28 Novembre 2021

Intervista a Andreas Kurkowitz, Color Global Creative Director Wella Professionals

Tra i coloristi più ricercati a livello internazionale nel mondo della moda, porta la sua formazione artistica al servizio della coiffure facendosi portavoce di una idea colore innovativa, fortemente personalizzata.


Qual è la differenza tra Contouring e Nontouring?

Con Nontouring l'idea è quella di ammorbidire il taglio, in modo da renderlo meno strutturato e favorire una maggior fusione tra capelli e pelle. Per me infatti uno degli aspetti più importanti nello sviluppare i posizionamenti di colore è lavorarli insieme alla creazione del taglio. “Muovendo” le tecniche, evitando la staticità in modo che l'hairstylist possa modularlo come crede in base al carattere della persona che ha di fronte, il colore della sua pelle e degli occhi, la forma del viso e l'età. Anche l'hairstyling sta giocando con l'identità sessuale.

Che ruolo ha il colore in questo concetto “no gender”?

Il messaggio per me è che il colore è per tutti: per ogni genere, ogni età, ogni cultura. Non ci sono colori specifici, esclusivi, per uomini o donne. Quindi anche i posizionamenti e le tecniche colore della collezione Wella Professionals sono pensati per entrambi.

Quanto le nuove tecniche di colorazione influiscono sulle potenzialità ancora inespresse del colore? E quanto si è ancora in grado di inventare?

In passato le tecniche prevedevano posizionamenti colore davvero molto complicati, anche con 5 colori insieme, con la difficoltà di rendere il tutto omogeneo. Nella nuova collezione abbiamo voluto rendere tutto il più semplice possibile, magari con solo due posizionamenti e un solo colore. L'idea per me è che una tecnica non necessariamente è migliore se è più complicata. Anzi, credo che oggi l'aspetto della semplicità e della facilità di esecuzione sia importante. Questo è un aspetto che ho imparato anche in salone: a volte uso solo un colore e un posizionamento e poi semplicemente un gloss finale e il risultato è eccezionale. Penso che sia anche più divertente: partendo dalla semplicità, si posiziona il colore in funzione del taglio, esattamente dove serve. E poi si gioca sulle sfumature e sugli effetti.

Siamo nel 2030: cosa accade ai capelli? Che colori non scompariranno mai e quali invece potranno affermarsi di più?

Da un punto di vista di evoluzione del colore, credo ci saranno meno biondo e ginger naturali. Anche se sicuramente il biondo non scomparirà mai perché rende le persone più giovani, più fresche, e sarà sempre richiestissimo. Credo che avremo più che altro nuove tecnologie, che ci daranno la possibilità di cambiare colore più facilmente, anche in modo radicale e frequente, senza danneggiare in alcun modo il capello.

Quali priorità devono avere ben presenti gli stilisti nella scelta colore con la cliente?

Se la cliente non ha mai colorato i capelli, è fondamentale – per prima cosa – fare una consultazione, spiegando che si può anche realizzare una colorazione senza che i capelli sembrino colorati. Le persone che lo fanno d'abitudine sono open minded, ma quelle che si approcciano al colore per la prima volta sono spaventate: come hairstylist dobbiamo spiegare loro che hanno davanti mille possibilità differenti, compresa quella di non dover necessariamente rifare un colore o di lasciarlo scomparire con gli shampoo.

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