Coronavirus: nuove disposizioni in arrivo per acconciatori ed estetiste?

Saloni aperti a condizione che si rispetti un metro di distanza tra le clienti. In altri casi la chiusura è obbligatoria. Molte aziende big del settore si appellano al buonsenso.


Restare aperti o chiudere il salone? È questo il dilemma che si pone il parrucchiere. Ogni giorno l’emergenza Coronavirus cambia le carte in tavola, ed è difficile stare dietro ai decreti e alle comunicazioni, talvolta non chiare o contradditorie a causa della diffusione di informazioni non complete.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020 dice che le attività commerciali, e quindi i parrucchieri, possano tenere aperto il salone: “Sono consentite tutte le altre attività commerciali a condizione che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone.” Chiusi invece i saloni dei centri commerciali nelle giornate festive e prefestive: “Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari”.

Dall’altro lato, Confestetica ha inviato una circolare con i provvedimenti riguardanti i centri estetici: dato il rapporto ravvicinato con la clientela e la tipologia di trattamenti sono equiparabili ai centri benessere e quindi devono rimanere chiusi: “Ai centri estetici non è consentito svolgere la propria attività (trattamenti estetici) in quanto non sono in grado di garantire il rispetto della distanza di almeno un metro tra i clienti ed estetiste” spiega Roberto Papa, segretario generale di Confestetica.

E allora come devono comportarsi i parrucchieri?

Neanche il rapporto tra parrucchiere e cliente rispetta la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Secondo Confartigianatobergamo.it: “L’orientamento è quello di consentire ad acconciatori, estetisti e tatuatori di esercitare l’attivitàa condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a  evitare assembramenti  di  persone,  tenuto  conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al  pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.”

Parallelamente la Lombardia pensa al blocco totale per 15 giorni, “è arrivato il momento di inasprire, di fermare anche il trasporto, i negozi e le attività produttive” ha dichiarato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. E altre regioni si preparano a chiudere per l’emergenza coronavirus: “Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso” ha detto il presidente del Piemonte Alberto Cirio.

Dall’altra parte altre regioni hanno già preso in autonomia delle decisioni in merito, predisponendo la chiusura di acconciatori, barbieri e centri estetici. Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, con propria ordinanza: “Ha disposto con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020, la chiusura degli esercizi pubblici di barbiere, parrucchiere, centri estetici.” Lo stesso accade, per esempio, a Gualdo Tadino, in Umbria, dove il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ha emanato una ordinanza: barbieri, acconciatori, centri estetici, tatuatori, piercing risultano difficilmente compatibili per loro natura e caratteristiche, con il rispetto della misura minima di sicurezza prevista in almeno un metro di distanza, condizione essenziale per contenere la diffusione del contagio.

Anche molti big del settore hanno deciso di chiudere senza aspettare maggiori indicazioni in merito a livello nazionale. Prima di tutto perché si devono evitare gli spostamenti non strettamente necessari e indispensabili. E poi perché il rapporto parrucchiere-cliente non si rispetta il metro di distanza con la cliente.

Abbiamo chiuso tutti i nostri saloni perché l’istanza del Presidente del Consiglio dei Ministri è stata molto chiara sul fatto che noi dobbiamo cercare come cittadini di rispettare il metro di distanza tra le persone. Quindi nonostante il Ministero della Sanità abbia detto che i barbieri possano operare con mascherina e guanti, questo viola il rispetto del metro di distanza” commenta Federica Coppola, brand manager Aldo Coppola Italia. “La seconda  motivazione è che il governo ci ha chiesto di stare a casa e muoverci solo per motivi lavorativi Credo sia importante rafforzare il messaggio dello stare a casa.

Dello stesso parere è Toni&Guy Italia che ha chiuso la sua Accademia e i saloni in tutta Italia. Tra le motivazione c’è anche quella di “tutelare il team e le clienti” commenta Charity Cheah, Co-Founder, Partner e Brand Marketing & Communication Director di Toni&Guy Italia – “Ora dobbiamo stare vicini ai nostri ragazzi dei team (sentendoli la telefono), e abbiamo il dovere di sensibilizzare soprattutto i più giovani facendo loro capire che si tratta di una questione seria. La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro l’opportunità. 危机 E questa, nel male, può essere un’opportunità per essere meno superficiali, più altruisti, meno individualisti e più team. Riusciremo uscire da questa crisi più forti di prima e più arricchiti di valori, se veramente tutti seguiamo le regole e restiamo uniti”.

Tra le iniziative rivolte agli acconciatori, Lorenzo Marchelle, direttore artistico di Attilio Artistic Team, ha aperto un gruppo su Facebook, Parrucchieri Uniti, dove i parrucchieri possono scambiarsi opinioni e informazioni riguardanti l’emergenza coronavirus.

Per maggiori informazioni: www.salute.gov.it

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