3 Marzo 2024

Il colore secondo Lorenzo Marchelle

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Educator Alfaparf Milano e direttore artistico dell’Attilio Artistic Team, Lorenzo Marchelle è un vero fan dei crazy colors. “Il castano lo fa chiunque, noi dobbiamo dare una spinta in più, rendere la donna diversa…”. Ecco quello che ci ha raccontato.


Figlio d’arte (il papà fonda Attilio Parrucchieri-Barber Shop nel 1967), Lorenzo Marchelle si forma a Londra, Berlino, Parigi. Nel 2009 è a capo del salone Attilio Parrucchieri, a fianco della barberia storica di Torino. Questa la sua idea del colore…

“A Torino da qualche anno lavoriamo in modo molto positivo su queste colorazioni. Si è usciti dall’ottica che il crazy color lo fa solo la ragazza giovane. Il balayage lo fa chiunque: noi parrucchieri dobbiamo dare una spinta in più, rendere la cliente diversa dal solito anche solo con dettagli leggeri, come una sorta di firma.

In fondo siamo come artisti: io immagino che i capelli siano una tela e coloro a sensazione, tenendo conto di quello che mi trasmette la cliente. Su ognuna si deve lavorare in modo personalizzato e in ogni caso ogni due/tre mesi occorre far evolvere il colore fatto in precedenza. Perché le si deve dare un motivo per tornare e perché nel nostro settore ogni mese ci sono novità: il nostro compito è quello di offrire sempre cose nuove.

La richiesta di crazy oggi è una tendenza affermata, che fatta nel modo giusto va benissimo anche su una donna di una certa età, a 360 gradi. Tutto sta nel dosare bene queste colorazioni forti: devono essere fatte con un senso e comunicate bene.

Con l’avvento dei social è tutto molto più facile: ormai le clienti conoscono le tendenze, sono aggiornatissime. Per cui quando si fa la consulenza in pochi minuti si arriva alla soluzione perché si parla lo stesso linguaggio. Chiaramente poi scatta il lavoro del professionista, a cui la cliente si deve affidare, un po’ come si fa con il medico.

Il punto debole di queste colorazioni?

Può essere inteso anche come un punto di forza: i pastello sono fugaci e ogni due/tre settimane la cliente deve tornare in salone. Nel contempo è anche libera di cambiare molto più spesso. Se invece desidera un look che duri immutato per un mese si dovrà optare per una colorazione ad ossidazione. Ma anche qui: nessun prodotto oggi rovina il capello. Tutto dipende da come lo si utilizza. Se la cliente arriva con un capello destrutturato occorre prima fare una ricostruzione e poi parlare di colorazione e di che tipo. Se il capello è danneggiato non verrà in ogni caso il colore che lei desidera, per cui essere sinceri da subito è sempre la soluzione migliore.”

Photo credits – Hair: Lorenzo Marchelle @Attilio Artistic Team with Alfapart Milano/Photo: V. Polignano, G.Petruzzelli

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