27 Settembre 2021

Fanola e la diversità

Human Colors, il progetto di Fanola a sostegno di una bellezza inclusiva, inaugura un nuovo capitolo.

Si apre un nuovo capitolo nel percorso di social responsability di Fanola, brand haircare professionale che attraverso il colore vuole condividere con la propria community non convenzionale il tema della libertà di espressione personale promuovendo il messaggio di una bellezza inclusiva: ognuno è libero di interpretare la propria personalità attraverso un infinito gioco creativo di colori e sfumature, questo è quello che il progetto Human Colors by Fanola vuole trasmettere.

Il primo capitolo di questo “colorato” percorso del brand è stato dedicato al tema della libertà di espressione personale: essere liberi di mostrare le proprie identità senza sentire il peso del giudizio. Fanola lo ha fatto attraverso la campagna a supporto del lancio di ColorZoom, la nuova linea di creme coloranti professionali che dà il massimo delle prestazioni in soli 10 minuti, offrendo a chi indossa i suoi colori la possibilità di scardinare ciò che è usuale e consueto e permettendo a chiunque di scegliere la propria sfumatura nel mondo.

Human Colors Fanola

Human Colors

Il secondo capitolo, Human Colors, racconta, in una forma ancora più inclusiva, il significato del colore, che fa parte del DNA del brand, e lo “miscela” con la parte più umana che caratterizza ognuno di noi. Fanola ha deciso infatti di coinvolgere per il nuovo shooting “Human Colors” dedicato al colore, non dei classici modelli, bensì quattro ragazzi sulla sedia a rotelle che attraverso la loro straordinaria forza d’animo sono riusciti a guardare la propria vita a colori.

Chi sono i 4 modelli

Luna, Roberta, Nicolò e Mattia , i quattro modelli di Fanola Human Colors, hanno deciso così di raccontarsi in questo shooting, e grazie alla forza vitale che li contraddistingue hanno voluto condividere con la community del brand il messaggio che ognuno di noi è speciale. Ognuno dei quattro ragazzi ha una storia personale differente, ma tutti e quattro hanno in comune l’aver dovuto affrontare un momento della propria vita senza colori. Luna affetta da una malattia rara che ha iniziato a manifestarsi all’età di 12 anni e nel 2019 le ha tolto la possibilità di correre e camminare; Roberta mamma di due bambini che ha visto la sua vita tingersi di nero a causa di un incidente in moto; Nicolò che per un infortunio sul lavoro si è ritrovato su una sedia a rotelle a 19 anni; e Mattia che un terribile incidente durante una gara agonistica in moto di Enduro lo rende paraplegico.

L’esperienza ‘modelli per un giorno’

Oggi Luna grazie alle terapie riesce a vivere una vita normale in carrozzina: “L’esperienza di questo shooting con il team Fanola è stata davvero emozionante, non tanto per quello che abbiamo fatto ma mentalmente. Non mi sono sentita giudicata perchè diversa. Mi sono sentita a casa!”

Roberta una grandissima voglia di vivere: “Questo shooting è stata un’esperienza unica, proprio di quelle che piacciono a me, sono stata accolta in casa Fanola da professionisti del settore come una star. Il messaggio che Fanola vuole trasmettere mi rappresenta molto, il colore… È vero sono quasi sempre vestita di nero, ma ho scoperto ormai da qualche anno che il colore è dentro di me. Io e la mia disabilità siamo passate attraverso tutte le tonalità del grigio e abbiamo toccato il fondo, il più buio dei neri, ma siamo risalite. Adesso posso affermare che il mio colore è il blu cielo… È il mio posto al sicuro.”

Nicolò oggi è presidente della squadra paraolimpica Padova Rugby e pratica anche tennis, ha deciso di rimettersi in gioco ed iscritto all’Università di Padova alla Facoltà di Educazione Professionale. “E’ molto bello che Fanola abbia deciso di collaborare con delle persone con disabilità per la realizzazione di questo shooting facendo vedere come anche ragazze e ragazzi con disabilità possanoposare da “modelli per un giorno. Dare valore alle diversità, è una di quelle cose che cerco di fare nel mio piccolo quando vado a fare attività di sensibilizzazione nelle scuole.”

Infine, Mattia Cattapan, che con la sua straordinaria voglia di vivere, è stato il primo atleta disabile in Italia a gareggiare contro atleti normodotati nella categoria Kart Cross e ha voluto realizzare un progetto che ha lo scopo di aiutare altri ragazzi e ragazze che si sono trovati nella sua stessa condizione: CROSSabili, un’associazione non profit che offre alle persone condisabilità una serie di attività finalizzate all’inclusione, alla condivisione e al divertimento. “Ringrazio i fratelli Pegorin che mi hanno sostenuto nel momento più nero della mia vita, hanno reso possibile un sogno e oggi sono io che posso supportare altre persone che come me hanno vissuto un evento drammatico nella propria vita. Progetti come quello voluto da Fanola sono fondamentali per la nostra società perchè bisogna sempre di più conoscere il mondo della disabilità per renderlo il più inclusivo possibile.”

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