24 Settembre 2021

Intervista a Chie Sato

Componente di spicco dell'International Artistic Team di Toni&Guy, Chie Sato si è aggiudicata la scorsa primavera la XVIII edizione dell'AIPP Grand Trophy 2014-2015.


Premiata al Cosmoprof di Bologna 2015 da Roberto Pissimiglia, presidente AIPP ed editore EsteticaNetwork, alla presenza di Toni Mascolo, fondatore e Ceo di Toni&Guy, Chie si racconta ad estetica.it.

Qualche nota biografica. Sei nata in Giappone: come inizia la tua carriera?
Sono nata a Tokyo e ho iniziato sin da giovanissima ad occuparmi di acconciatura. Poi ho deciso di trasferirmi a Londra per un po' di tempo… ed è da 10 anni che sono in Toni&Guy.

Un cambiamento radicale, anche di vita. Sei partita dal Giappone con quell'obiettivo preciso?
Ad essere onesti quando mi sono trasferita a Londra non pensavo che sarei rimasta così a lungo. E Toni&Guy non era pianificato sin dall'inizio: ma a Londra è ovunque. Vedi dappertutto sulle riviste i loro magnifici lavori. Così dopo due anni ho iniziato a lavorare per loro: un'azienda leader nell'education, nel backstage delle sfilate, negli show… è stato fantastico.

Hai vinto l'AIPP (Association Internationale Presse Professionnelle Coiffure) Best Avant-garde Award 2014 e ora anche il Grand Trophy 2015. Cosa significa per te?
L’ultimo anno è stato qualcosa di surreale, perché ho vinto il premio Avant-garde ai British Hairdressing Awards, poi il Best Avant-garde e il Grand Trophy AIPP: non so come spiegarlo, è stato tutto così improvviso. Sto ancora metabolizzando la cosa, cercando di capire cosa significhi per me.

Hai vinto con una collezione ad alta creatività, in cui i capelli sembrano lavorati a telaio.
Sì, per alcuni look mi ispiro a una tecnica di tessitura. L’idea in questo caso mi viene dagli abiti, ma anche la natura ha molta influenza su di me. L’ispirazione arriva sempre da fonti piuttosto diverse: faccio molta ricerca sulle costruzioni, soprattutto sugli edifici moderni di Londra, sulle forme femminili e sulla natura. Studio la vita marina, i coralli… Sono attenta al dettaglio, alle piccole cose.

Qual è il concept alla base della collezione? Colpisce la perfezione del dettaglio…
Ho scelto di lavorare su un uso inconsueto dei colori: cercandone lo scontro, i forti contrasti. Una volta creato il mood, l'ho poi declinato in ogni aspetto del servizio fotografico: dagli outfit, che abbiamo creato espressamente per lo shooting e che dovevano dare il senso globale all'immagine, al make-up, alla fotografia. Anche nei vestiti abbiamo alternato tessuti morbidi ad altri più ruvidi, ad enfatizzare differenti consistenze che assumessero una personalità propria. Qualcosa di più di una semplice giustapposizione. Lo stesso per il maquillage: alcune basi avevano un aspetto quasi “wet”, mentre gli occhi erano completamente mat, asciutti. E le immagini riportano il riflesso di luce generato dagli incarnati: il genere di contrasti con cui volevo lavorare.

Toni&Guy è top level a livello internazionale in tema fashion week, shooting, education e comunicazione: qual è la parte di lavoro che ti piace di più?
Non amo stare troppo sul palco, preferisco fare il mio lavoro tranquillamente nel backstage, forse per via della mia cultura. Quindi sicuramente i servizi fotografici e le sfilate sono l'aspetto del mio lavoro che preferisco. Perché anche il backstage può essere eccitante: tutto deve svolgersi molto velocemente…


Credo che abbia un’influenza determinante.Personalmente non sono molto operativa sui social, ma è evidente che nel momento in cui, anche nel settore dell’hairdressing, posti qualcosa, tutti ne vengono a conoscenza in pochi secondi. È un nuovo modo di comunicare, potentissimo: arrivano idee da tutto il mondo ed è così che questo settore si sta alzando di livello molto rapidamente.

In un prossimo futuro ti immagini una education solo online? Oppure sarà sempre importante il contatto umano?
Sarebbe bello usare entrambe le cose: credo che l’hairdressing abbia ancora bisogno di un tocco umano, bisogna sempre adattare le proposte a ciascuno, creare look personalizzati… c’è ancora bisogno di lavorare insieme.

Londra e Tokyo. Come si sta evolvendo il mondo della coiffure e dove nascono le tendenze oggi?
Sono nata a Tokio e vivo a Londra, quindi le conosco entrambe: è molto divertente il modo in cui lavoriamo. Quand’ero in Giappone tutti leggevano le riviste di Londra e cercavano di seguirle. Credo che ci ispiriamo reciprocamente, ma sempre mantenendo le nostre diversità: perché i capelli sono differenti, così come gli occhi, le taglie… Dobbiamo sempre lavorare sulla realtà che abbiamo a disposizione, ma credo che ci siano forti legami reciproci. Credo che in Giappone siano davvero bravi a concentrarsi su tanti piccoli dettagli, mentre Londra ha più il focus sulla creazione di una forma. Forse adesso mi sento più vicina al gusto londinese…

Un sogno ancora nel cassetto?
Tantissimi! Voglio ancora sfidare me stessa, spingere oltre i limiti dell’avant-garde. Voglio sempre provare tecniche innovative e prima o poi raccogliere le mie ispirazioni in un libro. Poi mi piacerebbe fare più sessioni di shooting editoriali: mi piace molto lavorare con persone creative e sempre diverse.

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