8 Agosto 2022

Matrimoni e look mitici

Il matrimonio è un evento vintage per definizione, la tradizione gioca un ruolo fondamentale. Perché si guarda al passato per progettare il proprio futuro.


Com’è possibile che, in epoca di incontri virtuali e di relazioni usa e getta, che spesso non superano la settimana di vita, il matrimonio abbia tenuto alla grande? Per quale motivo il fatidico “giorno più bello” è ancora tale ed esercita un fascino incredibile anche tra le persone più insospettabili, quelle che si dichiarano impermeabili ai condizionamenti sociali e alle convenzioni? Lasciando agli esperti i discorsi più seri – le considerazioni sociologiche e i dati precisi – ci sembra evidente che una grande responsabilità in tutto questo sia da attribuire alle sontuose cerimonie dei VIP, le very important person che costituiscono le divinità dei nostri tempi. E i modelli più imitati quando si parla di eventi glamour, dove l’etichetta e il dress code sono le regole più importanti.

Il Royal Wedding

Per ovvi motivi, è il più difficile da imitare e, allo stesso tempo, il più facile da sognare. Vintage fino al punto da sconfinare nello “storico”, il matrimonio reale è l’evento nuziale per antonomasia e resiste alle insidie del tempo meglio di qualunque altro modello, essendo la quintessenza della cerimonia “da favola”, come quella che si tenne il 29 luglio 1981 nella cattedrale di Saint Paul a Londra. Carlo d’Inghilterra si presentò in uniforme ufficiale con tanto di gradi e medaglie, ma Lady Diana Spencer, con uno strascico di quasi otto metri e un abito “balloon” con maniche a sbuffo, orientò il wedding trend degli Eighties.

Così come, quasi tre decenni prima, Jacqueline Kennedy aveva determinato il gusto delle spose degli anni Cinquanta (e oltre). La creazione di Ann Lowe per Jakie – che copriva una sobria acconciatura di riccioli morbidi con velo in tulle e boccioli di fiori d’arancio – lanciò la moda dello scollo a cuore oltre che una nuova idea di matrimonio di stato: da quel momento la rigidità tipica delle funzioni ufficiali avrebbe lasciato spazio a formule più glamour, che icone di stile come Kate Middleton avrebbero interpretato alla perfezione ai giorni nostri.

Nozze Rock

Non c’è nulla di meglio del rock per spiegare le emozioni forti che si vivono nel giorno del proprio matrimonio. Ma la musica “del diavolo” non sempre si accompagna bene con l’acqua santa di una cattedrale, ecco perché le nozze rock sono tradizionalmente le più alternative, le più lontane dall’immaginario da sogno che avvolge una cerimonia reale. Sul finire degli anni Sessanta, quando la protesta era il credo di ogni musicista che ambisse a una certa credibilità nel sociale, il matrimonio che più di ogni altro attirò la curiosità dei media fu senza dubbio quello che si tenne a Gibilterra nel 1969, tra la prima rock star “totale”, John Lennon, e la sua compagna Yoko Ono.

In nome dell’uguaglianza tra uomo e donna, tra John e Yoko, i due si giurarono eterna fedeltà entrambi vestiti di bianco: la sposa, capelli lunghi e selvaggi divisi da una riga centrale, indossava occhiali da sole, una minigonna decisamente sopra le ginocchia e un cappellone da spiaggia. Lo stile dei coniugi Lennon rappresentava la semplicità opposta alle barocche tradizioni della società borghese di allora, ma non si può certo dire la stessa cosa di un altro celebre sodalizio rock avvenuto quindici anni dopo a Londra, tra Elton John e Renate Blauel. In pieno mood anni Ottanta, questa volta fu soprattutto lo sposo ad attirare le attenzioni sull’eccentrica divisa scelta per la cerimonia: pantaloni scuri, giacca bianca e camicia a righe orizzontali viola, lo stesso colore del papillon e del nastro della paglietta che portava in testa…

A Hollywood

Se le nozze aristocratiche rappresentano un sogno proibito da imitare con una certa riverenza, e quelle rock costituiscono il loro contraltare, le star di Hollywood sono un album fotografico da cui attingere suggestioni vintage per tutti i gusti, anche se in alcuni casi la sobria eleganza di certe coppie potrebbe ricordare un vero e proprio Royal Wedding, come quello che si celebrò nel 1969 tra il medico italiano Andrea Dotti e Audrey Hepburn. Per l’occasione l’attrice americana si presentò all’altare con una mise che negli anni è diventata un classico del vintage wedding: un tubino rosa pallido con vita stretta firmato Givenchy e in testa una cuffietta-foulard chiusa sotto il mento, che lasciava scoperta una frangia prominente.

La mitica protagonista di Colazione da Tiffany stava dettando le regole del matrimonio “stardom” caratterizzato da sobria eleganza, la stessa che qualche anno prima definì la cerimonia di Frank Sinatra e Mia Farrow, passata alla storia per uno stile minimal che riguardava soprattutto l’acconciatura super pixie della sposa, in netto contrasto con l’eccentrica treccia floreale che lasciò un marchio indelebile sulle quinte nozze di Liz Taylor, le prime con Richard Burton che l’attrice inglese aveva conosciuto sul set di Cleopatra.

Matrimoni più lunghi
Ozzy e Sharon Osbourne (33 anni)
Keith Richards e Patti Hansen (31 anni)
Tom Hanks e Rita Wilson (27 anni)
Kevin Bacon e Kyra Sedgwick (26 anni)

Matrimoni più brevi
Britney Spears e Jason Alexander (55 ore)
Kim Kardashian e Kris Humphries (10 settimane)
Bradley Cooper e Jennifer Esposito (4 mesi)

Coppie rock

Che cos’hanno in comune Madonna e Sean Penn, Serge Gainsbourg e Jane Birkin, Mick Jagger e Marianne Faithfull, Pete Doherty e Kate Moss? Sono tutte coppie rock, ovvero storie d’amore – con tanto di eccessi, particolari scottanti e tradimenti – consumate nello show business musicale e raccontate da Laura Gramuglia, autrice del libro Rock In Love – 69 storie d’amore a tempo di musica. Pubblicato da Arcana, il volume, che ha dato il titolo a un programma di Radio Capital ideato e condotto dalla stessa autrice, è una vera e propria guida al matrimonio “alternativo”. Tanto vintage e poca tradizione, insomma, per un libro che riporta alla mente storie note che hanno riempito le pagine dei tabloid, ma anche dettagli tenuti nascosti e poco noti al grande pubblico.

Su misura

Volete una cerimonia in stile americano? Desiderate pronunciare il fatidico sì in riva al mare o nel vostro posto del cuore? A tutto questo e molto di più pensa lo staff di “Matrimonio Simbolico”, professionisti in materia di cerimonie da sogno. Prima celebrate le nozze in chiesa o in comune, a seguire date corpo ai vostri sogni scegliendo location alternative, musiche personalizzate, ambientazioni doc. Tutto è possibile: ad officiare un team di attori scelti da Matrimonio Simbolico tra i più adatti al rito prescelto. Da non perdere, tra i servizi offerti, anche il rinnovo delle promesse “I still do” e la “Cerimonia del nome”, per festeggiare l’arrivo del nuovo nato.

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