Sondaggio Flexy: qual è la situazione dei saloni nella ripartenza?

I saloni di acconciatura e gli istituti di bellezza hanno attirato l’interesse dei media e sono stati portati sulle prime pagine dei rapporti relativi alla fine del lockdown. Flexy ha analizzato lo stato del settore dopo la riapertura.

Dopo un primo studio condotto durante il confinamento che ha delineato una fotografia a mezzi toni sul futuro della professione, Flexy ha deciso di evidenziare le conseguenze della crisi sanitaria sul settore dopo la riapertura.

L’indagine, condotta nel giugno 2020 su un campione di 730 esercizi tra saloni di acconciatura, estetiste e centri benessere, rivela alcune chiavi di lettura sui cambiamenti in atto nel settore. Con un po’ di ottimismo…

La riapertura dei saloni di acconciatura e degli istituti di bellezza è stata condizionata dal rispetto di un protocollo sanitario molto rigido redatto dal Ministero del Lavoro. Per quanto riguarda il budget, ognuno ha trovato a modo suo, la maniera di adattarsi a queste nuove direttive. Mentre la maggior parte dei saloni, il 46% dei saloni di acconciatura e il 59% degli istituti di bellezza hanno speso poco meno di € 500 per adeguare i propri esercizi, altri hanno preferito caricarlo sul flusso di cassa.

Tra i 500 e i 1000 € sono stati spesi in media da saloni di acconciatura e istituti di bellezza per equipaggiare i dipendenti e adattare il salone alle regole del distanziamento sociale.

Le difficoltà strutturali del settore principalmente a causa dei prezzi bassi sono stati portati alla ribalta. Parrucchieri ed estetiste hanno alcune delle tariffe orarie più basse per i servizi alla persona. L’impatto degli investimenti è stato un argomento che ha sollevato molte domande. I prezzi dovrebbero essere aumentati? È necessario applicare un costo aggiuntivo per compensare gli investimenti relativi alle misure sanitarie? Le risposte sono state diverse a seconda dell’esercizio, ma la stragrande maggioranza si è accordata sull’importo.

Tra € 1 e € 3 di partecipazione – “Tassa Covid” o aumento combinato – è l’importo richiesto da oltre i due terzi dei saloni di parrucchiere e degli istituti di bellezza. Mentre il 31% dei saloni di acconciatura ha deciso di non applicare un ricarico, il 67% degli istituti ha anche optato per l’ammortamento interno delle spese.

Presi d’assalto alla riapertura, i saloni hanno dovuto destreggiarsi tra gli appuntamenti per riuscire a soddisfare i numerosi clienti in attesa.
La prenotazione degli appuntamenti online, un alleato privilegiato dei saloni che volevano limitare le telefonate e ottimizzare senza sforzo i loro programmi, è cresciuta nel settore.

Infatti, le prenotazioni online hanno rappresentato il 21% degli appuntamenti presi nei saloni di acconciatura alla riapertura e il 40% per le estetiste.
La gestione del flusso di clienti nel rispetto dei vincoli sanitari è stata indubbiamente una delle sfide da affrontare alla riapertura dei saloni.
E se la prenotazione online è stata in grado di soddisfare le esigenze logistiche, questa funzionalità, con sui numerosi vantaggi, ha conquistato parrucchieri e gestori di saloni di bellezza.

Tra le altre cose, è stata in grado di rispondere alla messa in sicurezza degli appuntamenti.

Come assicurarsi che i clienti si presentino agli appuntamenti? Come fare in modo di non perdere entrate derivanti dalle cancellazioni dell’ultimo minuto? Argomento chiave: l’addebito in automatico per gli appuntamenti mancati.  

In questo periodo in cui gli slot per gli appuntamenti sono così preziosi, la prenotazione online è stata in grado di rispondere ai problemi e fornire soluzioni concrete.

Con l’automazione dell’invio di promemoria via SMS o anche il deposito cauzionale in fase di prenotazione, i professionisti della bellezza e dei capelli hanno trovato un sistema efficace.
Inoltre, la possibilità di addebitare il servizio online prima dell’appuntamento in salone, ha favorito la riduzione dei contatti interpersonali relativi all’incasso.

Mentre i saloni di acconciatura, la cui riapertura era stata attesa con impazienza alla fine del lockdown, hanno visto la propria agenda completa nell’85% dei casi, le spese di trattamenti estetici sono state messe in secondo piano dai francesi. Solo il 59% degli istituti di bellezza, infatti, ha registrato un fully-booked durante la prima settimana di ripartenza.
Per quanto riguarda l’adeguamento degli orari per regolare il flusso dei clienti e rispettare le regole di distanziamento sociale, il 98% dei saloni di acconciatura ha ripensato la propria agenda contro solo il 58% degli istituti di bellezza, che pertanto hanno – per il 42% degli intervistati – preferito mantenere gli orari e i giorni di apertura inalterati.

Per quanto riguarda il tema delle prenotazioni, è stata proprio la prenotazione online che ha preso il posto dei dipendenti in salone precedentemente addetti a questo aspetto e già molto impegnati nei servizi al cliente.
I responsabili dei saloni si sono adattati alle nuove regole sanitarie e la stragrande maggioranza afferma di essere piuttosto fiduciosa sulle prospettive purché le misure di distanziamento e protezione siano rispettate.

L’analisi economica mostra che il settore dell’acconciatura e della bellezza ha un enorme serbatoio di reale valore aggiunto e quindi un potenziale di crescita nonostante le difficoltà incontrate.
Tuttavia, gli imprenditori e i loro collaboratori dovranno fare ulteriori concessioni e sforzi per riuscire a stabilizzare la situazione e avviare una nuova curva di crescita.

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