Parrucchieri e barbieri: 5 domande al presidente Conte

Mentre in Italia i saloni d'Acconciatura hanno ancora come data di apertura il primo di giugno, in molti paesi europei sono già aperti (Svizzera, Austria, Germania, Spagna..) o stanno per aprire (in Francia tra una settimana).


La contestazione – soprattutto nelle regioni meno colpite dai contagi – sale in modo evidente. Così come l'insofferenza per non avere conoscenza certa e definitiva dei protocolli igienico-sanitari da applicare in salone. Intanto utenze, affitti, tasse e imposte continuano ad accumularsi. Oltre un terzo dei saloni rischiano di non riaprire e centomila addetti potrebbero alimentare la moltitudine di disoccupati (come ha denunciato Cosmetica Italia).

Se i parrucchieri potessero instaurare un dialogo diretto con il governo e con la 'task force' tecnico-scientifica, avrebbero indubbiamente molti quesiti da porre. Ne abbiamo dibattuto in diretta Facebook proprio ieri.

Cerchiamo di farne una sintesi, proprio sulla base di quanto abbiamo premesso:

1- In tutti i principali paesi europei gli acconciatori conoscono da giorni il protocollo da applicare per la riapertura dei saloni. In Italia non ancora. Perché non adottare quello che sembra più adatto (o stringente, se serve) e diffonderlo tempestivamente a parrucchieri e barbieri per potersi preparare in modo conseguente?

2- In Francia i saloni -come tutte le altre attività- apriranno 'a tranche' a seconda di appositi parametri ideati per distinguere le aree meno a rischio (zone verdi), da quelle non ancora stabilizzate (arancio), a quelle ancora troppo esposte al contagio (rosse). Perché non adottare in Italia un criterio simile (e di facile comprensione) per la ripresa delle attività produttive e quindi anche per le riaperture degli esercizi commerciali?

3- In attesa di poter aprire -e a maggior ragione quando si aprirà- la concorrenza sleale e pericolosa dei cosiddetti 'acconciatori abusivi a domicilio' (aumentando proprio durante la pandemia), va circoscritta e possibilmente annullata. Per la sicurezza e la salute di tutti. Come si pensa di intervenire in merito?

4- Perché lasciare al buon cuore delle regioni la decisione di erogare un contributo a fondo perso anziché prevederlo sin da oggi per tutte gli esercizi di parrucchiere e barbiere, in modo da poter affrontare i costi per tutte le opere, le attrezzature e i materiali che saranno previsti nei nuovi protocolli per la riapertura in sicurezza dei saloni?

5- Il pagamento di tasse e imposte mensili attraverso gli f24 è stato prorogato, ma presto moltissimi parrucchieri e barbieri si troveranno a dover affrontare un esborso al di sopra delle loro residue possibilità. Perché non sospendere il pagamento degli f24 almeno fino a dicembre in modo da dare ossigeno e speranza ai saloni italiani in un anno che si annuncia difficile da traguardare?

Grazie, presidente Conte, per quanto vorrà rispondere ai 130mila parrucchieri e barbieri italiani.

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