Il 4 luglio sarà l’Independence Day in UK?

I saloni di acconciatura in molti paesi europei stanno sperimentando la gioia e lo stimolo della riapertura dopo settimane di chiusura forzata, mentre l’intero settore in UK è impantanato in uno stato di ambiguità e di incertezza. 


Le acque si sono un po' mosse negli ultimi giorni. Dopo circa 7 settimane di lockdown, tutti gli inglesi aspettavano con impazienza di scoprire quale avrebbe potuto essere il progetto di Boris Johnson per un ritorno a “una nuova normalità”. La risposta è arrivata domenica scorsa tramite un messaggio preregistrato dai toni schietti, ma disordinato e confuso nei contenuti che mancavano di qualsiasi tipo di chiarezza.

La situazione è sembrata più chiara lunedì di questa settimana, quando è stato pubblicato un documento di 50 pagine che delineava una tabella di marcia verso un graduale e cauto allentamento del blocco in Inghilterra – subordinata alla previa verifica di 5 livelli di rischio – che prevede una parziale riapertura delle le scuole primarie, degli asili e dei negozi dal 1 giugno in poi.

Ai saloni non resta che aspettare

Il trend in gran parte dell’Eurozona è stato quello di far riaprire i saloni di acconciatura nelle prime fasi di allentamento del lockdown. Già in Germania, in Svizzera, in Spagna e in molte altre nazioni europee, infatti, i saloni stanno riprendendo gradualmente i battenti. La Francia e l’Italia saranno le prossime a seguirne l’esempio – tutte ovviamente nel rispetto di restrizioni e regole che variano nei dettagli da paese a paese, ma che in sostanza si focalizzano sul senso pratico del rispetto reciproco, oltre alle misure riguardanti l’igiene e le protezioni personali.

Per chi come noi ha un occhio attento alla situazione nel resto d’Europa pareva normale che lo stesso criterio venisse applicato anche in UK, con i saloni tra i primi esercizi a riaprire. È stato quindi un duro colpo per tutti noi sentire il Primo Segretario di Stato, Dominic Raab, annunciare che in UK la data prevista è il 4 luglio: “A partire dal 4 luglio, e non prima, ci occuperemo degli altri settori incluse l’ospitalità, ma anche la cura della persona e categorie come i parrucchieri,” ha dichiarato a Kay Burley di Sky News.

La reazione del settore

La decisione di rimandare la riapertura ai primi di luglio significa che fino alla data dell’effettiva ripartenza i saloni resteranno chiusi per quasi tre mesi e mezzo.  La reazione dei professionisti inglesi, in toto, è stata un misto di rabbia e sdegno, in particolare perché nei blocchi di riapertura i saloni sono stati associati a servizi per il tempo libero come bar e ristoranti, anziché agli altri servizi professionali.

“Ma come si possono associare saloni di acconciatura e servizi per il tempo libero?”, commenta Tony Rizzo, Sanrizz e Fondatore dell’Alternative Hair Show. “I saloni professionali sono molto più protetti delle altre categorie di esercizi con le quali siamo stati raggruppati sotto il capello di Servizi alla Persona. Anche prima del lockdown come procedura standard – noi in Sanrizz avevamo misure di sicurezza già attive. I clienti venivano fatti sedere a distanza di 2 metri l’uno dall’altro, venivano indossate le mascherine, camici e asciugamani venivamo imbustati dopo ogni cliente, e tutta la strumentazione sterilizzata dopo ogni servizio. Quando ci daranno il via libera tutto il nostro staff sarà dotato di misure di protezione personale per la propria sicurezza e quella dei clienti in salone. L’estensione della chiusura sta dando l’opportunità ad alcuni freelance di mettere in pericolo la vita dei loro clienti e di rovinare così il nostro business”.  

Errol Douglas MBE ritiene che al comparto sia stata mostrata una totale mancanza di rispetto da parte del Governo: “In qualità di acconciatori professionisti contribuiamo all’economia con un impressionante giro d’affari pari 2 miliardi di sterline spiega. “Le persone stanno richiedendo a gran voce i nostri servizi – basta accendere la radio o fare un giro sui canali televisivi per comprenderne la portata. Voglio riportare le persone al lavoro di nuovo e pensare che non potremo farlo fino a estate inoltrata è impensabile. Siamo forse una delle categorie professionali più igieniche al mondo, ci laviamo le mani dopo ogni cliente, lo abbiamo sempre fatto, e ogni cliente da sempre riceve un camice nuovo. Abbiamo fatto training per cinque anni e passa per apprendere come prenderci cura delle persone e anche su questo si può fare affidamento per tornare a farlo bene”.

Mantenimento dell’organico

Inoltre, abbiamo appreso ieri dal Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, che il programma di conservazione del lavoro (forlough scheme) del Governo verrà esteso da fine giugno a fine ottobre e mantenuto al ritmo attuale dell'80% degli stipendi fino a £ 2.500 al mese.

La buona notizia sia per i dipendenti sia per i datori di lavoro è che, specialmente a partire da luglio, il provvedimento contemplerà l’opzione di un ritorno al lavoro in regime di part-time, che vedrà Governo e imprese dividersi le spese del salario. Tuttavia, la maggior parte delle fonti ufficiali nel nostro settore stima che il 60% dei parrucchieri britannici sia libero professionista, rendendolo di fatto non ammissibile al programma del Governo. Mentre alcuni lavoratori autonomi che attualmente non sono in grado di lavorare possono richiedere di rientrare nel Programma di Sostegno al Reddito Autonomo che offre l'80% dei profitti mensili medi fino a £ 2.500 al mese, molti liberi professionisti nel nostro settore non sono stati inclusi in alcun programma di sostegno al reddito, oppure hanno scoperto che il loro diritto ammonta a cifre minime. Inoltre, non ci è dato di sapere – ad oggi – se il programma di sostegno sarà esteso ai lavoratori autonomi oltre giugno.

Siamo costretti ad aspettare l’evolversi della situazione. In alcuni paesi in Europa il Governo ha dato direttive che prevedevano la riapertura dei saloni in determinate date che poi sono state anticipate quando è stata successivamente effettuata una valutazione adeguata delle modalità di attuazione delle misure di protezione personale e di distanziamento sociale. Speriamo che lo stesso criterio verrà applicato in UK e che il giorno della ripartenza possa rivelarsi ben più vicino del 4 luglio.

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