unica, ma soprattutto un percorso esponenziale alla scoperta del sé. Il percorso si è svolto in quattro incontri attraverso la lettura del libro Le dee dentro la donna di Jean S. Bolen. Grazie all’esplorazione di sette archetipi di donna rappresentati da altrettante divinità mitologiche — Artemide, Atena, Estia, Demetra, Era, Persefone e Afrodite — abbiamo compreso che la diversità tra le donne o tra i momenti di vita di una stessa donna, si può ricondurre a uno di questi archetipi. Non è stato solo un percorso per imparare a riconoscersi e conoscersi, ma anche e soprattutto per imparare a riconoscere e conoscere le altre donne, quindi avere una possibilità per colmare le distanze che spesso si creano.

Sicuramente non sarà l’ultima iniziativa di questo tipo. Molti sono i progetti in preparazione, ognuno dei quali rispecchierà la filosofia dell’Atelier e la nostra concezione di immagine.

Tra i servizi nice-to-have lei vorrebbe in prospettiva offrire la consulenza di immagine per le clienti top?

La consulenza d’immagine è un servizio che vorrei sicuramente integrare in modo più organico inserendo figure professionali specifiche per affrontare, ad esempio, tematiche quali la face shape, l’interpretazione dello stile, etc.

Non credo, però, di voler limitare questo servizio alle clienti top, bensì vorrei vi potessero accedere quelle clienti che ne hanno bisogno, che si sentono pronte. Non tutte desiderano stravolgere la propria immagine o semplicemente uscire dalla loro comfort zone. Approcciarsi alla consulenza d’immagine già implica una propensione, o quanto meno una predisposizione, al cambiamento.

In modi diversi già ci occupiamo di immagine a 360 gradi e spesso a richiedere un servizio più completo, non sono le nostre clienti abituali, bensì delle clienti che ci hanno conosciuto attraverso il nostro modo di lavorare. Possiamo affermare che nel corso del tempo, le clienti che si affidano a noi hanno in un certo qual modo fatto un percorso di consulenza d’immagine, arrivando a una consapevolezza di sé che ha dato loro la sicurezza per affrontare il mondo in modo diverso. Beauty is connection, ed è così che possiamo mettere in pratica ciò che intendiamo per consulenza d’immagine e dare alle nostre clienti ciò che cercano.

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