Assicurazione per parrucchieri: 5 consigli per un salone sicuro

Perché è fondamentale assicurarsi? Quali sono le principali tutele da avere in tema assicurativo? Ecco i 5 punti da non dimenticare…


di Lucia Preziosi

La sicurezza di un salone da parrucchieri passa attraverso un’assicurazione adeguata, in grado di proteggere il titolare dai rischi che possono bloccare la propria attività e tutelarlo in caso di danni a terzi o di controversie. Ma quali sono le polizze più importanti che un'impresa salone dovrebbe stipulare? Quali le coperture a misura dell’attività? Esistono assicurazioni in caso di danni ai capi d’abbigliamento dei clienti o a tutela dell'immagine del brand? Lo abbiamo chiesto ad Adriano Sapey, responsabile servizio assicurativo Cna e agente UnipolSai, e a Letizia D’Abbondanza, Chief Customer Officer e membro del Management Committee di AXA Italia.

Parrucchieri: perché assicurarsi?

“Perché proteggere la propria attività significa lavorare meglio e in serenità – afferma Adriano Sapey – tutelandosi dai tanti rischi che la professione comporta. Il mercato è ampio e ci sono molte soluzioni, il problema vero è capire quali coperture fare. Come Cna offriamo servizi di consulenza dedicati a chi vuole mettersi in proprio: dal business plan, con tutte le normative da seguire per aprire una nuova attività, alle polizze assicurative che conviene aprire.”

“Sono numerosi i rischi a cui è esposta la categoria dei parrucchieri – continua Letizia D’Abbondanza – ed emerge un buon livello di consapevolezza sul tema. Il rischio percepito è infatti piuttosto elevato poiché si lavora direttamente sulla persona, con la quale si instaura un rapporto ravvicinato e diretto: creare un danno alla cliente o a un suo capo di abbigliamento necessita di un risarcimento, altrimenti si rischia di ledere un rapporto spesso fidelizzato. Il bisogno di assicurarsi è legato alla necessità di delegare i tanti rischi tipici di chi lavora in questo comparto, per essere liberi di focalizzarsi sul proprio lavoro.”

Contro che cosa il parrucchiere dovrebbe stilare un’assicurazione?

A.S: “La prima cosa che consigliamo è legata alla necessità di tutelare la proprietà, assicurare cioè salone, attrezzature, arredi e prodotti da incendi, allagamenti, fenomeni elettrici, atti vandalici, eventi atmosferici… Altrettanto importante è l'assicurazione della responsabilità civile, ovvero tutte quelle polizze che garantiscono il risarcimento dei danni involontariamente cagionati ai clienti durante l'esecuzione dei lavori. Potrebbe trattarsi infatti di un piccolo danno e quindi essere facilmente risolvibile dal titolare o, al contrario, di un sinistro particolarmente oneroso e a quel punto essere sgravati da ogni tipo di contenzioso si rivela determinante.”

L.D.: “I veri e propri rischi segnalati dagli operatori del settore sono: danni biologici ai clienti, come scottature o escoriazioni; reazioni allergiche a sostanze chimiche; danni ai capi d’abbigliamento dei clienti; ustioni, scottature o tagli dei collaboratori, fino ai danni agli arredi e alle apparecchiature più costose avvenuti per cause accidentali o provocati involontariamente dai frequentatori del salone.”

Danni alla cliente: coprono anche la contestazione del lavoro?

A.S.: “I danni di natura contrattuale, come il colore o il taglio che non piace, non sono contemplati nei danni assicurativi. Il titolare può sempre decidere di non far pagare il cliente insoddisfatto o di riparare in altro modo, ma dall'assicurazione non è previsto alcun risarcimento. Per quanto riguarda invece i danni di natura extra contrattuale – come l'usare un prodotto sbagliato bruciando il cuoio capelluto, causare la rottura di un arto della cliente perché si rompe la poltrona, rovinare i vestiti perché scappa la ciotola del colore – sono danni che rientrano nella polizza di responsabilità civile.”

L.D.: “Nel caso in cui la nuance di una tinta non piaccia, chiaramente no! Ma esiste ad esempio una tutela se si reca accidentalmente un danno durante lo svolgimento del trattamento. Nello specifico, si può offrire ai clienti un rimborso delle spese mediche per coprire gravi reazioni allergiche o altre problematiche conseguenti all’applicazione ad esempio di colorazioni o decoloranti. Ugualmente si può assicurare un risarcimento anche per danni recati ai capi di abbigliamento.”

Infortunio sul lavoro: cosa si intende? Ci sono parrucchieri che assicurano le mani?

A.S.: “Per gli infortuni ai dipendenti c'è obbligatorietà dell'assicurazione Inail, ma dal punto di vista autonomo il titolare si può tutelare anche privatamente con la responsabilità civile addetti. Il titolare stesso può fare polizza sulla vita o sull'invalidità permanente dando supervalutazioni a parti particolari del corpo, come le mani e le braccia (che possono essere valutati al 100%). Più si assicura come massimale, più il rimborso sarà alto.”

L.D.: “Purtroppo, quando si lavora con piastre o forbici gli infortuni sul lavoro sono molto frequenti. Per questo è importante che il titolare si assicuri anche per il caso in cui i collaboratori e dipendenti possano riportare gravi scottature o tagli.”

Ci sono soluzioni assicurative che tutelano l’immagine del salone?

“Si tratta di un campo abbastanza nuovo”, conclude Adriano Sapey. “È possibile assicurare il sistema informatico, il furto dei dati e in qualche modo anche la lesione della reputazione, se ad esempio avviene perché qualcuno entra sul sito del salone ed immette dati falsi. Se invece faccio parte di un blog e parlano male di me, diventa più difficile tutelarsi. Anche qui però dipende dalla frequenza e gravità: grazie alla tutela legale è possibile fare denuncia alle forze dell'ordine, ed utilizzare la copertura assicurativa per intraprendere eventuali azioni legali. Ma siamo ancora all'inizio.”

“Oggi la reputazione di un’attività imprenditoriale si misura sempre più anche attraverso il passaparola e le recensioni online”, sintetizza Letizia D’Abbondanza. “Per questo la nostra compagnia ha ideato una soluzione per tutelare la reputazione di parrucchieri ed estetisti, che possono contare su una copertura speciale per sostenere le spese di campagne pubblicitarie a seguito di danni d’immagine per reazioni allergiche, tagli o escoriazioni ai clienti.”

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