17 Gennaio 2022

Operatori Benessere Associati: al lavoro per una coiffure più coesa e consapevole

Decisi a fare qualcosa di concreto per la categoria, i rappresentanti di OBA hanno portato alcune problematiche importanti all’attenzione del Senato. Li abbiamo sentiti per capire cosa è successo.

Torniamo a parlare di OBA (Operatori Benessere Associati), la nuova associazione no profit nata a Pomezia il 19 aprile 2021, grazie all’iniziativa dei fondatori Umberto Cerioni, Alessio Cerioni, Alessandro Rossini, Tania Stella, Veronica Cerioni che hanno deciso di impegnarsi per salvaguardare e tutelare le categorie di parrucchieri, barbieri, estetisti, tatuatori, onicotecnici.

Abbiamo parlato con loro prima dell’incontro in Senato del 13 dicembre, organizzato con l’intenzione di   porre attenzione e richiedere soluzioni a problematiche della categoria che già da tempo affliggono il settore della bellezza e che con la pandemia si sono acerbate.

Come spiega Alessandro Rossini, vice-presidente e portavoce di OBA, “abbiamo analizzato attentamente lo stato del nostro settore e abbiamo trovato molte falle nel sistema, al cui interno si sono create per conseguenza e per necessità nuove realtà professionali sommerse, che svalutano il lavoro e la professionalità di molti colleghi”.

Queste in breve le richieste che sono state avanzate da Operatori Benessere Associati in Senato durante l’incontro del 13 dicembre:

  • L’abbattimento dell’Iva, da adeguare ai parametri Europei. Un’istanza che nasce dalla scoperta recente da parte dell’associazione che in Italia l’aliquota sulla manodopera è ancora al 22%. “I nostri colleghi europei ce l’hanno al 10%, mentre quelli olandesi addirittura al 6%” spiega Alessandro.
  • Nel documento dell’INAPP (EX ISFOL) “Alla scoperta delle professioni – Servizi alla persona”, si evidenzia che le attività di acconciatura ed estetica rientrano nell’organigramma istituzionale sociale dei servizi alla persona. In virtù di questo è stato richiesto:
    • Collaborazioni semplificate con professionisti
    • Passare dalla definizione di titolare a manager aziendale
    • Aprire posizioni a liberi imprenditori del settore all’interno dell’azienda agganciandoli alla fiscalizzazione aziendale
    • Realizzare gruppi associate.
  • Attualmente i corsi di formazione professionale sono proposti da organi diversi: aziende, stilisti, distributori e accademie. È stato chiesto di costituire un organo di revisione e controllo qualità che dia ai professionisti un giusto riconoscimento.
  • Le richieste di lavoro a domicilio per persone disabili o in difficoltà, numerose e frequenti già da tempo, in pandemia sono aumentate. Durante l’incontro è stato chiesto di trovare una soluzione per normalizzare il lavoro a domicilio in rapporto al lavoro ordinario.
  • Attualmente, a causa della liberalizzazione commerciale, alcuni servizi base sono venduti sottocosto. Questa situazione provoca una corsa al ribasso che porta a una scarsa qualità dei servizi e danneggia la categoria. Per questo è stato richiesto un intervento mirato per salvaguardare le attività e proteggere la salute dei consumatori.
  • Valutando il periodo di forte criticità nel campo dell’imprenditoria e del lavoro in genere, l’associazione OBA ritiene opportuno che vengano apportate delle modifiche nel sistema contributivo INPS, con l ‘obiettivo di mantenere viva la categoria offrendo e mantenendo sempre più posti di lavoro. In particolare, sono stati suggeriti questi interventi:
    a. Ricevere a fine attività un premio che verrà istituito e gestito dall’INPS creando un fondo apposito il cui onere sarà a carico dello Stato.
    b. Raggiunto il pensionamento, per chi continua a esercitare l’attività, si chiede di considerare da subito la riduzione dei contributi al 50% a prescindere dall’età pensionabile.
    c. Valutare l’indennizzo della malattia per gli operatori di servizi alla persona.
    d. Riconoscimento di un bonus alle imprese che assumono dipendenti e non usufruiscono di agevolazioni contributive.

“In ultimo abbiamo chiesto di partecipare attivamente come associazione a tutela della categoria nelle sedi preposte di Comuni, Regioni, Governo per tutte quelle tematiche riguardanti il settore bellezza e benessere e di collaborare alla realizzazione di soluzioni per tutti i punti trattati per sviluppare progetti e nuove idee imprenditoriali” aggiunge Alessandro.  

Le forze politiche presenti si sono prese carico delle tematiche e l’onere di studiare delle possibili soluzioni invitando OBA entro la metà del mese di febbraio per una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Un primo passo verso una categoria più consapevole, coesa e protetta è stato fatto!

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