7 Agosto 2022

Curiosità sui capelli: l’acconciatura che parla

Lo stile dei capelli comunica in maniera non-verbale quello che siamo e quello che pensiamo. Elisabetta Ceroni ce lo spiega meglio nel suo libro intitolato “Breve Storia dell’Acconciatura”.


Pedagogista ed esperta dei linguaggi della comunicazione, Elisabetta Ceroni ha recentemente pubblicato un libro dal titolo “Breve Storia dell’Acconciatura”. Il volume offre molteplici spunti su come nei secoli l’umanità abbia utilizzato i capelli per comunicare messaggi di rilievo personale, affettivo, sociale, culturale e politico. Ecco cosa ci ha raccontato…

“Si tratta di un brevissimo saggio di valenza storica; attraverso la narrazione in sintetici paragrafi si raccontano millenni di moda-capelli – spiega Elisabetta Ceroni – La ricerca è proposta al lettore in modo molto semplice, ma sviluppa all'interno un paradigma di semiotica della comunicazione in cui il concetto principale risiede nell'idea dell'importanza della comunicazione non verbale per la riuscita dei processi relazionali. L'acconciatura ci rivela indizi biologici e culturali dei nostri interlocutori; l'aspetto con cui appaiono i nostri capelli ci informa dello stato fisico e psicologico della persona che ci troviamo di fronte e appartiene alla sfera del non detto, spesso veicolo di messaggi subliminali consci e inconsci. Come materia plasmabile, i capelli rappresentano il segno della nostra acculturazione”.

Come è nata l’idea di scrivere il libro “Breve Storia dell’Acconciatura”?
Appena ho avuto del tempo libero dall'insegnamento, ho deciso di riassumere e raccogliere in questo piccolo libro il materiale frutto di un mio interesse di studio passato. La ricerca è iniziata nel secolo scorso, è il caso di ricordarlo, era il 1986 quando il Professore Pio Baldelli, ordinario della cattedra di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa dell'Università di Firenze, propose a me e a un'amica la docenza di un seminario affine alla sua cattedra. Erano anni in cui noi giovani donne “intellettuali” avevamo anche voglia di occuparci di qualcosa di “effimero”, divertente, che andasse contro le solite tematiche del politicamente corretto, così ci venne l'idea di attuare un progetto seminariale di ampio spessore culturale su un tema che nessuno aveva mai affrontato nell'ambito accademico. Ricerca storica e rassegna culturale all'interno del gruppo, con personaggi importanti del mondo della moda e dell'arte, dettero vita ad un seminario terminato con un bel 30 e lode per molti. All'interno di Domina, salone storico di Firenze che si contraddistingue per stile, eleganza e innovazione, furono realizzate su nostra richiesta acconciature degli anni '40 e '50, su disegni originali scelti dai partecipanti al seminario.

Colgo l’occasione per spendere una parola di commemorazione per il grande professore filosofo del linguaggio Massimo Baldini, direttore della Luiss, che negli anni precedenti alla sua scomparsa (avvenuta nel 2006) ha dedicato 5 saggi al linguaggio dell'acconciatura.

Quali sono i plus del tuo libro in tre parole?
Sintesi e brevità nell'esposizione unite a chiarezza e competenza storica caratterizzano questo piccolo libro che potrebbe rivelarsi utile anche per gli acconciatori che hanno una scuola di hairstyilist e che manifestano un bisogno tipico della nostra società di concentrazione e velocità negli apprendimenti.

Chi ti ha aiutata?
Negli anni molte persone hanno gravitato intorno a questa ricerca che ha portato al libro “Breve Storia dell’Acconciatura”. Amici e colleghi esperti di storia e di storia dell'arte hanno collaborato alla raccolta delle immagini e delle notizie storiche, è stato elaborato del materiale multimediale e perfino un progetto ad opera di un architetto che in modo visionario, anticipando i tempi, aveva concepito il salone dell'acconciatore come luogo d'incontro culturale polifunzionale e multimediale. Un grazie particolare a Claudio Barbetti eclettico e geniale hairstylist di “Domina”, un salone di acconciatura nel cuore di Firenze, che negli anni mi ha fornito puntualmente sostegno e materiale di aggiornamento.

Perché un acconciatore dovrebbe leggere il tuo libro?
Il testo, oltre la semplicità narrativa che lo caratterizza, è stato elaborato volutamente in una forma sintetica e breve, nella considerazione dei tempi lavorativi molto impegnativi dell'acconciatore. Rappresenta una sorta di “Bignami” della storia dell'acconciatura, funziona da mappa storica per la conoscenza delle epoche che hanno fatto la moda-capelli ed è narrato con un linguaggio contemporaneo che sottende continuamente riferimenti alla comunicazione e alla psicologia. Direi che “Breve Storia dell’Acconciatura” è una sorta di nuova affermazione, di ri-conferma di una professionalità che nel passato ha conosciuto momenti di alto riconoscimento sociale ma che oggi pare essere relegata solo al servizio della moda.

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