Nuove strategie di business 1 // Negozi da parrucchiere uniti per riaprire con successo

Tanti acconciatori stanno pensando a come poter risollevare il proprio business dopo la chiusura forzata. Negozi da parrucchiere uniti per riaprire con successo è quello che propone Michele D’Angelo.


di Daniela Giambrone

L’emergenza Coronavirus ha obbligato i negozi da parrucchiere a una chiusura forzata e giustamente gli acconciatori stanno pensando a nuove strategie di business per ripartire. Chi è convinto che questo periodo sia un’opportunità per ripensare e migliorare l’attività è l’acconciatore Michele d’Angelo: negozi da parrucchiere uniti per riaprire con successo è la proposta che sta suggerendo sui suoi social e che sta riscuotendo notevole interesse da parte della categoria.

“Oggi in Italia ci sono 75.000 saloni aperti, cui si sommano tutti quei parrucchieri che lavorano abusivamente da casa. Un’offerta sproporzionata rispetto alla popolazione”. Con queste premesse e con la situazione di crisi generata dall’emergenza Coronavirus, secondo Michele D’Angelo è necessario ripensare la propria attività alla base. “La categoria dei parrucchieri è molto individualista, ma è venuto il tempo di mettere da parte il nostro ego per pensare diversamente”. L’alternativa alla chiusura, soprattutto per i saloni medio-piccoli, sta nei negozi da parrucchiere uniti.

Appoggiandosi alla formula già normata dell’affitto di poltrona, Michele d’Angelo suggerisce ai piccoli imprenditori di farsi ospitare all’interno di un salone più grande. “All’inizio si può pagare l’affitto della poltrona, condividere le spese e fare un periodo di prova per sei mesi. Se la formula funziona, l’affitto di poltrona si può trasformare nell’apertura di una società e nella partnership fra due professionisti, ognuno con la propria partita IVA”.  Un’idea di coworking che abbiamo vista già realizzata all’estero in questo nostro articolo.

Quali possono essere le difficoltà per questo tipo di sodalizio?

Molti colleghi vedono i punti di vista diversi come ostacoli. Secondo me sono invece una ricchezza e un’opportunità di crescita. Le vedute e le competenze diverse possono diventare specializzazioni, diversificazioni del business.

Quali sono invece i vantaggi?

La condivisione delle spese è sicuramente il primo, ma anche la suddivisione delle competenze e quindi l’ampliamento della clientela. L’unione di più professionisti in uno stesso spazio è una soluzione adottata già da tempo in molti paesi europei e negli Usa. Perché dovrebbe funzionare per avvocati o dentisti e non per noi parrucchieri?

Quali scenari prevede per il rientro?

Questa emergenza è un’occasione per capire che il settore è cambiato. Vedo due possibilità per noi parrucchieri al rientro. La prima è quella di trasformare il salone in un salotto di lusso, un luogo dove oltre ai servizi coiffure ci siano anche altri tipi di servizi che una clientela agiata è disposta a pagare. La seconda è quella di aprire piccoli saloni super specializzati solo in piega. La piega è un servizio che solitamente non rende in salone, ma se diventa l’unica proposta, offerta in tempi veloci e con attrezzature e prodotti ad hoc, può diventare un’occasione di business interessante. Che, fra l’altro, non va in conflitto con l’unione dei saloni: potrebbe diventare un servizio tecnico specifico ospitato in un corner del salone.

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