15 Agosto 2022

Indagine Congiunturale: canali professionali in forte recupero

Secondo i dati preconsuntivi dell’Indagine Congiunturale presentata dal Centro Studi di Cosmetica Italia, acconciatura (+22,1%) ed estetica (+28%) chiudono il 2021 con una crescita notevole.

Pieno recupero e superamento dei valori pre-pandemia nell’ Indagine Congiunturale 2022: è questa l’indicazione fornita dalle rilevazioni del Centro Studi di Cosmetica Italia, attraverso i quali si delinea una netta ripresa del settore che interessa trasversalmente tutti i canali. 

«Le prospettive di ripresa per l’anno in corso sono evidenti, tanto che le stime elaborate in questi giorni prevedono una chiusura del 2022 prossima ai 12,5 miliardi di euro; un valore di fatturato superiore a quello registrato dalle imprese cosmetiche nel 2019, prima della pandemia, quando superava di poco i 12 miliardi di euro” commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia. 

Renato Ancorotti
Renato Ancorotti

Per quanto riguarda i saloni di acconciatura, alla fine del 2021 e nelle previsioni per il primo semestre 2022 si conferma una ripresa delle frequentazioni e dei consumi, sia dei servizi che della rivendita, dopo le prolungate chiusure, legate alle disposizioni per fronteggiare l’epidemia, che hanno sicuramente condizionato lo scenario dei canali professionali. Nonostante il segno positivo rilevato nell’indagine congiunturale che evidenzia un aumento nel 2021 del 22,1% – con un valore dei cosmetici utilizzati in salone che si attesta a 554 milioni di euro, e con la previsione per il primo semestre 2022 di una ripresa prossima al 15%, – si registrano ancora difficoltà per molti saloni, legate alla perdita economica, alla scarsa liquidità e al calo degli investimenti, con situazioni disomogenee sul territorio. Una realtà che coinvolge anche le aziende specializzate. Il ritorno del consumatore finale in salone e il superamento di un primo impatto ancora condizionato da incertezze e paure, rappresenta comunque un importante punto di ripartenza e possibilità di una migliore profilazione e fidelizzazione della clientela. 

L’e-commerce rientra tra i canali che evidenziano trend marcatamente positivi e registra un aumento pari al +23,2%, confermandosi – con un valore di 870 milioni di euro – come una scelta ormai irrinunciabile nelle mutate abitudini dei consumatori.

La profumeria, pur condizionata da nuove modalità di acquisto che hanno spostato i consumi anche verso altri canali, raggiunge un +22,6%, posizionandosi, con un valore di oltre 1.880 milioni di euro, al secondo posto – accanto alla farmacia – per vendite di cosmetici in Italia. Segnali di ripresa arrivano dall’erboristeria, con un +13,8% e un valore di 370 milioni di euro, che lascia emergere al suo interno andamenti diversi tra monomarca e punti vendita tradizionali.

La farmacia, che rispetto agli altri canali ha sempre contenuto i cali, chiude il 2021 con un trend pari a +2% per un valore di 1.846 milioni di euro a fine esercizio. La stessa crescita (+2%) viene registrata dalle vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza) che, diversamente dagli altri canali che negli scorsi anni hanno subito forti contrazioni, non mostrano una decisa ripresa e si attestano a 345 milioni di euro.


La grande distribuzione conosce invece un rialzo pari a 1 punto percentuale, segnalando un andamento costante negli ultimi esercizi e pressoché indifferente agli effetti della pandemia (4.500 milioni di euro). Infine, il fatturato del contoterzismo registra un +8%, sicuramente influenzato dalla ripresa dei mercati internazionali (prossimo ai 2 miliardi di euro).

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