17 Gennaio 2022

Quattro chiacchiere con Alexis Continente, l’hairstylist di “House of Gucci”

Abbiamo fatto una chiacchierata con Alexis Continente, acconciatore di Barcellona a cui dobbiamo l’iconico look di Adam Driver/Maurizio Gucci per House of Gucci.

Adam Driver, Lady Gaga, Jared Leto, Al Pacino, Jeremy Irons… i look del film House of Gucci, diretto dal mitico Ridley Scott, sono sulla bocca di tutti e super trendy. In Estetica abbiamo avuto l’opportunità di parlare con l’acconciatore Alexis Continente, che gestisce con la sorella Miriam il salone Conti di Paris Street nel capoluogo catalano, e che ha riproposto l’hair style di Maurizio Gucci (Adam Driver), protagonista del film, un fattore chiave per comprendere l’evoluzione del personaggio nel corso degli anni.

Alexis, prima di tutto, com’è lavorare con una leggenda del cinema come Ridley Scott?

Ho avuto la fortuna di lavorare in quattro suoi film e posso dirvi che è un vero dio del cinema. Quando lo vedi dirigere una squadra di 500 persone dietro la telecamera attraverso la radio, rimani affascinato. Ti lascia un’enorme energia positiva e il suo modo di lavorare ti dà diverse motivazioni, ma allo stesso tempo è un professionista duro e diretto nella comunicazione.

Gli piace andare al sodo, quindi non puoi perdere tempo. Se ti avvicini a lui per un personaggio protagonista, come ho fatto io per  House of Gucci, bisogna essere molto diretti: dato che è una persona molto visiva, mandavo in stampa le mie “mood board”, chiedendogli se avesse un secondo e lui mostrava le opzioni che aveva pensato per i capelli di Maurizio Gucci. Mi chiedeva spiegazioni sulle mie scelte, poi ne discutevo e lui sceglieva una delle opzioni. Quindi, semplificando le cose, sei parte della loro squadra.

Immagino che siano sfide diverse, realizzare un personaggio di cui esistono pochi riferimenti –  come Jacques Le Gris di The Last Duel, sempre di Ridley Scott – oppure Maurizio Gucci, del quale è facile trovare molte documentazioni fotografiche.

Sì, certo. In ogni caso, bisogna fare degli studi preliminari. Le Gris, il personaggio di Adam Driver in The Last Duel, è un personaggio che ha vissuto realmente ma non ci sono riferimenti, visto che trascorse la sua vita nella Francia del XIV secolo. Per Le Gris ci siamo documentati nei musei, consultando libri di storia, abbiamo anche incontrato docenti universitari che ci hanno dato lezioni su quel preciso periodo. Per quanto riguarda Adam, abbiamo tentato di capire dove volesse andare il regista, come si sentisse a proprio agio e che tipo di look avesse in quel momento il personaggio, tracciandone l’immagine: inizialmente capelli più corti, come li portavano i soldati, poi più lunghi  come era uso tra i cavalieri. L’evoluzione è quella che si riflette anche nel film.

Come si fa a creare un look iconico come quello di Maurizio Gucci?

Nel caso di Maurizio Gucci si parla dell’evoluzione di un personaggio attraverso gli anni ‘70, ‘80 e ‘‘90, il periodo in cui compariva sulle copertine di tutte le riviste del periodo. Quindi ovviamente ci basiamo su riferimenti reali, ma devo anche dire che c’è stata una decisione tecnica da parte del regista e dell’attore che è stata: “Quanto vuoi assomigliare al vero personaggio?” È un processo complesso, anche perché attualmente con le protesi e la tecnologia degli effetti visivi, sarebbe possibile ricreare praticamente un gemello di Maurizio Gucci… ma poi c’è un aspetto tecnico dietro che vuol dire ore di trucco e di cui bisogna anche tener conto, anche perché Adam Driver, che è il protagonista del film, ha girato praticamente tutti i giorni per quattro mesi. Quindi, come si può vedere nel film, si è deciso fin dai primi incontri che il personaggio avrebbe dovuto avere un aspetto molto simile a quello di Maurizio, senza però esserne una replica esatta.

Quante ore di lavoro al giorno ha richiesto la caratterizzazione del personaggio?

Per Adam abbiamo creato otto diverse parrucche, cucite a mano, ricreando le diverse acconciature di Maurizio Gucci nel corso degli anni. In totale, tra acconciatura e trucco, erano circa tre ore di lavoro al giorno: al mattino due ore per la caratterizzazione e nel pomeriggio praticamente un’ora per togliere tutto. Se guardi, ad esempio, il look del personaggio di Jared Leto, che interpreta Paolo Gucci, e che è stato realizzato dai miei colleghi, stiamo parlando di quattro ore sulla sedia al mattino.

Il look di Maurizio Gucci che hai ricreato per House of Gucci è diventato uno stile trendy che sta ricevendo elogi in tutto il mondo ed è anche la chiave per comprendere l’evoluzione del personaggio.

Sì, l’idea era proprio quella. Il look che Adam sfoggia all’inizio rappresenta quel periodo degli anni ‘70, con una chioma castana e setosa di media lunghezza che gli copre le orecchie, come poteva essere il look da bravo ragazzo che studiava legge. Poi va a New York, si taglia i capelli e indossa una parte molto marcata, da business man, con capelli un po’ lunghi sul retro, per quel tocco tipico degli anni 80. E alla fine, un altro perscorso, quando lascia la moglie e torna alle origini, con un aspetto nuovamente più rilassato, con capelli leggermente più lunghi e qualche riflesso grigio e schiarito, dovute alle numerose vacanze trascorse sulla sua barca.

Come valuti l’esperienza del tuo lavoro in House of Gucci e l’impatto del film?

Sono molto felice e orgoglioso del risultato finale. Girare nuovamente con Ridley e con quel numero di attori incredibili del cast è stato qualcosa di meraviglioso: Jeremy Irons, Al Pacino, Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto, Salma Hayek… È stato un lavoro molto duro, con molte ore di lavoro al giorno, ma allo stesso tempo molto divertente. Ridley ama girare nei luoghi reali, ed è stato fantastico poter girare in posti come il Vaticano, il Palazzo di Giustizia e altri luoghi iconici di Roma, dove era sempre pieno di paparazzi in attesa di vedere Gaga e Adam. È stata un’esperienza straordinaria che ho apprezzato molto.

E ora… cosa c’è dopo House of Gucci?

Una volta terminato il film, Adam mi ha chiesto di continuare con lui nel suo prossimo progetto ed è lì che sono andato. Siamo stati sei mesi a Cleveland, negli Stati Uniti, per girare il suo nuovo film che l’anno prossimo sarà presentato in anteprima su Netflix. Per il resto mi piace molto viaggiare, conoscere nuove culture e mi piacerebbe continuare a lavorare per buona parte nel mondo del cinema, soprattutto con Adam, che apprezzo molto come attore e anche personalmente. Progetti confermati? Ci sono alcune cose, sì, ma al momento non posso parlarne… te ne parlerò! (Ride).

Alexis Continente è nato e cresciuto a Sant Boi de Llobregat. Suo padre voleva che diventasse un ingegnere ma Alexis ha scelto di seguire le orme di sua madre, acconciatrice. Ha studiato la professione alla scuola di Miguel Griño e molto presto ha cominciato a lavorare. A 20 anni ha aperto il suo primo salone, con ottimi risultati: ha avuto successo, con cinque dipendenti e un salone pieno, guadagnava soldi. Sono passati 6 anni e Alexis ha deciso di smettere. Ogni giorno entrava alle 8 del mattino e usciva solo dopo le 10 di sera. Non aveva una vita. Tuttavia, lavorare così tante ore e così intensamente gli è servito: si è abituato a un ritmo e a una disciplina di lavoro che hanno continuato ad accompagnarlo fino a oggi. Ma era il momento di fare qualcosa di diverso.

“Sono sempre stato uno stronzetto irrequieto. Così ho lasciato l’attività a un mio dipendente e non ricordo né come né perché, sono finito a lavorare come tecnico per un’azienda di cosmetici”, ci racconta Alexis. Quell’azienda era la Erayba Cosmetics e, grazie a quella esperienza, Alexis ha conosciuto a fondo il mondo della produzione e della distribuzione di prodotti professionali e l’opportunità di viaggiare, soprattutto nell’Europa dell’Est e in Medio Oriente, dove ha organizzato spettacoli ed eventi. “Conoscere altre culture grazie al mio lavoro è stato incredibile… anche se il mio inglese era praticamente nullo e avevo bisogno di un traduttore quando ero sul palco”, ricorda Alexis Continente. Questo gli ha fatto capire che se voleva muoversi in giro per il mondo come acconciatore professionista, senza essere limitato, aveva bisogno di imparare bene l’inglese.

Senza penarci due volte, lascia di nuovo il lavoro e decide di ricominciare da capo… aveva 30 anni. A un’età in cui alcuni cominciano a rinunciare ai propri sogni per una vita stabile e pacifica, Alexis Continente rifà le valigie e parte per Londra all’avventura. “La gente va in Inghilterra quando ha 18 o 20 anni… Io ho fatto tutto il contrario, ma penso che l’idea abbia funzionato per me: se non avessi gestito un salone prima, non avrei avuto la disciplina, la dedizione e l’abilità lavorativa che sono richieste per avere successo a Londra”. La verità è che Alexis non conosceva nessuno, dovendo affrontare diverse difficoltà fino a quando non ha iniziato a familiarizzare con la lingua e, infine, a trovare un lavoro in un buon salone. “Londra è una città in cui è difficile adattarsi all’inizio, ma se sei sveglio e lavori sodo, la città ti darà indietro tutto ciò che hai dato… ecco perché non puoi arrenderti”. La sorte ha iniziato a girare bene ad Alexis il giorno in cui ha iniziato a lavorare da Mie Mani, un salone gestito da acconciatori di origine italiane, nel vivace quartiere di Shoreditch. “Avevano sofferto come me quando sono arrivato a Londra, quindi mi hanno aiutato e, allo stesso tempo, ho potuto imparare dalla loro esperienza”, racconta Alexis Continente, che ricorda che prima di andare in salone, frequentava dei corsi di due ore ogni mattina per migliorare l’inglese.

Quando sei entrato in contatto con il mondo del cinema?

Era il 2012, ero già da Mie Mani da otto mesi. Il proprietario del salone aveva un amico che si occupava dei capelli dell’attore Chris Hemsworth e di tanto in tanto portava gli stuntman di Chris al salone, in modo che avessero lo stesso styling dell’attore nel film in questione. Questo acconciatore, Luca Vannella, sapeva già come lavoravo e iniziò a chiedermi di occuparmi dei capelli degli stuntman o di creare una parrucca in modo che fosse uguale a quella indossata dal protagonista. Un bel giorno Chris Hemsworth in persona venne in salone. In quel periodo stava girando Biancaneve e il cacciatore, aveva i capelli scuri, con le extension dietro, e Luca mi chiese di aiutarlo a sistemargli i capelli. Finito il lavoro, mi sono buttato: “Voglio andare agli studi a provare”, ho detto al mio amico. All’inizio me lo sconsigliò, visto che era un tipo di lavoro molto diverso, con le parrucche per l’HD e che bisognava essere molto specializzati… Ma con il tempo ho continuato con l’idea di lavorare nel cinema. Il film successivo che Chris girò a Londra fu Thor: The Dark World e fu in quel momento che continuai a fare pressioni. Il mio amico mi disse che se volevo provare, allora non c’erano problemi, ma che non poteva promettermi nulla. Ed è così che ho lasciato il mio lavoro di acconciatore e sono andato a lavorare – all’inizio gratuitamente –  presso i Pinewood Studios nel Buckinghamshire.

Gratuitamente? Wow, questo sì che è davvero credere in se stessi…

Beh sì, all’inizio andava così. Gli studi sono lontani da Londra, quindi mi alzavo alle sei per prendere il treno e arrivare alle 8 del mattino. Questo è nella fase preparatoria del film, perché quando iniziano le riprese, l’attore può essere lì alle cinque del mattino… quindi immagina: quando mi diedero il primo stipendio, decisi di acquistare un’auto usata per poter andare negli studi alle quattro del mattino, per essere presente quando arrivavano gli attori. Era una Golf che avrà avuto circa 15 anni e ricordo che quando pioveva l’acqua entrava nel sedile del conducente… (Risate). Quando abbiamo iniziato a girare con gli attori, il mio capo Luca mi disse che contava su di me per il mio aiuto, ma che non poteva più chiamarmi tutti i giorni, perché sul set sarebbero stati impegnati. A quel punto pensai: “con quello che mi è costato arrivare qui, non mi butteranno fuori adesso…” Così decisi di presentarmi comunque per dare il mio aiuto, dicendo loro: “Se potete pagarmi solo due giorni, allora va bene… ma verrò cinque giorni a settimana ad aiutarvi”. Ed è così che Alexis Continente ha messo la testa dentro e non l’ha più tirata fuori. Ho fatto l’intero film e hanno anche messo il mio nome nei titoli di coda.

Ricordi un momento preciso in cui hai pensato: “la mia vita è cambiata”?

“Beh sì. Natalie Portman stava recitando in questo stesso film e sua madre era sul set e aveva bisogno di fare il colore prima di volare a Los Angeles per partecipare a un evento di beneficenza. Dato che non aveva tempo per andare in un salone, e i professionisti che lavorano per il cinema di solito non fanno le tinte, il mio capo Luca mi chiese se mi andasse di farlo: “Basta non fare casini”, mi avvertì. Fu così che le feci il colore in uno dei camper parcheggiati nel campo base. “Penso sia rimasta contenta”, dissi al mio capo. Due giorni dopo Luca mi chiamò per dirmi che la signora era così soddisfatta che voleva che le suggerissi come poter ordinare lo stesso colore a Los Angeles. Per me era già un grande successo… ma passarono altri due giorni, e Luca mi richiamò: “Vieni, è urgente”. Entrò e mi disse: “Preparati, Natalie mi ha chiesto di farle il colore in due ore”. Allora mi presentai per la tinta nella roulotte dove era presente anche Chris Hemsworth. Natalie se andò molto contenta e quando terminai la sua colorazione, Chris chiese al mio capo se potessi fare il colore anche a lui, per evitare di andare in salone a Londra. Ed è così che, in due mesi, sono passato dal lavorare in un salone a Shoreditch al mondo del cinema e ad avere tra le mani i capelli di Natalie Portman e Chris Hemsworth.

Detto così sembra facile… ma non lo è affatto

È così. Tu pensi che il mondo del cinema sia un universo molto chiuso, dove poter entrare è davvero difficile… e poter toccare i capelli di attori così famosi, impossibile. Devo molto ringraziare il mio amico Luca Vannella per la fiducia e per l’opportunità che mi ha dato. Da lì, ho continuato a lavorare con le comparse, diventando sempre più familiare con la creazione delle parrucche… e ho anche continuato a fare le colorazioni sia a Chris che a Natalie durante le riprese. Quindi sì, posso dire che Thor: The Dark World ha cambiato la mia vita.

E dopo?

Poi il film è finito e sono rimasto scioccato… (Alexis Continente ride) Era tutto finito, avevo perso il lavoro e ho dovuto fare un passo indietro. Ma il mio curriculum non era più lo stesso: potevo già dire di aver fatto il colore a Chris o le parrucche per Natalie e il colore personale. Questa è già una wild card importante. Ricordo che fu la volta di Exodus: Dei e Re –  il mio secondo grande film con Ridley Scott –  e per l’occasione mi proposero un contratto fisso “junior” per l’intero film. Ero nel trailer con Christian Bale, con Sigourney Weaver, con Aaron Paul… era come un sogno. C’era anche María Valverde, che nel film interpretava la moglie di Christian Bale, che per me fu la prima grande attrice per la quale ho curato quotidianamente la sua immagine per tutto il film. Da quel momento in poi, è stato grazie al passaparola: sono migliorato sempre più in tema di parrucche HD e capelli posticci, avendo l’opportunità di lavorare per Mamma Mia ci risiamo, Assassinio sull’Orient Express con Penelope Cruz, La Mummia, Transformers: l’ultimo cavaliere… e per la televisione, in serie come Gomorra e Penny Dreadful, nominata agli Emmy Awards.

Dopo il successo di House of Gucci, la carriera di Alexis Continente è decisamente passata a un livello successivo e noi… lo seguiremo da vicino!

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