17 Ottobre 2021

Parrucchieri. Business ancora in crisi

Il settore coiffure fatica a tornare a crescere. Emerge dall'ultima indagine congiunturale presentata da Cosmetica Italia a Milano.


E' da più di quattro anni che la crisi economica condiziona negativamente il canale professionale dell’acconciatura. Soffre della generale diminuzione dei passaggi in salone. Si calcola che il numero medio di servizi colore all’anno della fascia più allargata di utenti abitudinari sia passato da 10 applicazioni alle 5 attuali. Il minor numero di servizi, a fronte di una frequentazione media sensibilmente ridotta, causa non poche difficoltà nella distribuzione di articoli professionali, con evidenti ripercussioni negative anche per i prodotti della rivendita.

Si spiegano così i trend di un settore che propone un primo semestre 2014 in calo di 4 punti percentuali, con analogo andamento per la chiusura dell’anno, per un valore che non supera i 580 milioni di euro. Qualche segnale positivo si vede all'orizzonte: nel medio periodo cominciano infatti a ridursi gli stock e si assiste alla prima ripresa in quei saloni che investono sulla qualificazione dei servizi.


Fonte: Centro Studi Cosmetica Italia

Questo e altro è emerso dalla presentazione che si è tenuta a Milano dell'Indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia. Che ha analizzato l’andamento del primo semestre 2014 e le previsioni per il secondo semestre 2014 del settore beauty nel suo complesso. In generale, segnali di ripresa e previsioni export a +7% (valore vicino ai 3.400 milioni di euro) proiettano il valore della produzione cosmetica a 9.400 milioni di euro con una crescita di quasi due punti percentuali. E dove le vendite dirette offrono i trend superiori agli altri canali.

La previsione generale è tuttavia condizionata dalla sofferenza dei canali professionali: le frequentazione media sensibilmente ridotta dei saloni di acconciatura incide sulla distribuzione di prodotti professionali. E anche i centri estetici soffrono per la flessione nel numero di servizi e trattamenti (-3,8% nel primo semestre), e un calo di tre punti percentuali nella seconda parte dell’anno.

Rallentano, ma di poco, le perdite del canale profumeria con un primo semestre 2014 in calo del 3%, seguito da una previsione in flessione per il secondo semestre del 2,5%. E la grande distribuzione? Nel primo semestre lieve calo (-1,8%) e un secondo semestre praticamente stabile (-0,6%). Da segnalare l’incidenza in misura rilevante del fenomeno della distribuzione monomarca.


Fonte: Centro Studi Cosmetica Italia

E' invece in fase di razionalizzazione la domanda verso il canale della farmacia. Per il primo semestre 2014 si presenta una crescita del 2% e le previsioni di chiusura del secondo semestre indicano un +1,5%. Il canale erboristeria rallenta la crescita con un primo semestre 2014 a +1,8% seguito dal +2% delle previsioni di fine anno con un valore di mercato oltre i 410 milioni di euro.

Interessante la performance delle vendite dirette, che coprono oltre il 5% dei consumi cosmetici. Anche quest'anno offrono trend superiori agli altri canali: la crescita è sopra il 2% nel primo semestre mentre per il secondo si attende una ulteriore crescita di tre punti, con un volume di vendita che supera i 500 milioni di euro.

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