14 Aprile 2024

Il colore in salone con Marco Todaro

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Un metodo scientifico e codificato per creare su ogni donna la naturale armonia. Dall’Arpège alle tonalità non convenzionali di Hoplà. Con Marco Todaro.


Tutto comincia nel 2011 quando l’hairstylist torinese Marco Todaro, partner Matrix, decide di concretizzare un sogno coltivato fin dagli inizi della carriera: creare sui capelli delle clienti “la naturale armonia del colore”, offrire ad ognuna la soluzione cromatica che la rappresentasse davvero, facendola sentire a proprio agio come con un abito su misura.

Dopo aver individuato le principali esigenze delle donne nell’ambito del risultato colore (meno effetto ricrescita, capello sano e brillante, multisfaccettato ma senza contrasti netti, più naturalezza e lucentezza, chiaro-scuri “baby”), Todaro apre il laboratorio Arpège, poi ufficializzato nel 2012 e diventato operativo con tournée di formazione nel 2013, con il lancio di Colorinsider, “la colorazione con tecnologia ad olio – afferma Todaro – che aspettavo da sempre per poter trattare nel modo più dolce possibile i capelli”.

Prima di entrare “dentro” il metodo, chiediamo allo stilista perché il suo nome faccia riferimento alla musica. “Parallelamente all’elaborazione della tecnica ho voluto trovare un linguaggio universale che ne potesse facilitare la divulgazione. E quale linguaggio è comprensibile da tutti quanto quello della musica? Come con sette note si può dar vita ad infinite sinfonie, così con il colore riusciamo a realizzare espressioni cromatiche sempre diverse in perfetta armonia con le caratteristiche di chi le indossa. Inoltre desideravo rivolgermi a tutti i tipi di saloni, rock o classici, e una delle peculiarità della musica è proprio la sua varietà di stili. Senza dimenticare che la musica è condivisione… Non per nulla è nata la community Arpège, che oggi comprende i duemila saloni italiani che utilizzano il metodo. Grazie ai social siamo in contatto costante”.

Vediamo in cosa consiste questo metodo di lavoro, basato su regole scientifiche e codificate, e quali sono i risultati che si ottengono. La testa viene innanzitutto suddivisa in tre aree: lunare, che corrisponde alla nuca ed è la più protetta e in ombra; solare, ovvero la parte alta più esposta al sole; occipitale, trait-d’union fra le due citate. Premesso che sulle radici (che hanno bisogno di copertura) e sulle lunghezze e punte (che non ne hanno bisogno) vengono utilizzati prodotti di famiglie diverse, si passa all’applicazione delle varie nuance alle quali Todaro ha conferito precise identità: le tonalità brillanti e incisive prendono il nome di soprano (la più acuta e cristallina delle voci femminili), mentre quelle “ombrose” e profonde vengono chiamate tenore.

L’applicazione dei colori avviene contemporaneamente e può essere effettuata in qualunque versione: sul chiaro, sullo scuro, sui rossi, sul rame…

Per ogni cliente viene creato uno specifico pentagramma, che potrà essere riprodotto in ogni salone Arpège, ottenendo sempre lo stesso risultato.

Nato per i capelli medio-lunghi, il metodo è valido anche sui corti con tecniche ad hoc. Ad esempio “giro di do” (la parte centrale della nuca diventa il fulcro da cui si allargano, come cerchi nell’acqua, le varie alternanze di colore) oppure “giro di re” (dove le nuance vengono diffuse a raggiera).

Brevettato e in continua evoluzione, Arpège ha di recente dato vita ad Hoplà, interpretazione di un trend oggi molto in voga: quello delle tonalità non convenzionali. “Lanciato dalle celeb – dice Todaro – è diventato presto protagonista dello street style. Noi lo intendiamo e proponiamo come una sorta di make-up dei capelli, un ‘servizio sfizio’ con durata temporanea, e quindi non vincolante, dedicato a chi già indossa Arpège”.

Allegro e vivace, Hoplà fa riferimento al mondo dei cocktail e dei party, attribuendo alle nuance della colorazione Colorgraphics Laquer di Matrix denominazioni “golose”: così Red diventa melograno, Violet si chiama prugna, Magenta viene presentato alle clienti come amarena, Copper come arancio, Yellow come limone, Indaco è uva, Rosa Pink pompelmo rosa. Peach, che ha già una connotazione gourmet, rimane pesca.

Seguendo le stesse codifiche di Arpège (zona solare, orbitale, lunare), vengono creati “drink” personalizzati di forte impatto e super-trendy.

Ma non basta. Arpège svolge una funzione anche per la costruzione dei ruoli in salone: il “color autor” individua il pentagramma personalizzato, il “color didier” applica il colore in base al pentagramma.

Quali i progetti futuri di Todaro in merito ad Arpège? “Creare un’accademia che diventi vivaio di collaboratori per i miei saloni e per quelli dei colleghi. Spero inoltre nella diffusione di Arpège a livello mondo. Per ora sono già disponibili i materiali di formazione in svariate lingue, quindi chissà che in futuro anche questo sogno possa diventare realtà”.

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