Aprire un negozio da parrucchiere: piccola guida ai fondamentali

Un breve ripasso su cosa significa aprire un negozio da parrucchiere. Data per assodata la formazione necessaria, quali sono gli step successivi? Dalla burocrazia alle agevolazioni fiscali, ecco le cose fondamentali da sapere.

Aprire un negozio da parrucchiere

Aprire un’attività commerciale in Italia significa armarsi di coraggio e pazienza, l’iter può risultare lungo e complesso, ma non impossibile. In particolare, aprire un negozio da parrucchiere prevede una serie di passi specifici che, a prescindere dalla formazione necessaria indicata con chiarezza nell’Art. 3 della legge 174/2005, dal punto di vista burocratico possiamo sintetizzare in questo elenco:

  • apertura Partita Iva;
  • iscrizione al Registro delle Imprese;
  • comunicazione di Inizio Attività al Comune;
  • apertura posizioni INPS e INAIL;
  • permesso per esporre l’insegna;
  • messa a norma degli impianti e dei sistemi idraulici, elettrici, ecc;
  • messa a norma del locale in materia di igiene (nulla osta sanitario Asl), sicurezza, agibilità, destinazione, ecc;
  • pagamento dei diritti SIAE per la diffusione di musica.

I dettagli dei requisiti per aprire un negozio da parrucchiere sono specificati nelle normative regionali. A spiegarcelo è Davide Padroni, Responsabile Provinciale Torino e Regionale Piemonte di Cna Benessere e Sanità: “L’attività professionale di acconciatore deve essere esercitata in foma di impresa, quindi con una sede fissa cioè, per intenderci, un negozio. Non può essere svolta in forma ambulante o di posteggio. È pertanto necessaria la dichiarazione di inizio attività denominata Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il comune di competenza. A tale proposito suggerisco di consultare gli articoli 3, 4 e 6 del regolamento comunale di Torino, art. 7bis e 7ter inclusi”, che danno informazioni relative alle regole valide in Torino, ma che possono dare un’idea di massima anche per le altre città.

Esistono delle agevolazioni/finanziamenti per l’avvio di impresa a livello nazionale/regionale?

Per quanto concerne eventuali agevolazioni, ormai da molti anni non si prevedono incentivi a fondo perduto, mentre continuano a operare leggi sul credito agevolato come la Legge 34, l’artigiancassa e le eventuali leggi regionali là dove sono previste.

Nella Regione Piemonte, in particolare, opera ormai dal 2003 un progetto denominato MIP (Mettersi In Proprio). Questo si occupa di aiutare chi intende avviare un’attività di qualsiasi tipo, offrendo una consulenza per circa 3 mesi, che comprende l’affiacamento di un tutor, la predisposizione di un Bussines Plan e, per chi ha i requisiti, un piccolo fondo di 3mila euro. Inoltre, chi avvia un’impresa come ditta individuale può usufruire fino a un fatturato di 60 mila euro del regime fiscale forfettario. Regime che, calcolando anche i costi forfettariamente, tassa l’utile sul 20% e per quanto concerne l’INPS vede un abbattimento del 30%.

Che cosa si deve prevedere in più se si vogliono aggiungere i servizi di estetica?

Se si intende aggiungere l’attività di estetica, occorre avere una persona (socio o dipendente) che abbia l’abilitazione professionale di estetica Legge 1/90. Come per aprire un negozio da parrucchiere, occorre inoltrare una SCIA al comune, rispettando le norme igienico-sanitario previste per l’estetica.

Che pro e contro si hanno ad aprire in franchising?

Bisogna valutare attentamente le proposte, nel settore acconciatura i franchising sono moltissimi e diversissimi. In linee di massima, le case madri forniscono molti servizi e utility, ma occorre saper vagliare le condizioni che a volte possono risultare non del tutto convenienti. Indicativo che, dopo un notevole incremento dei franchising di settore negli anni passati, oggi si assista a un loro significativo ridimensionamento. Da parte nostra, come associazione, riteniamo sia importante, soprattutto per chi inizia questa attività, mantenere una propria autonomia imprenditoriale, sebbene rimanga di estrema importanza fare esperienze conoscendo diverse realtà, che possono tradursi non necessariamente nel franchising, ma anche in forme associate.

Quanti giovani oggi decidono in Italia di avviare un’attività come questa?

Purtroppo a riguardo non ci sono dati precisi, teniamo conto che il settore ormai da diversi anni invecchia sempre più. Se consideriamo che circa venti anni fa l’età media dei titolari di salone si attestava sui 37 anni, oggi siamo attorno ai 54, questo indica che sono veramente pochi i giovani che riescono ad aprire un attività oggi. Una situazione che dipende anche dallo stato economico generale, c’è indubbiamente molta meno disponibilità finanziaria e i genitori che diversi anni fa aiutavano i figli ad aprire un negozio oggi non riescono più.

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