Ristrutturazione: costi e agevolazioni fiscali per il negozio da parrucchiere

Quando si affronta una ristrutturazione, sapere quali sono costi e agevolazioni fiscali per il negozio da parrucchiere può aiutare a condurre i lavori in modo corretto e, soprattutto, a risparmiare qualcosa.


di Daniela Giambrone

Che si tratti di un’apertura o di un rinnovo locali, la ristrutturazione di un salone di acconciatura è sempre un’operazione impegnativa, sia per la gestione dei lavori sia per le spese da affrontare. Abbiamo chiesto all’architetto Paola Ugaglia – titolare dello studio Olinda Architettura Sostenibile specializzato in bioarchitettura con base a Torino e ad Asti – qualche informazione per sapersi orientare fra costi e agevolazioni fiscali per il negozio da parrucchiere.

“Prima di iniziare una ristrutturazione – raccomanda Paola – sarebbe opportuno confrontarsi con un professionista in modo da capire se gli interventi che si intendono affrontare facciano parte di quelli che beneficiano delle detrazioni fiscali. Questo è importante soprattutto perchè la fatturazione e i pagamenti devono essere predisposti in modo opportuno per portare gli importi in detrazione (nello specifico le diciture inserite in fattura e il pagamento con modalità corretta). Inoltre, a prescindere dalle detrazioni, alcuni interventi, seppur possano sembrare minori (come per esempio dei semplici tramezzi in cartongesso), richiedono la redazione di una pratica edilizia e di un aggiornamento catastale. Se non si adempie a tali doveri, oltre a rischiare delle sanzioni, si rischia di perdere anche eventuali detrazioni fiscali che diversamente sarebbero legittime”.

Quali sono le agevolazioni fiscali per il negozio da parrucchiere, a parte quella degli infissi che molti conoscono?

Gli strumenti principali che consentono di usufruire delle detrazioni fiscali sono le detrazioni per interventi di miglioramento dell'efficienza energetica e quelli per la ristrutturazione edilizia (con annesso bonus mobili). Purtroppo questo ultimo strumento è destinato solo alle unità aventi destinazione d'uso residenziale, quindi per le attività commerciali è opportuno avvalersi del primo strumento
La detrazione fiscale per il miglioramento dell'efficienza energetica comprende:

  • la sostituzione degli infissi
  • la sostituzione del generatore di calore con altro a maggior efficienza energetica (per esempio caldaie a condensazione o pompe di calore)
  • l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria
  • la sostituzione di scaldacqua tradizionali con altri in pompa di calore
  • la coibentazione delle pareti o dei solai disperdenti verso ambienti non riscaldati, come per esempio il pavimento verso la cantina, magari intervenendo sull'intradosso della cantina
  • le schermature solari come per esempio le tende a protezione delle vetrine.

È importante pianificare bene gli interventi perchè anche alcune opere al contorno, strettamente collegate all'intervento da detrarre, possono essere portate in detrazione, come per esempio la fattura dell'elettricista che interviene su un impianto per garantire l'alimentazione elettrica del nuovo generatore di calore, o le opere murarie necessarie per l'installazione di nuovi infissi, ecc.

C'è differenza nelle agevolazioni a seconda della location del locale da ristrutturare (condominio, piano strada, locale in centro…)?

Per gli interventi nelle singole unità immobiliari non c'è differenza tra le differenti location, tuttavia le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia riservati alle unità abitative possono essere detratti dai condomini se riguardano le parti comuni dello stabile: quindi eventuali lavori, per esempio sulle facciate (pulizie, ripristini, tinteggiature), se affrontati dal condominio sono spese che possono essere detratte dal condominio con beneficio diretto per tutti i condomini che condividono le spese.

Quali sono i costi, in media da sostenere, in caso di ristrutturazione senza agevolazioni e quali invece con le agevolazioni?

Gli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali consentono di recuperare dal 50 % al 65% della spesa in 10 anni e, in aggiunta alle spese di intervento, ci sarà il costo della pratica da inviare all'Enea, che normalmente viene predisposta da un professionista (in alcuni casi particolarmente semplici può anche essere fatte in autonomia, come per esempio con i serramenti). Di solito la pratica per la trasmissione all'Enea dei dati per la detrazione fiscale ha un costo che può andare dai 150 € ai 500 €, a seconda dell'intervento da portare in detrazione, ed è anch'essa detraibile.

A che tipo di professionisti è necessario affidarsi per garantirsi un percorso burocratico e di realizzazione regolare e (possibilmente) senza intoppi?

Normalmente gli interventi di ristrutturazione che prevedono una detrazione fiscale possono essere seguiti da professionisti quali gli architetti o i geometri. È importante pianificare fin dall'inizio quali interventi si intende eseguire con particolare attenzione a quelli che si possono portare in detrazione. La fatturazione degli interventi va monitorata dal professionista di modo che siano distinti in fattura gli interventi che si porteranno in detrazione da quelli per i quali non è prevista alcuna detrazione e, allo stesso modo, i pagamenti dovranno essere eseguiti in modo da essere tracciati (non necessariamente con bonifico per i titolari di reddito di impresa).

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