Saloni sostenibili: il caso Grand Royal Barbers

Questa catena di saloni ricicla i capelli tagliati per contribuire all’assorbimento delle fuoriuscite di petrolio negli oceani.


Negli anni Trenta le barberie erano il fulcro della società. Un luogo di ritrovo per gli uomini d’affari, che qui potevano incontrarsi e svagarsi. A fare da sfondo le note del jazz e il profumo del Bay Rum, una tipologia di Eau de Cologne e After Shave. È a questa atmosfera d’altri tempi alla quale si è ispirato Steve Salecich, uno dei barbieri più iconici di Sidney e fondatore delle ‘barberie sostenibili’ Grand Royal Barbers. Steve proviene da 4 generazioni di barbieri croati. Il primo negozio lo aprì nel 1999. Oggi vanta 3 sedi, due a Sydney e una Darlinghurst.

Grand Royal Barbers è un barbiere per l’uomo moderno. Dove può trovare una rasatura tradizionale, ma anche il taglio all’ultima moda e prodotti per la cura dell’uomo. Le sedie vintage e il pavimento a scacchiera si affiancano alle tecnologie più attuali.

Perché questa catena di barbershop ha attirato l’attenzione di Estetica Magazine? Perché sono un buon esempio! Contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente non solo riciclando bottiglie di plastica, ma, come scrivono sulla loro pagina Facebook, “Usiamo i capelli tagliati nei nostri clienti per contribuire all’assorbimento delle fuoriuscite di petrolio negli oceano.” I capelli sono infatti un bioassorbente naturale. I capelli tagliati vengono raccolti in ‘contenitori di plastica’ e inviati alla società che si occupa dell’inquinamento degli oceani. Al cliente viene chiesto di pagare 2 dollari in più a sostegno della causa. Un piccolo gesto che può fare la differenza?

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