15 Agosto 2022

Parrucchieri italiani all’estero

Carlo Bay, Gigi Gandini, Massimo Bianco e Alessandro Santopaolo ospiti del talk show Hair4Export di Estetica al Cosmoprof.


Dopo il talk show che si è svolto nella mattinata di domenica 6 aprile che ha portato all'attenzione del pubblico soprattutto esperienze vissute tra Stati Uniti ed Europa, l'incontro del pomeriggio – organizzato sempre da Estetica nello spazio HairForum del Cosmoprof – ha spalancato ancora nuove prospettive. Al centro del dibattito i racconti professionali di quattro importanti hairstylist: Carlo Bay, Gigi Gandini e i fondatori, e anima, del gruppo ContestaRockHair, Alessandro Santopaolo e Massimo Bianco.

Perchè proprio ora un appuntamento su questo tema? Perchè in un mercato italiano che definire stagnante è poco e perchè di fronte ad una professione che – insieme a moda, design e food – ci vede ancora protagonisti nel mondo e apprezzati, abbiamo pensato fosse importante ascoltare esperienze di successo all'estero. Quelle di tre realtà imprenditoriali che hanno aperto saloni all'estero. Soprattutto in Asia e Medio Oriente (con esperienze già consolidate anche in Francia, Russia, Stati Uniti). Dai relatori è emerso che – come spesso avviene nella vita – quasi mai tutto questo era stato programmato. Piuttosto, che le coincidenze, gli incontri hanno determinato nuove avventure senza averle neppure ipotizzate.

Carlo Bay e Gigi Gandini

Carlo Bay – con il suo marchio ha oggi una rete di 20 saloni in Italia – ha parlato della sua esperienza in Francia dove ha 2 saloni a Dijon e Beaune, e in Russia, a Mosca. “Tutti pensano di aprire un salone a Parigi… Certo, sarebbe piaciuto moltissimo anche a me. Ma io invito sempre i miei colleghi, i giovani a fare attenzione. Parigi è grande, ti obbliga a superare tante problematiche, le difficoltà del mercato e dell'inserimento si moltiplicano. Molto meglio a livello imprenditoriale partire dalla provincia. E nel nostro caso stiamo registrando ottimi riscontri. Segno che una scelta che premia”.

Se Parigi, dunque, può attendere, Carlo ha anche detto di aver spesso rifiutato di aprire attività negli Stati Uniti o in Asia. “I progetti mi tentavano molto ma la distanza è tale che ho preferito privilegiare la qualità della vita e aprire in Paesi che sono raggiungibili in poche ore di volo per poter gestire al meglio le attività in Italia e all'estero”. E il brand Carlo Bay non si ferma. A Bologna ha infatti annunciato la prossima apertura saloni a Gedda e a Beirut. Due realtà molto lontane dalla nostra cultura e sulle quali Carlo si è soffermato a lungo.

ContestaRockHair

Uno spaccato decisamente asiatico è quello emerso dagli interventi di Gigi Gandini, che già più di vent'anni fa si affacciava sui mercati esteri dopo la vittoria ad un Campionato del Mondo. E Gandini non ha nascosto la sua mission: “Portare lo stile del made in Italy e del suo brand nel mondo”. E per farlo accompagna questa sfida con l'apertura – oltre ai saloni – anche di accademie dove formare i giovani acconciatori locali. “Proprio seguendo questa filosofia, oggi abbiamo cinque saloni in Thailandia, a Bangkok, e una accademia. E siamo presenti anche in Europa con scuole in Slovacchia e Repubblica Ceca. Gandini ha inoltre ricordato che stiamo vivendo un momento favorevole nella professione: “E' ritornato il desiderio dello stile latino. Noi siamo i migliori in questo campo. E senza copiare o scimmiottare stili che non ci appartengono, come quello anglosassone, possiamo oggi avere ancora più successo all'estero”.

E chi questo successo lo sta toccando con mano è il gruppo ContestaRockHair. Fondato nel '96 da Alessandro Santopaolo e Massimo Bianco, ha saloni a Roma e Firenze, ma da diversi anni ha aperto a Miami, New York e Shanghai (11 saloni in tre continenti). Massimo e Alessandro hanno raccontato anche i limiti della globalizzazione. “E' vero che oggi tutto è open ma non per questo è più facile. Tra permessi, documenti e tanto altro ancora… spesso passa più di un anno da quando abbiamo un'idea fresca da realizzare in un Paese a quando finalmente riusciamo a farlo. Ed è un tempo veramente troppo lungo n un mercato che si muove velocemente”.

Il caso dei ContestaRockHair è infatti ancora diverso. Perchè nei saloni che aprono all'estero mettono al vertice personale italiano e quindi il processo – e anche il numero delle risorse a disposizione – è meno automatico. Inoltre, prima di aprire un salone all'estero, si trasferiscono sul posto per un periodo più o meno lungo per capirne le esigenze e le opportunità… Massimo e Alessandro hanno trasferito al pubblico il loro entusiasmo, il piacere di lasciarsi contaminare dalle altre culture, mantenendo intatto il valore del made in Italy.

Anche a loro abbiamo posto al termine dell'evento la domanda di rito: perchè suggerire nel 2014 ad un parrucchiere, agli esordi o già in carriera, di provare l'esperienza estera? Ecco le loro risposte.

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