18 Aprile 2024

Multe ai parrucchieri: attenzione a rispettare tutte le norme del DPCM

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Nonostante le dovute attenzioni verso le misure di sicurezza da adottare, basta una minima svista (come la parrucchiera in foto, con la mascherina sotto il naso) per cadere in errore: ecco due esempi di multe ai parrucchieri che non rispettano pienamente il DPCM.

Nell’Italia suddivisa a zone per la seconda ondata del Coronavirus, le forze dell’ordine continuano a effettuare controlli nelle attività commerciali, soprattutto parrucchieri, per accertarsi che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza anti-covid imposte dal nuovo DPCM governativo. Attenzione a rispettare tutte le disposizioni, perchè basta un piccolo errore o mancanza per ricevere una multa.

Multe ai parrucchieri: l’episodio di Saronno

Nel comune di Saronno, in provincia di Varese in Lombardia, la polizia locale ha sanzionato un parrucchiere del centro storico con una multa da 400 euro. Il titolare del negozio non teneva il registro delle presenze dei clienti.

Come riporta infatti il quotidiano locale ilsaronno.it, nonostante nell’attività venissero rispettati tutti gli obblighi di legge, dall’utilizzo delle mascherine al distanziamento tra i clienti e gli appuntamenti, per evitare gli assembramenti all’interno del salone, il parrucchiere non aveva il registro delle presenze dei clienti con i dati anagrafici e numero di telefono, che devono essere conservati per quindici giorni. Per questo la polizia è dovuta intervenire e fare una multa di 400€ al parrucchiere.

Inoltre la polizia locale ha scoperto che il salone da parrucchiere non aveva neanche un direttore tecnico, costringendola a un’ulteriore multa 500 euro. Entrambe le sanzioni, se pagate entro cinque giorni, verranno dimezzate.

A Follonica un altro parrucchiere multato

In provincia di Grosseto, nel comune di Follonica, la Guardia di Finanza ha sospeso la licenza commerciale di un salone, ha chiuso il negozio e ha sanzionato il proprietario. Il parrucchiere, oltre a svolgere la sua attività principale permessa dal DPCM, effettuava servizi di manicure e cura della persona, che però in questo periodo non sono consentiti.

Il 23 novembre, infatti, il personale è stato sorpreso in flagranza dai finanzieri a fare un servizio estetico “vietato” a un cliente. Per questo i finanzieri hanno dovuto sospendere l’attività e fare una multa. Non è chiaro di quanto ammonti, ma generalmente in questi casi va dai 400 ai 1000 euro.

Come scritto nel DPCM in vigore, i parrucchieri possono stare aperti anche in zona rossa, ma non i centri estetici. I servizi, quindi, di manicure e cura della persona sono vietati anche all’interno delle attività di coiffeur, secondo quanto specificato dal decreto 3 novembre 2020.

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