A tu per tu con Alessandro Galetti

Essere parrucchiere non è più un semplice impiego ma una vera e propria missione. L’hairstylist, nonché prezioso consigliere super partes, si racconta ad Estetica…


Alessandro Galetti, 32 anni, mantovano, Lead Treiner Franchise di Wella Professionals, è una “figura chiave” all’interno dell’azienda. Il suo è un ruolo trasversale di art director “dietro le quinte”, fondamentale per la crescita dei gruppi.

La sua caratteristica? Entra in empatia con le persone e sa come ricreare in ogni hairlook quell’effetto speciale. Ha una capacità unica di coniugare bellezza, personalità e tendenza. Fresca e imprevedibile, la sua creatività sembra fatta di gesti istintivi e intuizioni.

Il percorso professionale

Alessandro Galetti ha mosso i primi passi nel mondo della coiffure all’età di 18 anni. A 20 ha frequentato la prestigiosa Accademia di Toni&Guy a Milano, quindi è volato a Londra per un corso di 6 mesi in Vidal Sassoon. Tra gli altri autorevoli maestri e mentori: Pivot, James Longagnani, Coppola in un percorso di continua specializzazione in cui ha acquisito competenze non solo riguardanti i capelli ma anche make-up, gestione del salone, consulenza, team-building, PNL, grafica e comunicazione.

Il suo mantra? La formazione: 4 anni come trainer per Wella di cui un anno e mezzo come consulente tecnico professionale per i gruppi franchisee, cui è seguito un periodo alla Toni&Guy Academy di Milano, nel ruolo di Art Director e Academy Manager costellato da prestigiose esperienze nei backstage della London Fashion Week e da testimonianze in cattedra come formatore per lo styling all’istituto Marangoni e al liceo artistico Caravaggio di Milano.

Il suo percorso professionale ha visto anche la presenza a X Factor dove, nel ruolo di direttore Artistico per Wella-Mitù, si è occupato degli hairlook dei talent in gara.

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A tu per tu con Alessandro Galetti…

“Il mio ruolo è quello di proiettare i gruppi fuori dalla zona comfort della loro professione o “palude artistica”. Come? Ad esempio, durante la fase creativa della nuova collezione e dello shooting, mi trasformo in un suggeritore super partes, che vuole sempre andare oltre. O semplicemente in maniera più pragmatica sono impegnato nella formulazione dei seminari di formazione e nella formazione stessa dei formatori. In più l’essere un parrucchiere che osserva, mi aiuta a vedere cosa si potrebbe migliorare a livello generale e di sistema” ci spiega Alessandro Galetti.

Chi è oggi un Art Director?

Non è più solo chi crea ma anche chi riesce a rendere fruibile un messaggio in un mondo così veloce.

La formazione oggi…

Essere parrucchiere non è più un semplice impiego ma una vera e propria missione. Mentre la scuola anni Ottanta puntava sull’individuo e non sulla condivisione delle conoscenze, oggi una sessione didattica deve contenere una grande dose di impulsi visivi di qualità ovvero delle immagini capelli semplicemente divine. Di contro, la fase dell’esperienza manuale deve tornare al primordiale, ogni elemento viene sottratto per amplificare il gesto, l’artigianalità la capacità di sentire manualmente e mentalmente. La dimensione diventa corporea ed ognuno si sente al centro di questa fase di apprendimento.

Tutto ciò deve essere immerso in un habitat che riproduca nell’ambiente e nella tempistica le diverse situazioni in cui vive l’hair stylist: la vita del salone d’acconciatura, il backstage della sfilata, lo studio fotografico, il camerino tv fino ad arrivare a simulazioni esperienziali in ambito teatrale e psicologico.

Cosa non deve mancare nella figura del parrucchiere, oltre alla formazione?

La curiosità! E poi “il far del bene” bilancia spesso gli estremi di una professione che facilmente può ammalarsi di esteriorità.

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La tua visione del parrucchiere?

I parrucchieri di oggi e domani devono conoscere tutte le sfaccettature di questo lavoro e assorbirle nei tempi giusti, senza correre troppo. Così si troveranno ad investire anche per il futuro della loro professione. Osservare e studiare come un tecnico di laboratorio e amare la bellezza con quella sensazione di gioia profonda ed interiore. Solo così si potrà essere un parrucchiere Illuminato.

Social media, visibilità, mediaticità.  Esserci e come?

I social sono una vetrina importante da conoscere e gestire mettendo solo il meglio in vetrina. E con il meglio non intendo solo foto iper ritoccate ma anche il bello di questa vita: l’impegno, la condivisione, la costanza e la genialità dell’essere gruppo e non solo solisti.

L’hashtag # lo vedrei come un modo di ringraziare tutti quelli che partecipano ad un progetto o a un modo di pensare.

Che cos'altro è importante sapere di te?

Amo la complessità infatti nasco come tecnico colore! Quindi amo la stampa 3d, la musica di impronta femminile, ancor più se è composta da violini, orchestra e cori… lì è estasi pura. Nel tempo libero creo al pc forme estetiche e grafiche. Anche quando non lavoro amo trattare i capelli in maniera scultorea perché un’arte complessa e di pazienza. Amo viaggiare dove l’elemento acqua e terra sono predominanti.

Galetti_MP4 from EsteticaHairTV on Vimeo.

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