Revenge beauty: il fenomeno della fase 2

Dopo la fine del lockdown le prenotazioni per i servizi di bellezza sono aumentante esponenzialmente, generando il fenomeno del revenge beauty.


Oltre al revenge shopping, la corsa agli acquisti per ricompensarne l’assenza durante la quarantena, il 18 maggio 2020 è scattato anche il revenge beauty, il fenomeno che ha visto esplodere le agende di parrucchieri ed estetisti.

Uala, sito a applicazione dedicato al mondo beauty leader nel Sud Europa, ha analizzato le prenotazioni nei primi giorni dopo la fine del lockdown, registrando un incremento esponenziale: gli appuntamenti confermati lunedì 18 maggio sono aumentati del +146% rispetto a un lunedì medio pre-Covid. Inoltre si sono anche moltiplicate le ricerche degli utenti (+167%) per trovare una disponibilità nei vari saloni presenti sul portale e app.

Generalmente vediamo volumi così importanti di ricerche e di prenotazione nei periodi caldi per il nostro business, come ad esempio le festività natalizie” racconta Alessandro Bruzzi, co-fondatore e CEO di UalaNei mesi del lockdown in tanti hanno riconosciuto il valore dei professionisti della bellezza di cui non hanno voluto più fare a meno, non appena è stato possibile. Il merito è stato anche di parrucchieri ed estetisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno impiegato in modo positivo le loro energie nei mesi di chiusura con tutorial, dirette social e messaggi rassicuranti sul lavoro di adempimento alla nuova normativa sanitaria. I numeri dimostrano che il ringraziamento dei clienti non sta tardando ad arrivare.”

Tra i molteplici trattamenti, i più richiesti per la prima settimana di apertura dei saloni di bellezza sono stati i servizi essenziali: taglio, colore e ceretta gambe e inguine per le donne; taglio capelli, foggiatura della barba ed epilazione dorso e spalle per gli uomini.
Manicure con semipermanente e pedicure è un altro servizio desiderato dalle donne, mentre gli uomini hanno prenotato epilazione ascellare e sopracciglia.

A quarantena conclusa le donne hanno trascorso mediamente 2,5 ore dal parrucchiere e un’ora e mezza dall’estetista. Gli uomini, invece, sono stati più rapidi: la permanenza media dal barbiere è di soli 45 minuti.

Per quanto riguarda le prestazioni effettuate, lo scontrino medio è lievitato: le donne hanno preferito trattamenti in combo, sostituendo servizi di mantenimento con sedute ex novo, più lunghe e costose. Mediamente, allo scadere della quarantena hanno speso 32 euro dall’estetista e 67 dal parrucchiere, contro i – rispettivamente – 21 e 45 euro medi prima dell’emergenza Coronavirus. Invariato lo scontrino medio degli uomini che hanno investito circa 30 euro per la loro bellezza.

La corsa ai saloni non è stata omogenea in Italia: in cima alle regioni che hanno registrato un’impennata nelle prenotazioni c’è la Campania, seguita da Lombardia, Lazio, Piemonte e Toscana.

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