Sanzioni Pos nei negozi da parrucchiere: facciamo chiarezza

Dopo molte discussioni, si è capito che le sanzioni Pos, nei negozi da parrucchiere e non solo, dal 1° luglio 2020 non sono entrate in vigore.

In Italia l’obbligo del Pos è attivo dal 2012 e, a oggi, riguarda attività commerciali come negozi, tabaccai, supermercati, pizzerie, ristoranti e bar. Rientrano tra le categorie interessate dall’obbligo anche lavoratori autonomi e liberi professionisti come avvocati, medici, idraulici, elettricisti, parrucchieri, estetisti, a prescindere dal regime fiscale adottato.

Sanzioni si o no?

Dal 1° luglio 2020 ci si aspettava l’introduzione di sanzioni per far rispettare l’obbligo di Pos, ma in fase di conversione in legge, è stato cancellato l’articolo 23 del Decreto Fiscale 124/2019 che prevedeva, in caso di mancata accettazione del pagamento tramite carta o bancomat di qualsiasi importo, una multa di 30 euro e una sanzione pari al 4% del valore della transazione negata al cliente.

Pertanto coloro che ancora non si sono dotati di Pos nei negozi da parrucchiere e di conseguenza non possono offrire ai clienti la possibilità di pagare tramite carta o bancomat non incorrono in nessuna sanzione, nemmeno dal 1° luglio 2020.

Aggiungiamo che, per quanto riguarda il provvedimento della Lotteria degli Scontrini, l’avvio è stato prorogato al 1° gennaio 2021. In prima battuta il DL Fiscale 2020 aveva introdotto una multa compresa tra i 100 a 500 euro per evitare che il commerciante rifiutasse di eseguire le comunicazioni necessarie per far partecipare il cliente al gioco. Con la legge di conversione, la sanzione è stata abolita e sotituita dalla possibilità di segnalazione, da parte del cliente, del rifiuto dell’esercente.

Bonus sulle commissioni

Sempre da mercoledì 1° luglio, è previsto un credito d’imposta nella misura del 30% dei costi (sia fissi che variabili) che si sostengono per l’installazione e la gestione dei dispositivi.

Il provvedimento è pensato per coprire le commissioni applicate dai prestatori di servizi di pagamento per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali e regolate con carte di credito, debito o prepagate o mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Il bonus è previsto per i commercianti e professionisti fino a 400 mila euro di ricavi o compensi. I provvedimenti attuativi di Entrate e Bankitalia hanno dettagliato che il fornitore del Pos deve comunicare all’esercente entro il 20 del mese successivo l’elenco delle operazioni tracciabili effettuate, il valore di quelle complessive e quelle riconducibili ai consumatori finali e le commissioni addebitate. In base a questi dati, i commercianti potranno determinare la base di costi sostenuti sulla quale applicare il credito d’imposta al 30%. Dal mese successivo a quello di riferimento, il credito potrà esser usato in compensazione tramite F24 e andrà riportato nella dichiarazione dei redditi, non concorrendo alla formazione né della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi né del valore della produzione ai fini dell’Irap.

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