Capelli e pregiudizi: una ricerca sugli stereotipi culturali

Secondo l’indagine “Capelli e pregiudizi” voluta da Dove, in Italia il 69% delle donne deve lottare con stereotipi legati ai capelli. I principali riguardano l’identità di genere, l’orientamento sessuale e l’età.

L’abbiamo sempre detto, i capelli sono fondamentali per l’immagine di una donna. Averli luminosi, fluenti, con un bel taglio e un colore alla moda attira gli sguardi e fa sentire bene chi li indossa. Ma che ai capelli fossero legati ancora dei pregiudizi in grado di condizionare la vita sociale e lavorativa non era affatto scontato. Ai tempi delle nostre nonne avere capelli corti per una donna non era gradito, così come colorarli di blu o di fucsia non facilitava la vita, ma che questo sia ancora un tema caldo lascia perplessi.

Eppure è così! In occasione del lancio in Italia della sua nuova linea di prodotti per capelli, Dove (il brand di Unilever) ha presentato la ricerca “Capelli e Pregiudizi” volta ad analizzare un fenomeno che ha risvolti rilevanti nella vita di tantissime donne nel mondo. Secondo la ricerca, realizzata da Toluna su un campione di oltre 1000 donne in Italia tra i 12 ed i 55 anni, oltre il 69% delle donne ha vissuto sulla propria pelle o ha assistito a episodi di “pregiudizi legati ai capelli” e per l’83% questi  hanno avuto ripercussioni nella vita sociale. Per le donne italiane sono tre i preconcetti più rilevanti con cui confrontarsi:

  1. legati all’identità di genere: 45%
  2. legati all’orientamento sessuale: 41%
  3. legati all’età: 36%

Il 63% delle donne è convinta che queste discriminazioni nascano da stereotipi culturali e il 55% ritiene che i pregiudizi sui capelli siano legati a stereotipi di genere. Ad esempio, molti sostengono che ad “una certa età, il capello lungo non vada più bene”. Oppure, pensiamo ai capelli brizzolati: se per l’uomo è simbolo di fascino e maturità, per la donna è sinonimo di sciatteria. “I capelli sono centrali per l’identità individuale come processo assieme di identificazione e di individualizzazione personale – ha commentato Carla Facchini, docente di Sociologia della Famiglia all’università Milano Bicocca – Nelle società tradizionali è fondamentale l’aspetto di identificazione/appartenenza a un gruppo, nella società contemporanea diventa centrale l’individualizzazione, l’affermazione di sé. Tuttavia il ruolo dell’identificazione rimane comunque, in termini di regole implicite circa l’identità di genere, di età, di collocazione sociale o di orientamento sessuale e questo comporta che un mancato adeguamento a tali regole possa tradursi in una mancata approvazione degli altri, con possibili ripercussioni negative, specie per le persone che stanno definendo/ridefinendo la propria identità e che quindi sono meno sicure di sé”.

“Capelli e pregiudizi” ha messo in luce anche un dato allarmante: il 67% delle donne che ha subito pregiudizi dichiara che i propri capelli siano stati un ostacolo nella carriera ed un 30% è stata condizionata da questi nella scelta del lavoro. Spiega la prof.ssa Facchini: “Mentre per i giovani, visti come soggetti cui è lecito sperimentarsi, modelli ‘alternativi’ possono essere socialmente più accettati, per gli adulti ciò è più problematico, specie nei contesti lavorativi in cui sono elevate le aspettative che ci si adegui a norme che, anche se tacite, non per questo sono meno importanti”.

Gli episodi legati ai pregiudizi verso i capelli avverrebbero principalmente nell’adolescenza: il 70% delle donne dichiara di aver vissuto esperienze di condizionamento sui propri capelli tra i 12 e i 19 anni e proprio per questo il 79% delle intervistate ritiene che l’autostima delle adolescenti sia maggiormente a rischio. Essere vittime di questi pregiudizi porta alle donne anche gravi ripercussioni nell’ambito della salute, il 32% infatti ritiene di essere presa da situazioni di ansia e depressione e il 25% ha una perdita di autostima e addirittura il 28% prova un senso di solitudine.

Che consigli dare dunque alle donne? “Attraverso il mio lavoro mi impegno ad aiutare le donne a capire quanto un capello bello sia, prima di tutto, un capello sano – ha dichiarato Valeria D’Acunzo, Medico Tricologo. “I capelli esprimono chi siamo, quello che vogliamo raccontare di noi” ha dichiarato invece Rossella Migliaccio, esperta di Immagine e Armocromia in Italia. “lo vedo ogni giorno nel mio lavoro quanto i capelli possano valorizzare il volto e la figura di ogni donna. Il segreto per esprimerci al meglio è sicuramente scegliere un colore ed un taglio che mettano in evidenza i nostri punti di forza ma come dico sempre, la cosa più importante rimane sempre sentirsi bene con se stesse”. Eppure, come si vede nell’infografica sotto, se il 91% delle donne ritiene di avere diritto di portare i capelli come meglio crede, il 22% si lascia fortemente condizionare dai pregiudizi esterni.

Infografica con i principali dati della ricerca “Capelli e pregiudizi”
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