Riapertura in Francia dei saloni: intervista esclusiva a Franck Provost

In attesa di ricevere le norme sanitarie e di lavoro ufficiali autorizzate dal Governo francese, Estetica ha intervistato Franck Provost, che ha elencato le principali linee guida depositate.


Ieri pomeriggio il Primo Ministro francese Edouard Philippe ha illustrato al Parlamento l’uscita a “colori” dal confinamento. A partire dall’11 maggio le attività, a seconda che si trovino in aree “rosse” (aree critiche) o “verdi” (pronte alla riapertura), potranno riaprire, a condizione, però, che i flussi e il numero di persone all'interno degli esercizi siano adeguatamente organizzati. Obbligatoria, inoltre, la mascherina per dipendenti e clienti. Restano esclusi i centri commerciali di dimensioni superiori a 40.000 m2. Le norme sanitarie obbligatorie saranno dettagliate nelle Guides et Fiches Métier suddivise per settore e convalidate dal Ministero della Salute entro l'11 maggio.

Franck Provost, presidente del Conseil national des entreprises de coiffure (CNEC), e Christophe Doré, primo vicepresidente di Unec, hanno lavorato di comune accordo con le varie parti sociali, tra cui Aésio, dall'inizio della crisi sanitaria, al fine di proporre al governo un protocollo completo che consenta una rapida ripresa dell'attività dei saloni a partire dalla riapertura dell'11 maggio. Questo documento è stato sottoposto congiuntamente al Ministero della Sanità e al Ministero del Lavoro lo scorso venerdì 25 aprile.

In attesa di ricevere le norme sanitarie e di lavoro ufficiali autorizzate dal Governo questa settimana, che stabiliscano definitivamente i protocolli da attuare, abbiamo intervistato Franck Provost, che ci ha elencato le principali linee guida depositate.

Tutto il comparto è in attesa della convalida di questi documenti che consentiranno ai saloni o da chi lavora a domicilio di organizzare la ripartenza dall'11 maggio. Pensi che potremo avere una conferma questa settimana?

Innanzitutto, vorrei ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti e impegnati in questo documento di lavoro. Ho consultato di mia sponte dall'inizio della crisi tutti i grandi proprietari del franchising per raccogliere le loro opinioni e aspettative. Insieme a Christophe Doré, primo vicepresidente di Unec e ai rappresentanti di Mutual Aésio, ma anche ai vari sindacati e ai maggiori fornitori del settore, abbiamo definito di comune accordo le nostre linee guida per la riapertura dei saloni. Le consultazioni fatte a priori, proprio nelle primissime fasi, ci hanno permesso di proporre un documento completo e realistico che, spero, sarà approvato o modificato dai Ministeri competenti. La buona organizzazione del nostro settore ha dimostrato la capacità di procedere in modo molto efficace. Speriamo di ricevere la convalida entro questa settimana per permettere a tutti i saloni francesi di prepararsi per la prossima riapertura nel migliore dei modi.

Puoi delinearci le linee principali di questo protocollo sanitario?

In primis c’è la sicurezza dei dipendenti, che è fondamentale. Chiederemo a tutti loro la massima attenzione nel rispetto dei protocolli sanitari al fine di prevenire una seconda ondata di contagi. Per gli acconciatori sarà, quindi, obbligatorio indossare mascherina e occhiali, e per i barbieri, oltre alla mascherina, anche la visiera. L'uso dei guanti è stato dibattuto a lungo con gli scienziati e non sarà obbligatorio, ad eccezione dei servizi tecnici come la colorazione.

Dopo ogni cliente, il parrucchiere dovrà disinfettare tutta la sua area di lavoro, i suoi strumenti, dovrà lavarsi le mani e cambiare i presidi di protezione. Tutti questi gesti dovranno essere accuratamente standardizzati dalle informative e dalle segnaletiche presenti nei saloni in modo che ogni dipendente segua le istruzioni alla lettera. Una seconda ondata sarebbe un vero e proprio disastro per il settore.

Tutti i servizi saranno possibili nei saloni non appena riaprirà?

Sì, tutti i servizi saranno possibili. Ci siamo posti la domanda in merito ai servizi di barbering. Abbiamo confrontato le situazioni nei diversi paesi e abbiamo utilizzato diversi studi scientifici per valutare correttamente la situazione. Il presidio più importante è, e sarà, quello di indossare la mascherina. La stessa sarà accompagnata da una visiera per barbieri per proteggerli dagli eventuali schizzi legati all’utilizzo del rasoio. I saloni di acconciatura apriranno contemporaneamente agli istituti di bellezza che si trovano ad affrontare problemi simili relativamente ad alcuni servizi.

E quali sono le misure per i clienti?

Per quanto riguarda il protocollo sanitario da attuare per accogliere i clienti, per prima cosa si riprendono i gesti di protezione che già conosciamo. I clienti devono lavarsi le mani quando entrano o disinfettarsi con il gel idroalcolico. L’ideale sarebbe che portassero una maschera con elastici posizionati dietro le orecchie per consentire al parrucchiere di lavorare agevolmente. Abbiamo discusso a lungo sulla fornitura di mascherine direttamente da parte dei saloni, ma se guardiamo le cifre di 1 milione di clienti al giorno (anche se sono numeri pre-crisi) non saremo in grado di fornire a tutti le protezioni. È per questo motivo che abbiamo preferito questa opzione, in modo da non mettere in difficoltà i saloni. Il cliente utilizzerà un accappatoio monouso oppure lavabile in lavatrice con detergente disinfettante e poi asciugato in un'asciugatrice.

L'organizzazione del salone deve prevedere una distanza di 1 metro tra ciascuna postazione per lo styling e l'uso di una postazione lavatesta su due. Gli shampoo saranno obbligatori. Ogni cliente deve venire da solo all'appuntamento per non ingombrare gli spazi. Il numero di persone all’interno di un salone non è limitato perché tutto dipenderà dalla sua dimensione. A determinare il numero massimo di persone che potranno stare in ogni salone contemporaneamente sarà la distanza che questi potranno mantenere.

L’organizzazione sarà estremamente importante. Le prenotazioni degli appuntamenti saranno obbligatorie e l'ampliamento degli orari di apertura dovrà essere rivista per garantire a ciascun cliente di essere ricevuto in condizioni ottimali.

Finanziariamente, tutti questi protocolli sanitari hanno un costo non indifferente per il salone. Consigliate di adeguare le tariffe di conseguenza?

In effetti, abbiamo stimato che queste nuove norme igieniche costeranno tra i 2 e i 3 euro per ogni cliente. Spetterà a ciascun professionista decidere come rientrare di questo costo. Molte aziende che hanno già avuto scarsa liquidità prima della crisi saranno certamente costrette ad addebitare questi costi se desiderano mantenere i propri margini. A Provalliance, il costo di questo kit di igiene sarà di circa 2 euro. Ogni associato sarà libero di addebitare o meno questi costi aggiuntivi alla cliente.

Consultando forum e social network, sentiamo preoccupazione tra i parrucchieri in merito alla salute, ma anche alla sostenibilità della loro attività. Quale messaggio vorresti inviare loro oggi?

È perfettamente legittimo che i parrucchieri siano preoccupati per la loro salute perché siamo in stretto contatto con i clienti. È molto importante parlarne liberamente. In Provalliance, abbiamo aperto un account Facebook dedicato al confronto tra dipendenti in modo che tutti possano esprimere preoccupazioni e aspettative. Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza di tutti. Ma ciò richiede responsabilità e vigilanza di ciascuno di noi. L'attenzione al rispetto dei gesti sanitari di ciascuno aiuterà l'intero settore ad andare avanti senza rischiare una seconda ondata.

È chiaro che dovremo adattarci a nuovi gesti igienici che, in alcuni casi, saranno di lunga durata. La ripresa richiederà sforzi da parte di tutti noi, ma la nostra professione è essenziale per la vita sociale ed economica del nostro paese.

Recenti sondaggi condotti sulle aspettative dei consumatori dopo il lockdown, mostrano che il 59% dei francesi desidera tornare dal proprio parrucchiere. Molti articoli e reportage televisivi hanno messo in luce la nostra professione. È molto incoraggiante per la nostra professione ma anche per l'intero settore di attività. Questa crisi ci ha insegnato che dovremo adattarci. E tutti insieme ci arriveremo!

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