23 Settembre 2021

Parrucchieri multitasking: quando in salone c’è la libreria

Coniugare due attività in una può risultare una scelta vincente per incrementare il business. Interessante per esempio abbinare al negozio da parrucchiere una libreria. Tre esempi internazionali.


di Daniela Giambrone

Versatilità e orignalità. Sono due caratteristiche che, a oggi, premiano le attività commerciali e i saloni di acconciatura non fanno eccezione. L’idea di abbinare due tipologie di offerta in un solo spazio può risultare vincente perché coniugare più servizi nello stesso salone offre la possibilità di abbracciare una clientela più ampia. Mettere a disposizione dei propri clienti anche dei libri, per esempio, è un servizio in più che può diventare non solo un modo alternativo per fare marketing e rafforzare la brand image, ma anche per trasmettere valori, fare cultura e trasformare il proprio salone in un luogo di aggregazione. Tre esempi internazionali raccontano come è stata realizzata la doppia anima dei saloni/libreria.

Iniziamo questa carrellata con un esempio italiano, quello a insegna Contesta Rock Hair, che da sempre si distingue per una filosofia originale, inclusiva e attenta al sociale. Fra i numerosi saloni CRH c’è quello di Testaccio, a Roma, nato in collaborazione con la Libreria Minimum Fax situata nel cuore di Trastevere dal 2005. Ultime novità editoriali, classici della narrativa, pubblicazioni d’arte, design e architettura, fotografia, musica, cibo e lifestyle sono le tematiche proposte dalla sezione libreria del salone, che dall’altra parte del muro offre i ben noti servizi coiffure del brand.

A Osaka, il salone progettato dallo studio Sides Core abbina minimalismo a cultura. Il concept nasce dall’idea del titolare che desiderava riunire in un unico ambiente tutti i suoi interessi, dalla musica ai libri, dall’acconciatura all’arte. Gli architetti hanno deciso di creare uno spazio di lettura sul retro del salone, dove sono stati sistemati scaffali a tutta altezza in compensato per esporre libri e dischi. Compensato anche per i tavoli di consultazione così come nel resto del negozio, per evocare l’idea di non finito. Il negozio è visibile in tutta la sua lunghezza dalla strada grazie a una gigantesca porta scorrevole in vetro. Ma la privacy è assicurata ugualmente, sono stati infatti installati divisori in legno per proteggere l'area lavaggio.

E per ultimo ecco il caso di un barbershop/bookstore. Un binomio vincente per questo spazio di Stoccolma gestito da Håkan e Catarina Ström. Ispirato dall’incontro con un piccolo barbiere/librario di Harlem a New York, il salone svedese ha sviluppato il concept facendolo diventare proprio. Un luogo ampio, dalle atmosfere ovattate e vintage tipiche del barbershop in cui è stato ricavato uno spazio per i libri e la lettura, integrata nei piaceri-servizi offerti dal salone.

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