25 Febbraio 2024

Alessio Alberti

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Intervista ad Alessio Alberti, amministratore delegato Wella, divisione professionale di Procter & Gamble dopo il successo di Wella Collection.


Tutti i gruppi di punta in un unico show, al WellaCollection: una scelta precisa?
Esattamente. Ed è una première assoluta. Almeno da cinque anni a questa parte, quando sono entrato nel mio attuale ruolo. L'abbiamo fatto con coraggio, e forse con un pizzico di incoscienza, perché sentiamo il nostro ruolo di leader del mercato che ci impone anche di fare scelte innovative e all'avanguardia. Mettere insieme i nostri gruppi di hairstyle italiani ci consente da un lato di mettere un po' di frizzante e sana competizione, dall'altro di offrire alla nostra platea un insieme di ispirazioni e creatività differenti tra loro, in modo che ciascuno possa portare in salone non solo stimoli creativi ma anche qualcosa di concreto. Che è poi lo scopo di questi eventi, al di là dell'indubbio aspetto scenografico. I clienti hanno riposto con entusiasmo, erano circa 5.000, con oltre 3.000 saloni rappresentati da tutta Italia: un grande successo che ci farà presumibilmente proseguire su questa strada.

Una scelta anti-crisi, che dimostra anche la potenza dell'azienda…
Dimostra come in tempi di crisi e di contrazione del mercato la risposta non sia quella più scontata di tagliare i costi ed assistere passivamente al restringimento della torta, ma anzi sia quella di investire ancora di più per creare occasioni di consumo nuove. Perché questo è un settore che ha un potenziale davvero illimitato, nonostante non stia vivendo, in generale, una congiuntura favorevole. Ma noi abbiamo questo privilegio: in tre anni siamo in netta controtendenza rispetto all'andamento del mercato e pensiamo che derivi molto dal coraggio nell'investire in innovazione, ricerca e nel fornire soluzioni ed esperienze innovative alle clienti, che consentano agli acconciatori di fidelizzarle e quindi di aumentare il loro business. Che rimane il fine ultimo di ciò che facciamo.

Un bilancio da quando lei ha iniziato: come ha trovato l'azienda e come è oggi?
Ho trovato un'azienda gloriosa, con 130 anni di storia (quest'anno ne compie 135, ndr) che aveva la forza di tutto il suo passato anche se un po' appannata dall'incertezza sul futuro e dall'integrazione culturale, molto temuta dall'organizzazione. Tra un'azienda di tipo tedesco – verticale, gerarchica – e la nuova proprietaria, Procter&Gamble, di tipo americano che definirei un po' più “democratica” nelle decisioni strategiche, il mio ruolo è stato quello di “traghettatore culturale”, per cogliere il meglio dalle due. Cioè per Wella, la sua storia e la devozione al parrucchiere, mentre la forza di Procter&Gamble, oltre a quella finanziaria, è quella di avere una ricerca e sviluppo su scala chiaramente molto più grande e una capacità di comunicazione e di marketing leggendaria. La mia ambizione, e penso e spero in parte di esserci riuscito grazie alla squadra che ho creato, è quella di aver preso il meglio dalle due e di poter vantare oggi una potenza di fuoco di cui siamo orgogliosi e che il mercato ci riconosce.

Un obbiettivo a breve termine?
Continuare su questa strada e accelerare. Adesso che le fondamenta suono buone e che il processo di integrazione culturale è completato, adesso che abbiamo una squadra con un mix di competenze ed energia molto forte, “sto alzando l'asticella”. I miei collaboratori ben sanno che i nostri obiettivi per i prossimi due e tre anni sono ancora più ambiziosi dei precedenti.

Moda e business: la forza dell'immagine anche per trainare il fatturato salone…
Così come immagine e personalità, o bellezza e carattere, sono mondi che si intrecciano e si nutrono a vicenda, anche il connubio moda e business fa parte di Wella dalla nascita. Da 135 anni noi facciamo immagine e business insieme perché riteniamo che uno nutra l'altro. Sono strettamente correlate con l'obiettivo di fornire 'salon solutions' che consentano ai nostri clienti di essere all'avanguardia, quindi di avere successo e migliorare la redditività. Misuriamo il nostro successo numericamente proprio con il successo dei nostri partner. La nostra forza di mercato è da leggersi in relazione non tanto al fatturato o al profitto, ma al differenziale di conto economico tra i saloni che lavorano e i saloni che non lavorano con noi. Questa è la nostra principale fonte di reputazione.

WellaCollection: un evento di forte ispirazione internazionale? Quanto Wella Italia è autonoma sotto questo aspetto?
I Trend Vision internazionali rimangono fonte di ispirazione – sia come format sia come capacità di attrazione – per i nostri ambasciatori italiani. Che traggono a loro volta ispirazione da ciò che vedono in termini di tendenze globali ma che in assoluta libertà reinterpretano adattando al mercato italiano. I nostri direttori creativi hanno quindi totale libertà di espressione (requisito fondamentale perché possano davvero dare il meglio) e completa autonomia rispetto all'internazionale, che però rimane comunque per loro un importante punto di riferimento.

WellaCollection: un evento di tale importanza da ricordare i grandi show del brand al Cosmoprof. Tornerete in fiera?
Il Cosmoprof era una presenza storica di Wella così come di altre aziende di settore. È un fenomeno che guardiamo comunque con attenzione – pur non essendo più protagonisti o partecipi perché negli ultimi anni abbiamo visto la presenza dell'industria professionale scendere un po' rispetto alle glorie del passato – e che monitoriamo attentamente. Non escludo che ritorneremo ad esserci. Tutto dipende dalla relazione tra lo sforzo e il risultato che si ottiene in termini di esposizione.

Focus prodotto per i primi sei mesi 2015?
Veniamo da tre anni di innovazioni molto importanti, in particolare sull'area del colore che è la fonte di business principale per i nostri clienti, dove abbiamo innovato come nessuno ha mai fatto in un questo mercato e come noi stessi non avevamo fatto nei precedenti dieci. Abbiamo ancora tantissime cose in cantiere per quelli successivi: i primi sei mesi del 2015 prevedono il completamento della linea Nioxin dove, ad una linea curativa che ha già avuto un enorme successo a soli due anni dal lancio, si va ad aggiungere anche una linea di styling che sostanzialmente copre a 360° tutto il mondo dei capelli deboli e radi, che attualmente rappresenta un bisogno emergente per il 50% di uomini e donne. Poi abbiamo tante altre iniziative per gli anni a venire, che vedrete prestissimo: “Stay tuned!”.

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