Professional by Fama: il nuovo capitolo

Un passato di esperienza e un solido presente gettano le basi per un futuro di innovazione dell’azienda italiana che vanta una Academy che può accogliere 1000 partecipanti all’anno. 

Con più di 200 formule sviluppate ogni anno e 30mila saloni in oltre 40 paesi del mondo, Professional by Fama è stata recentemente acquisita da due manager bergamaschi, Simone Cavalli e Mauro Appiani, che, nonostante la pandemia, hanno confermato il piano di sviluppo quinquennale basato sull’ampliamento del business internazionale e innovazione.

Fondata negli anni Ottanta da Stefano Fadda e Dario Capillupo, l’azienda specializzata nei prodotti per capelli  è ora protagonista di un’acquisizione nell’effervescente settore cosmetico che, come dichiarano Cavalli e Appiani, “nasce dalla volontà dei due soci fondatori, ai quali saremo sempre grati, che hanno creduto in noi per la crescita futura dell’azienda e dalla struttura utilizzata per finanziare il deal, atipica per le dimensioni dell’azienda target”.  Un’operazione non comune nel panorama italiano, in cui gli acquirenti non sono società di private equity o multinazionali e la società cedente non è un’azienda di grandi dimensioni, ma una piccola/media impresa del settore bellezza.

Pur con le difficoltà di operare in un anno duro come il 2020, il management aziendale ha come obiettivo la crescita di PBF in termini di ricerca tecnologica avanzata, con un piano d’investimenti in grado di favorire la digitalizzazione dei processi produttivi per aumentare la competitività anche fuori dall’Italia. Il bacino internazionale attualmente rappresenta oltre il 70% del giro d’affari del gruppo, ma l’obiettivo è andare oltre questa soglia ed è con questa mentalità che all’inizio dell’anno è  stata costituita la prima filiale all’estero di Professional by Fama negli Stati Uniti, principale riferimento per i cosmetici professionali. E se in Italia il gruppo punta al consolidamento qualitativo, nel resto dell’Europa i paesi chiave sono Germania, Spagna, Regno Unito e Benelux, dove in futuro si rafforzerà la presenza con filiali dirette. Sui mercati asiatici, inoltre, la crescita farà leva sul networking e sull’esperienza pluriennale di consulenza dei nuovi soci.

Al centro dello sviluppo del brand c’è un piano strategico quinquennale che ha tra le prime azioni l’identificazione di una nuova unique selling proposition (“il Brand del colorista”) che il nuovo management basa sull’unicità del prodotto e su fondamenta come un piano formativo altamente specializzante, un’identità d’immagine distintiva e una nuova visione che si orienta sul sell-out. Queste strategie si sono subito rilevate vincenti, nonostante l’emergenza dettata dalla Pandemia, garantendo ai dipendenti – 50 a cui si aggiungono 30 consulenti stilistici internazionali – una solida stabilità nel percorso intrapreso: durante il lockdown la direzione tecnica di Professional by Fama ha organizzato seminari on line e formazione gratuita in Italia, come all’estero, nel tentativo di propiziare la ripresa dei Saloni PBF. 

 “Crediamo molto nella formazione e nel nostro mondo educational – concludono i nuovi soci – cerchiamo di arrivare sempre più a contatto con i nostri clienti nei diversi territori dove operiamo o vogliamo operare, attraverso una presenza diretta in eventi formativi di rilievo, organizzati nella nostra Accademia o nei poli di riferimento presenti nei rispettivi paesi di origine”.

Il business di Professional by Fama, infine, non dimentica la responsabilità green e punta a ridurre l’impatto della propria attività con un uso corretto e responsabile delle risorse disponibili, come si vedrà nella prossima campagna #PBF0impact. In questa direzione, PBF aderisce al progetto Impatto Zero di LifeGate – che calcola, riduce e compensa le emissioni di anidride carbonica con progetti di riforestazione in determinate aree (Italia, Costa Rica, Madagascar) – utilizza un impianto di depurazione delle acque di ultima generazione, e sceglie di utilizzare solo packaging riciclabili e spesso anche riciclati. E sempre in un’ottica Green, va ricordato che un anno fa è nato un brand alter-ego basato su uno sviluppo completamente sostenibile, per una label emergente (Bulbs and Roots) da cui si originano formulazioni Vegan.

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