5 Dicembre 2022

Specializzazione: la parola chiave per i parrucchieri di successo

Rispetto a dieci anni fa i saloni coiffure in Italia si sono ridotti, dimostrando che solo gli acconciatori che si sono evoluti in imprenditori sopravvivono. E non è solo colpa della crisi.


Distinguersi e specializzarsi. Sono imperativi che nel settore acconciatura diventano sempre più impellenti per evitare il fallimento. Analizzando i dati relativi al Piemonte, in particolare a Torino e provincia, si apprende che nel 2010, nel capoluogo piemontese, i servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere erano 2.203, al terzo trimestre del 2017 il dato è sceso a 2.087 (-116 imprese). In provincia di Torino si è passati da 4.561 attività registrate nel 2010 alle 4.444 del 2017 (117 in meno). Una crisi generalizzata del comparto percepita anche a livello regionale: in Piemonte da 9.069 saloni nel 2010 si è scesi, nel 2017, a 8.791 (-278 imprese). Una dinamica che in realtà si riscontra in tutto il territorio nazionale.

Come spiega Davide Padroni, responsabile del settore benessere e salute di Cna, nell'intervista rilasciata qualche giorno fa a Repubblica.it, “sono cambiate le abitudini, i dati ci dicono che prima della crisi una donna andava dal parrucchiere nove volte l'anno, oggi sono scese a quattro. Sia perché costa troppo, ma anche perché i prodotti che si usano durano di più e, ad esempio, non è necessario rifare il colore ogni mese”. Ma la questione non è solo di origine economica. Diventa di vitale importanza distinguersi e presentarsi come specialisti del capello, con una vocazione imprenditoriale che deve svincolarsi dalle logiche dell'artigianato.

È quello che sostiene con convinzione Lele Canavero, trainer di impresa specializzato in hair&beauty. Recentemente ha incontrato a Torino i giovani artigiani di Cna spiegando loro che il settore attualmente vede due atteggiamenti principali assai diffusi: il primo è tipico di chi aspetta che la crisi passi, non realizzando che la crisi è il nuovo scenario con cui si deve confrontare. Il secondo è tipico di chi si affida a un marketing ormai obsoleto. Il segreto, secondo Canavero, è farsi scegliere, far tornare il cliente in salone anche dopo la prima visita. E questo succede solo se si riesce a ritagliare una porzione di mercato propria, unica, inconfondibile. Bisogna distinguersi e farsi conoscere per una caratteristica precisa.

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