Riapertura dei parrucchieri: i racconti da Sardegna e Alto Adige

A una settimana dalla riapertura dei parrucchieri in Sardegna e Alto Adige, Estetica ha raccolto le voci di alcuni dei primi pionieri della fase 2 della coiffure.


Come il primo giorno di lavoro. Stesso entusiasmo, stessa eccitazione. Così è stato definito il primo giorno di riapertura dei parrucchieri dai titolari che abbiamo intervistato al loro rientro. Come sappiamo, in alcuni comuni della Sardegna e in Alto Adige gli acconciatori hanno infatti potuto aprire per primi. Il 18 maggio segna la ripartenza per tutte le altre regioni italiane che, dopo l’emissione delle linee guida da parte dell’Inail, possono decidere in autonomia come gestire le aperture delle attività commerciali, nel rispetto della sicurezza.

(Salone Centro Degradé Conseil – Olbia)

“È stato bellissimo rivedere le nostre clienti tornare alla normalità” dichiara Adriana Serra, responsabile formazione del Centro Degradé Conseil (partner L’Oréal Professionnel e Kérastase) a Olbia. “Molte di loro ci hanno detto che finalmente adesso si riconoscono, che abbiamo ridonato loro la felicità”. Concorda Michela Paparella, titolare del Salone Estrò, partner L’Oréal Professionnel, a Bolzano: “è stato come tornare al primo giorno di lavoro, ma la risposta delle clienti ci ha ripagato”. “Riprendere le attrezzature in mano mi ha fatto effetto, molto di più che al rientro di una vacanza” racconta Gabriele Careddu, titolare del salone Careddu Parrucchieri a Olbia e partner Wella. “Sono contento di riaprire finalmente, anche se per noi non è cambiato molto il modo di lavorare” ci spiega Armin Wenter, titolare del Salone Valentino a Merano, partner Wella. L’entusiasmo per la riapertura dei parrucchieri quindi non manca, ma sono tutti consapevoli che le prime settimane saranno intense, soprattutto per la necessità e il desiderio di accontentare tutte le clienti, rassicurarle, farle stare bene.

Nuovo significato al benessere in salone

In questo momento il salone deve aggiornare il concetto di benessere. La coccola e l’attenzione alla cliente passano attraverso gesti di rassicurazione nuovi: cura dell’igiene e garanzia delle distanze di sicurezza sono i primi provvedimenti rispettati. “Nel mio caso, avendo un salone di 140 metri quadri, sono stata facilitata, avevamo già spazio, da 14 postazioni siamo passati a 9 operative” racconta Adriana. “Tempo fa ho unito due locali, quindi oggi possiamo avvantaggiarci di due toilette e due ingressi”.

Michela ci spiega che “in 100 metri quadri ci siamo organizzati bene, possiamo servire 4 clienti contemporaneamente e lavoriamo tutte. Facciamo orari più lunghi rispetto a prima, dalle 7 alle 19, ma abbiamo verificato che il ritmo è giusto: con tempi più dilatati e meno clienti per volta il lavoro è meno pesante”.

Gabriele racconta come ha modificato il suo negozio: “il salone è di oltre 100 metri quadri, ho liberato la sala d’attesa, ho creato delle cabine per le postazioni lavoro. A Calangianus, dove abbiamo un salone su tre piani, abbiamo aperto il terzo piano che solitamente è inutilizzato. Infine abbiamo sostituito le riviste con gli i-Pad, così possiamo disinfettarli”. Tutti ovviamente hanno provveduto a rifornirsi di dispositivi di protezione monouso – guanti, mascherine, mantelle – di pari passo con un’attenta igienizzazione, la custodia degli indumenti in guardaroba dentro buste di plastica apposite.

Armin ci spiega che per lui “igiene e pulizia erano molto importanti anche prima, molte delle precauzioni richieste le seguivamo già di nostra iniziativa, si è aggiunta la sanificazione all’ingresso della cliente, perché per quella delle attrezzature eravamo già organizzati”.

Un meticoloso lavoro di organizzazione

Tutti i nostri intervistati hanno preparato il rientro con cura. Sia dal punto di vista della relazione con la clientela, sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro. Per il primo aspetto, fondamentale il ruolo dei social media, come ci racconta Gabriele: “siamo stati vicini alla clientela grazie a social e chat, abbiamo aderito al programma di Wella che recapitava a casa il kit colore dopo una prima consulenza con noi”.

Stessa modalità di contatto social per Armin, molte telefonate per Michela, tante videocall su Zoom per Adriana. Dal punto di vista più strettamente professionale, tutti hanno dedicato tempo alla formazione, a supportare il proprio team nelle questioni burocratiche per i sostegni economici, alla formulazione delle norme di sicurezza per il rientro. Adriana, per esempio, ha fatto riferimento al protoccolo elaborato dal Centro Degradé Conseil, Michela è stata seguita dalla CNA, Gabriele e Armin hanno avuto il supporto di Wella.

Nessuno dei nostri intervistati ha messo a punto particolari iniziative marketing durante il lockdown, mentre Michela, con l’intento di alleggerire un po’ il rientro, ha lanciato sui suoi canali social l’hashtag #ripartiamobellissime: “a fine servizio diamo alla cliente un foglietto bianco su cui può scrivere il proprio messaggio positivo e le facciamo una foto che poi pubblichiamo su nostri social. La foto più votata entro metà giugno darà diritto alla cliente di usufruire di un buono da usare qui in salone”.

(Salone Estrò, Bolzano)

Cosa è cambiato?

Dopo pochi giorni di riapertura, i nostri intervistati hanno già percepito quali cambiamenti dovranno affrontare, alcuni a breve termine, altri forse più duraturi. Gabriele Careddu, per esempio, riflette su quanto sia cambiata la comunicazione con la cliente: “la mascherina ci fa riscrivere i codici del linguaggio non verbale, privandoci del sorriso ci rende più difficile misurare la soddisfazione della cliente, dobbiamo farci bastare gli occhi. Anche fra noi colleghi è più difficile comunicare e stabilire intese, ci fa sentire come dei robot, se fai una battuta non sai mai quanto sia davvero gradita”.

Secondo Adriana il parrucchiere dovrà diventare ancora di più imprenditore: “non è più possibile imrpovvisare, sarà sempre più necessario pianificare, organizzare il flusso di lavoro”. Una visione che condivide Armin: “i prossimi mesi saranno duri perché dovremo mantenere alta la concentrazione, con grande volontà dovremo prestare molta attenzione al livello di qualità del nostro servizio. Una modalità che non sono sicuro tutti riusciranno/vorranno tenere sul lungo periodo”.

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