Beauty: fatturati e nuove professioni

Presentato a Milano il Beauty Report 2016 curato da Ermeneia per Cosmetica Italia. Dati sull'andamento del settore, sui comportamenti dei consumatori, sulle nuove professioni.


Unicredit Pavillion a Milano ha ospitato l'Assemblea pubblica di Cosmetica Italia. L'evento ha offerto l'occasione per presentare la 7a edizione del Beauty Report (rapporto sul valore dell'industria cosmetica) curato da Ermeneia e commissionato da Cosmetica Italia, e per proporre un talk show con alcuni opinion leader dell'informazione. Obiettivo: per capire dove sta andando il mondo del beauty italiano, soprattutto in relazione alle dinamiche della comunicazione.

Trend Beauty 2015 Intanto i numeri. È stata infatti presentata anche la 48a analisi statistica del settore e dei consumi cosmetici in Italia, coordinata dal Centro Studi di Cosmetica Italia. Confermata la tenuta positiva del settore per il 2015. Il cosmetico italiano torna finalmente al segno positivo (+1,4%) nel mercato interno e, pur in una fase di lenta uscita dalla crisi, ha potuto contare sulla crescita del fatturato con oltre 10 miliardi di euro. Fondamentale il ruolo dei mercati esteri che hanno fatto registrare un aumento di oltre 14 punti percentuali per le esportazioni (pari a 3,8 miliardi di euro), generando un saldo commerciale attivo di 2 miliardi di euro.

Dopo il saluto del direttore generale di BolognaFiere, Antonio Bruzzone, che ha ricordato il percorso comune e sinergico di questi 49 anni in attesa di celebrare i 50 nel 2017, è intervenuto il presidente di Cosmetica Italia, Fabio Rossello: “La cosmetica cambia, e con lei cambiano i mestieri e le professioni che la caratterizzano. Per questo abbiamo deciso di approfondire il tema oggi con alcuni professionisti all’interno del dibattito Il rapporto tra informazione e impresa: linguaggi, strumenti e mestieri per raccontare il mondo che cambia. Perché anche il mondo dei media è chiamato a seguire e interpretare queste dinamiche”.

Talk Show Il talk show, moderato dall’editorialista de La Stampa Walter Passerini, ha coinvolto, accanto al presidente Rossello, alcuni volti del giornalismo nazionale: Cesara Buonamici, vicedirettore del TG5, Laura Laurenzi, titolare della rubrica Che bellezza su Il venerdì di Repubblica e Roberto Pippan, caporedattore del Giornale Radio Rai, redazione economica. Il confronto è stato inoltre arricchito dai contributi video della blogger Clio Make-up e dello scrittore Roberto Cotroneo.

Tema del talk, il rapporto tra imprese e comunicazione in un mondo che cambia… Walter Passerini si soffermato sul ruolo sempre più strategico dello storytelling nella comunicazione alla ricerca di una identità, mentre Cesara Bonamici ha richiamato l'attenzione su come anche il settore cosmetico si sia plasmato in questi anni attorno alla crisi, adattandosi a nuove esigenze ed opportunità. “Così pure la comunicazione – ha detto – si è dilatata coprendo compiti più ampi di quelli un tempo strettamente legati ai contenuti giornalistici”.

Ha aggiunto Laura Laurenzi: “Internet ha ridimensionato il ruolo della carta stampata, ha cambiato le regole del gioco, ha introdotto nuovi elementi di documentazione, offerta, scelta… Oggi nelle aziende è necessario un interfaccia giornalistico di alto profilo”.

Fonte Ermeneia per Cosmetica Italia

Beauty Report 2016: le professioni più richieste

La sezione monografica del Beauty Report 2016 curato da Ermeneia è stata dedicata ai nuovi mestieri della cosmetica, soprattutto rispetto ai comportamenti dei consumatori che si intrecciano sempre più con i processi di comunicazione indotti dal mondo digitale. Ha detto Nadio Delai, presidente Ermeneia: “L’orientamento espresso dal panel di imprenditori intervistati ha collocato ai primi tre posti dei 'nuovi mestieri' della cosmetica il profilo del Social Media Manager (in crescita per il 75,7% degli intervistati), dell’Esperto di vendite online (in crescita per il 74,2%) e del Digital PR (in crescita per il 69,9%), ribadendo con ciò l’impatto rilevante di Internet”.

Seguono il profilo dell’Esperto nel sistema regolatorio e della sicurezza, quale conseguenza dei vincoli crescenti nei confronti delle aziende definiti dai vari livelli di Autorità a tutela del consumatore; il profilo di Esperto di Marketing che sappia lavorare più sul sell-out che non sul sell-in; il profilo di New Product Developer (54,3%) che si deve mettere in relazione con un profilo di esperto in controllo qualità (42,9%).

Tutto questo in un settore in forte trasformazione che in Italia ha una “popolazione” di 35mila addetti diretti e che raggiunge i 200mila occupati considerando l’indotto.

È inoltre emerso che i consumatori spendono di più rispetto agli anni passati. Uno su tre si informa prima sul web e poi decide quale cosmetico comprare; uno su due ricerca l'esperienza positiva nel punto vendita e sceglie in base alla qualità del servizio prima ancora del prodotto.

La differenza la fanno sempre le persone, anche nella comunicazione” ha concluso Fabio Rossello. “C'è bisogno del commento approfondito, specifico, autorevole. Che è ancora una peculiarità degli 'old media'. E tutto questo in un settore, quello del beauty italiano, che è composto da eccellenze incredibili, ricche di contenuti e di storia”.

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