Quando la ristrutturazione del negozio da parrucchiere è fatta male

È un’eventualità che bisogna mettere in conto: quando la ristrutturazione del negozio da parrucchiere è fatta male come è meglio procedere? I consigli dell’esperto.

Lo sa bene chi ha già vissuto un’esperienza di questo tipo. Mettere a nuovo il locale per un salone o apportarvi delle modifiche strutturali spesso comporta tanti imprevisti, compresa una ristrutturazione del negozio da parrucchiere fatta male. A seconda della fase dei lavori in cui si riscontra una difformità, ci sono modi diversi di procedere. Ma rimane fondamentale individuare fin dall’inizio un responsabile lavori. Come ci spiega l’archietta Giulia Barnabà, “il direttore dei lavori è deputato al controllo e alla gestione del cantiere. Questo ruolo sta diventando sempre più complesso e di responsabilità, il tecnico infatti si trova molto spesso tra l’incudine e il martello, essendo chiamato a risolvere contenziosi tra imprese scelte con gare d’appalto a ribasso e clienti che si aspettano lavori eseguiti a regola d’arte”. È pertanto molto importante stabilire una figura di riferimento competente che sappia intervenire anche nei casi più spinosi.

Se si riscontrano delle difformità durante la lavorazione come si deve operare? 

Se il cliente dovesse riscontrare delle difformità, deve farlo prontamente presente al direttore dei lavori che, dopo accurata verifica, ne discuterà con l’impresa per concordarne il ripristino. Questo naturalmente è l’iter corretto, nonché quello più auspicabile. Non sempre però le imprese sono disponibili ad ammettere i propri errori né collaborative nel risolverli. È qui che entra in gioco l’opera di mediazione del direttore dei lavori, che sempre più spesso ricopre un ruolo che va oltre quello tecnico, facendo da paciere tra le parti.

A fine lavori si esegue una verifica: se emerge che la ristrutturazione del negozio da parrucchiere è fatta male, come si deve procedere? 

In fase di collaudo vale la stessa regola accennata poc’anzi: se dovessero emergere delle irregolarità evidenti causate da una errata lavorazione da parte dell’impresa, sarà lei a risponderne. Se invece fossero state causate da negligenze del direttore dei lavori o del progettista, sarà loro responsabilità concordare con l’impresa l’intervento di ripristino, che naturalmente non graverà sulle tasche del cliente.

Il pagamento del servizio deve essere saldato in toto o sono previsti dei rimborsi?

Il saldo dei lavori avviene dopo il collaudo, generalmente entro 30 giorni dalla fine del cantiere. Di solito non sono previsti rimborsi, a meno che non esplicitati da contratto, per questo motivo è consigliabile verificare che tutte le opere siano state svolte a regola d’arte prima di pagare il saldo.

Come gestire invece i danni occulti, ovvero quelli che si scoprono a distanza di tempo? 

Il contratto che il cliente stipula con l’impresa, nonché il Codice Civile, lo tutelano da un’eventuale insorgenza di danni occulti che possono verificarsi anche dopo mesi o anni dalla fine del cantiere. Se il cliente dovesse riscontrarne, ha tempo due anni dalla fine dei lavori per segnalarlo all’impresa esecutrice che, una volta verificato il problema e la responsabilità, dovrà effettuare l’intervento di ripristino.

Qual è l’iter migliore da seguire? 

L’iter corretto è quello di contattare subito l’impresa e all’occorrenza anche il direttore dei lavori, concordare un sopralluogo per verificare l’entità del danno e accordarsi sul ripristino. Se la responsabilità del danno è dell’impresa o del direttore dei lavori, il cliente non è tenuto ovviamente a pagarne la riparazione. Normalmente non sono previsti rimborsi, ma se tale danno ne avesse causati di ulteriori, magari a livello condominiale, l’impresa, per tutelare il cliente, potrá aprire un sinistro con la propria assicurazione.

Quando è il caso di passare per vie legali se la ristrutturazione del negozio da parrucchiere è fatta male?

Le vie legali sono la via estrema da intraprendere, è sempre consigliabile tentare un’opera di mediazione con l’impresa, il progettista e il direttore dei lavori. Nel caso di mancato accordo tra le parti e di chiare responsabilità di uno di questi, allora il cliente per tutelarsi potrà avvalersi del proprio avvocato e chiedere una perizia tecnica che ne attesti le difformità.

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