18 Settembre 2021

Plants are my passion: intervista a Cindy K. Angerhofer di Aveda

In occasione della presentazione a Milano della linea Invati AdvancedTM – Estetica ha incontrato l’Aveda Executive Director of Botanical Research Cindy K. Angerhofer. 


Ha iniziato nel settore farmaceutico poi è passata a beauty e haircare: cosa ha comportato questa evoluzione?

Ho iniziato come insegnante e ricercatrice: lavoravamo con prodotti naturali a un rimedio contro la malaria. Un tipo di ricerca che mi piaceva moltissimo, dove la possibilità però di aiutare le persone attraverso prodotti naturali si traduceva in processi lunghissimi, diventando a volte un po' frustrante. Per cui quando mi proposero di collaborare con un'azienda di personal care, impegnata anche nei confronti dell'ambiente, accettai, iniziando un nuovo percorso interessante dal punto di vista professionale e personale. Un'azienda che si occupa di personal care, infatti, non solo ha molti prodotti per le donne, ma ha anche molte donne nel suo organico.

Le piante sono da sempre la mia passione, e poter fare ricerca combinando sostenibilità e giustizia socio-ambientale, lavorando con donne è stato bellissimo. Così si è poi aperta la porta con Aveda: è stato come seguire il mio cuore, continuando ad ascoltare la mia necessità di lavorare secondo un concetto di responsabilità e consapevolezza per l'ambiente. Era l'occasione perfetta e ne sono convinta ancora oggi, dopo 15 anni nel brand…

Il nuovo sistema Invati AdvancedTM: quanto è durata la ricerca?

Circa diciassette anni. Quando sono arrivata in Aveda si stava già lavorando su come mantenere il più a lungo possibile capelli sani riducendo il processo di invecchiamento delle cellule. Da quando abbiamo lanciato InvatiTM abbiamo potuto incrementare la ricerca a livello interno, lavorando su una linea che ha riscosso molto successo ed è diventata top seller. Abbiamo ricreato in laboratorio tutte le varie casistiche e provato sui follicoli più di sessanta piante diverse. In particolare, due ingredienti sono stati selezionati per la loro efficacia: la scorza di mandarino e il Poligono del Giappone. Abbiamo anche trovato un'azienda in India che estrae curcuma a base di CO2, una tecnica molto green perché non produce nessun residuo chimico. E questo ci ha permesso di arrivare a un livello di produzione naturale del 98%. 

Qual è il prossimo sogno che vuole realizzare in Aveda?

Con Invati AdvancedTM siamo passati dal 97% al 98% di naturalezza della linea: è importante sottolineare questo 1%, perché rappresenta davvero molto.

Per quanto riguarda il futuro, mi piace pensare di poter colmare il gap ancora presente e di arrivare a prodotti totalmente naturali, con un 100% di ingredienti di derivazione naturale. E continuare a dimostrare che le piante hanno un grandissimo potere. Sono in continua evoluzione: per noi non sono solo cibo e nutrimento, ma anche rimedio.

Inoltre disponiamo di strumenti di ricerca fantastici, che ci permettono di migliorare sempre più e che possiamo mettere al servizio dell'antica tradizione indiana dell'Ayurveda, cui ci ispiriamo. Dobbiamo utilizzare le nuove scoperte e metodologie per rinnovare il sapere antico, che rimane la nostra importantissima base. Questo è quello che io e il mio team vogliamo fare. E continuare a lavorare su quel 2% che resta, nella ricerca di polimeri naturali…

Qual è la nuova frontiera nell'utilizzo degli ingredienti?

La chimica è davvero la chiave, intesa come scienza. Il termine ha un'accezione spesso negativa, ma noi la intendiamo in modo positivo, considerando il fatto che le piante stesse sono piene di chimica naturale. C'è ancora molta ricerca da compiere, tanto il potenziale delle piante ancora da investigare, per staccarci come essere umani dal mondo sintetico e ritornare a quello naturale. Il lavoro che oggi stiamo facendo anche con l'Università di Bradford è quello di fare ricerca per capire come possiamo aiutare ancora più le cellule per la salute dei follicoli e del cuoio capelluto. C'è tantissimo lavoro da fare ma è entusiasmante.

Quando si entra in un salone Aveda, si viene accolti da un aroma inconfondibile: quanto contano le profumazioni? Sono oggetto di ricerca a sé oppure naturale conseguenza degli ingredienti?

Molte aziende demandano all'esterno la lavorazione e la scelta delle fragranze: Aveda invece se ne occupa internamente. Siamo due team diversi, anche se il mio ufficio è proprio vicino all'Aroma Lab. Quello che fanno i colleghi è usare come primo strumento il naso. Se il naso segnala che c'è qualcosa che non va, facciamo test sofisticati nel mio laboratorio per ricavare un profilo chimico preciso. Poi mettiamo insieme tutti i dati, tenendo conto che, trattandosi di ingredienti naturali, ci sono diverse variabili anche in termini di fragranze. Coniugando il naso con la strumentazione e i dati scientifici, cerchiamo di assicurarci che queste variabili non riservino sorprese.

Facciamo anche ricerca legata alle conoscenze dell'aromaterapia. Ad esempio per Invati AdvancedTM l'obiettivo è stato equilibrare tutti quegli aspetti che determinano la caduta dei capelli. Ci sono infatti studi clinici sui benefici della riduzione dello stress anche grazie alle fragranze. Abbiamo effettuato test su gruppi separati, e quello esposto all'aroma ha dimostrato reazioni migliori a fattori di disturbo e un livello più basso di stress. A volte pensiamo che l'aroma sia semplicemente qualcosa di piacevole e gradevole, ma è importante ricordarne anche l'utilità.

Quello degli odori è un mondo che esiste da sempre, tocca una parte del cervello dove risiede una memoria antica delle fragranze e dei loro benefici. Quello che facciamo in Aveda è approcciare l'aromaterapia da un punto di vista scientifico per svilupparne le potenzialità e rendere l'esperienza più piacevole, ottenendo un beneficio reale e totale.

I consumatori sono sempre più informati: come vi muovete per soddisfare le loro esigenze sempre più specifiche?

Cerco di ascoltare sempre moltissimo i consumatori. Ad esempio, recentemente, stampa e opinione pubblica hanno evidenziato un parere negativo in merito ai solfiti. E anche se sono derivati naturali, abbiamo preso atto di queste posizioni e deciso di allontanarcene. L'Exfoliating Shampoo della precedente formulazione InvatiTM, per fare un altro esempio, è stato un grande successo, ma abbiamo voluto comunque soddisfare anche quei consumatori che non erano contenti del colore scuro dello shampoo, o chi voleva più schiuma. Riflettendo su questi feedback, abbiamo scelto di togliere due ingredienti che sicuramente rendevano lo shampoo più scuro, ovvero scorza di uva e rosmarino. Toglierli non avrebbe inciso sull'aspetto curativo, perché c'erano anche altri ingredienti attivi in quel senso, ed era importante considerare i feedback dei consumatori: la nuova formulazione è frutto anche di questo ascolto, come è avvenuto per quello che consideriamo il terzo step del sistema Invati AdvancedTM ovvero Scalp Revitalizer. Nella precedente versione era più acquoso, nella nuova lo abbiamo reso in forma gel spray, quindi più user friendly: in gel resta esattamente dove viene messo, con un'azione davvero mirata e immediata.

Si tratta quindi di combinare le pubbliche relazioni con gli aspetti scientifici. La nostra è un'azienda che punta a trovare sempre un'alternativa naturale, ed è un approccio che applichiamo a tutte le fasi del prodotto, anche al packaging, con flaconi riciclabili al 100% dopo il consumo. Le tecnologie in termini di riciclo oggi disponibili sono moltissime, dobbiamo avere una consapevolezza forte di quanto sia possibile fare in questo senso. Dobbiamo essere dei leader ambientali, ora più che mai…

[La linea Invati AdvancedTM con la nuova formulazione sarà disponibile nei Saloni e Spa Aveda a partire da febbraio 2018.]

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