1 Febbraio 2023

La coiffure rallenta la caduta

Canali professionali ancora sofferenti. Ma per il beauty il 2015 potrebbe essere l'anno della ripresa.


I numeri presentati come da tradizione a fine luglio dal Centro Studi di Cosmetica Italia sui dati pre-consuntivi del primo semestre e sulle previsioni relative al secondo semestre 2015 hanno confermato il sentiment degli operatori del settore. Già nel primo trimestre dell'anno, il trend sembrava aver invertito la rotta negativa degli ultimi semestri, seppur dentro segnali economici non facili da attraversare. Tra indici positivi e indici negativi, tutti i settori della bellezza sembrano riguadagnare in margini e fiducia. Ma i canali professionali – acconciatori ed estetiste, insieme a profumeria – continuano a mostrare il segno meno.

All'incontro pubblico di Cosmetica Italia, il presidente Fabio Rossello ha sottolineato come “accanto alla ripresa del mercato interno, che negli ultimi esercizi aveva rallentato il suo sviluppo, emerge un atteggiamento di incorporazione della crisi sia per i consumatori che per le imprese. A fine 2015 il valore della produzione supererà i 9.600 milioni di euro (+3%) ancora una volta favorito dalla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri. Proprio le esportazioni toccheranno infatti a fine anno i 3.600 milioni di euro con una crescita stimata di 8 punti percentuali”.

In questo andamento il settore cosmetico italiano conferma la sua natura anelastica, anticipando una ripresa che altri mercati nazionali ancora faticano a registrare. La previsione generale, oltre che dalla minore sofferenza dei canali professionali, è ancora condizionata dal calo del canale profumeria, anche se sembra rallentare la velocità di caduta rispetto ai precedenti esercizi. Inoltre, il mass-market, con le doverose attenzioni alle sue differenti tipologie, segna andamenti nuovamente positivi.

Coiffure al rallenty

Come dicevamo, si assiste ad un rallentamento della contrazione dei canali professionali. La generalizzata diminuzione dei passaggi in salone da oltre cinque anni condiziona negativamente il canale professionale dell’acconciatura, che non ha saputo modificare l’approccio a una clientela sempre più esigente e attenta al servizio. In rallentamento comunque la caduta. Si passa, infatti, da -4% del 2014 a -2,6% del primo semestre e al -2,2% del secondo semestre 2015. Evidente il lavoro di fidelizzazione e rimodulazione dei servizi che alcuni acconciatori stanno avviando, anche con maggiore attenzione alla rivendita. A fine anno il valore del canale sarà di poco inferiore ai 560 milioni di euro. Si dilata la contrapposizione, a due velocità, tra i saloni in grado di avvicinare nuovi consumatori con politiche di fidelizzazione e promozione e quelli che faticano a rinnovare il servizio, sicuramente perché meno avvezzi alle mutazioni. Segnali importanti come la riduzione degli stock e la nuova attenzione alla formazione fanno ipotizzare nuove opportunità di rilancio del canale.

E gli altri canali?
Nei centri estetici si prevede un valore vicino ai 230 milioni di euro (-3,5%). Timidi segnali di rallentamento delle perdite anche da parte della profumeria, il cui valore a fine esercizio si approssimerà ai 2.050 milioni di euro (-1%). Sull’onda del crescente interesse dei consumatori verso il mondo dei prodotti a vocazione naturale, il canale erboristeria registra una previsione vicina al +3% per fine 2015. Va tuttavia segnalato che la stessa identità del canale ha subìto, negli ultimi anni, una evoluzione verso la sperimentazione di nuove tipologie di distribuzione.

Prosegue il trend positivo sopra la media da parte delle vendite dirette che, coprendo oltre il 5% delle vendite di cosmetici, segnano un valore che supererà i 550 milioni di euro. La fiducia dei consumatori verso il canale farmacia si riconferma, seppur in forma più lieve, anche nel 2015 con una crescita dell’1,5% a fine anno. Pur considerando andamenti disomogenei nelle diverse tipologie di superficie e distribuzione, anche il canale mass market registra previsioni positive per il 2015 con un valore di 3.800 milioni di euro (+0,7%). Di buon auspicio, infine, le indicazioni dal conto terzismo che, ponendosi a monte della filiera produttiva e in maniera trasversale rispetto ai canali, crescono del 3,8%.

Le future parole chiave del settore

”Ci sono tematiche che condizioneranno il futuro di prodotti, consumatori e canali” ha detto Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia. “E-commerce, multicanalità, social media, naturale/biologico e multifunzione sono i driver individuati e considerati di maggiore rilievo nell’orientare le scelte futuri dei consumatori”. Le conversazioni online tra consumatori e tra azienda e consumatore sono sempre più presenti nel vissuto comune e nella fruizione quotidiana del web.

Il Centro Studi di Cosmetica Italia ha voluto conoscere le opinioni degli imprenditori del settore circa le parole-chiave in grado di rappresentare al meglio i futuri sviluppi del mondo beauty per i prossimi anni. Emergono alcune evidenze, ben rappresentative del sentore comune: e-commerce è la keyword maggiormente segnalata dagli operatori, seguita da social beauty e da tre parole legate al concetto allargato di “green”, ossia naturale, biologico e sostenibilità. Allontanandosi dal centro della tag cloud si notano altre parole, già emerse dalle analisi compiute sulle abitudini di consumo negli ultimi anni, quali fiducia, coccole, cure & care. Più distanti concetti allargati, riguardanti temi quali la multiculturalità, la sobrietà di consumo e il male care.

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