28 Novembre 2022

Caro energia e rincari delle bollette: la parola al settore dei parrucchieri

Preoccupazione, tanta. Ma anche molta voglia di reagire. Strategie di contrasto e attenzione al cliente rappresentano le risposte di uno dei settori più colpiti dal caro energia.

È stata pubblicata a settembre l’indagine condotta da CNA nazionale che ha scattato una fotografia del settore benessere nel momento attuale, che vede una scena dominata da fattori come l’aumento dei costi dell’energia e l’aggravarsi dello scenario macro-economico a seguito del conflitto russo-ucraino.

Dall’indagine emerge giustamente preoccupazione verso il futuro, gli imprenditori vedono crescere i rischi su più fronti (economia, consumi interni, costi dell’energia) che fanno sembrare le altre problematiche tipiche del settore – dall’abusivismo alla regolamentazione troppo vincolante – meno urgenti. Ma la previsione è che tutte queste criticità siano in verità destinate a convergere: l’aumento dei costi (dell’energia, ma non solo) costringerà il 53,1% delle imprese a ritoccare al rialzo i tariffari, esponendosi maggiormente alla concorrenza sleale e con conseguenze sull’abusivismo.

Nonostante il quadro si presenti oggettivamente complicato, le imprese del benessere si dimostrano piene di buone intenzioni. Quasi la metà, ossia il 46,9% dichiara di non avere alcuna intenzione al momento di gravare sui tariffari. Il 46,1% dichiara che lo farà, ma solo in parte. Solo il 7% degli imprenditori sono invece orientati a un trasferimento totale sui prezzi al pubblico. A fronte di un 12,3% degli imprenditori che dichiara di non avere in mente nessuna strategia di contrasto, il 50% degli intervistati si dice deciso ad aumentare lo standard di qualità dei servizi offerti, il 42,2% intende dedicare maggiore attenzione alla comunicazione e al marketing, mentre il 41,5% aumenterà il ricorso alla formazione e all’aggiornamento professionale. Tutte strategie coerenti con l’identità del settore, dove “la soddisfazione dei clienti” viene considerata la prima fonte di appagamento nel proprio lavoro dal 56,1% degli imprenditori: alzare lo standard dei servizi offerti significa essenzialmente lavorare per questo obiettivo.

Un approccio che confermano anche Andrea e Marco Firriolo, del Salone Firriolo a Torino. “In questo momento la crisi energetica è un argomento sulla bocca di tutti, se i nostri clienti ci chiedono, noi rispondiamo con la massima trasparenza, anche se preferiamo sempre parlare dei capelli delle nostre clienti e di come farli splendere al massimo!”.

Quanto sta pesando il caro energia nei vostri saloni, avete iniziato a vedere la differenza di costi?

Il costo dell’energia in entrambe le nostre sedi in media è triplicato, è una variabile esterna che pesa molto per un mestiere come il nostro dove phon, aria condizionata nel periodo estivo, acqua calda, luci e riscaldamento sono elementi imprescindibili.

Quali strategie state mettendo in atto per contrastare il caro energia in salone?

Abbiamo fatto alcuni interventi strutturali, ad esempio abbiamo sostituito tutta l’illuminazione del salone con luci led di ultima generazione che ci garantiscono un risparmio energetico del 40% rispetto a prima. Inoltre, abbiamo comparato tutti gli operatori presenti sul mercato scegliendo il contratto più vantaggioso per le nostre attività. Infine, abbiamo inserito nuovi servizi in modo da stimolare la domanda.

Cosa vorreste chiedere come provvedimento del settore per agevolarvi nella professione, dopo due anni molto duri come quelli appena trascorsi?

Sicuramente, chiederemmo agevolazioni sulle bollette e sgravi fiscali sulle nuove assunzioni.

Vi confrontate con colleghi del settore? pensate che fare rete possa essere utile in qualche modo?

Certamente! Ci confrontiamo quasi quotidianamente con i nostri 3 gruppi di formazione ‘Infinito club’ e con tutti i colleghi con cui abbiamo rapporto per trovare insieme delle soluzioni: l’unione fa la forza!

Quali sono i vostri obiettivi entro l’anno?

L’obiettivo è sempre quello di crescere! Ci piacerebbe sicuramente aumentare il nostro team in entrambi i saloni, vogliamo rendere sempre di più le nostre strutture sostenibili e a basso impatto energetico e, per quanto riguarda la formazione, ci piacerebbe creare un quarto gruppo ‘infinito club’.

Le problematiche del settore sono davvero tante e Estetica ha voluto sentire anche la voce di Luca Piattelli, acconciatore con un salone in provincia di Pistoia, ma soprattutto Presidente di Hairlobby e Conflavoro. A lui abbiamo voluto rivolgere alcune domande sui rincari delle bollette e quali possono essere le possibili soluzioni.

Quanto peseranno sui saloni gli aumenti esponenziali delle bollette? Ci sono già delle stime in numeri?

Non è mai stata fatta una stima dei consumi, ma rispetto a maggio scorso pesano 700 milioni di euro in più. Noi di Hairlobby e Conflavoro abbiamo fatto un calcolo in base al numero delle licenze e dei consumi. Il mio salone consume 10 kwh solo per essere acceso e figuriamoci poi in piena attività, con i phon, le piastre e tutti gli strumenti di lavoro essenziali per ogni parrucchiere.

Avete intenzione di chiedere un contributo per la categoria?

Da gennaio chiediamo un aiuto per il settore, tramite i nostri referenti a Roma, adesso con la caduta del Governo, dobbiamo ricominciare, ma non molliamo di un centimetro, abbiamo informato tutti su quali sono i nostri bisogni e le reali necessità.

Come pensate si organizzeranno i saloni, hanno già adottato misure di contenimento?

Sul breve periodo è difficile, sul lungo periodo si può pensare di installare pannelli fotovoltaici, impianti elettrici a Led, ma si parla di un risparmio energetico minimo. Noi come Hairlobby stiamo cercando di creare convenzioni con le società fornitrici di energia. Non è facile, è una vera e propria giungla, ci vogliono figure preposte che sappiano interpretare i preventivi e le spese, è davvero complicato venirne a capo.

La missione di Hairlobby non si ferma e continua portando all’attenzione delle figure competenti tutte le richieste e le esigenze di un settore già colpito negli scorsi anni per la pandemia e che rischia di essere nuovamente penalizzato per la situazione contingente.

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