Matthew McConaughey. Glamour Cowboy

Non è mai troppo tardi per affermarsi nel mondo del cinema. Basta sapere aspettare e… avere le sembianze di Matthew McConaughey.


La buona notizia è che, anche dopo i fatidici quarant’anni, si può ambire a diventare una movie star, un sex symbol capace di far tremare i polsi al grande pubblico femminile. Il problema è che per raggiungere questo status, c’è bisogno di una lunga gavetta, di una fiducia incrollabile nei propri mezzi e di una faccia da cinema come quella di Matthew McConaughey. Che proprio a 45 anni è riuscito a conquistare la collina di Hollywood.

Certo, per il premio Oscar 2014 non è stata una passeggiata. Prima di agguantare l’ambita statuetta e la fama mondiale, McConaughey ha dovuto sgomitare nel sottobosco del cinema, partecipando a diversi ruoli secondari (in pellicole minori) prima di ricevere il gran rifiuto dalla produzione di Titanic, per la parte che avrebbe ottenuto il predestinato Leonardo DiCaprio. Tra le prime prove dell’attore americano, infatti, figurano titoli che non passeranno certo alla storia del cinema, come il quarto capitolo della saga horror Non aprite quella porta.

E poi cos’è successo? Dopo qualche azzeccata commedia brillante e diversi ruoli in pellicole dimenticate troppo in fretta, c’è la svolta d’autore con film importanti – Bernie, Killer Joe, Mud e Magic Mike – che contribuiscono una volta per tutte alla creazione del divo che oggi tutti conosciamo.

Biondo e di gentile aspetto, texano di nascita ma con temperamento glamour, Matthew McConaughey è indubbiamente l’attore più acclamato degli ultimi tempi, ovvero da quando ha cessato di essere uno stimato professionista – noto a un pubblico di cinéphile o di ammiratrici abbagliate da tanta avvenenza – per diventare il vincitore di un Oscar, ottenuto grazie all’incredibile interpretazione di un omofobo malato di Aids in Dallas Buyers Club, e il protagonista di True Detective, una delle serie più seguite dell’ultima stagione televisiva americana.

Se a questo aggiungiamo una piccola ma significativa parte in The Wolf of Wall Street e in Interstellar di Cristopher Nolan, il cerchio si chiude: la parabola della stella McConaughey è giunta al suo Zenit, e non ha nessuna intenzione di scendere verso il basso. Verso quel Limbo hollywoodiano in cui Matthew ha trascorso diversi anni, troppi forse, sognando di uscire a riveder le stelle. La vita inizia a quarant’anni.

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