29 Novembre 2022

Cliente uomo

Karaal

I mercati della moda, della profumeria e delle beauty farm hanno compreso perfettamente che l’uomo come consumatore è importante e appetibile quanto la donna.


Per certi versi persino di più, se consideriamo l’aspetto “spending power” in cui è ancora lui a detenere spesso il primato. Gli esempi che convalidano questa crescente effervescenza intorno all’universo maschile non si contano. La dice lunga il fatto che una nota catena di beauty store abbia inaugurato a Milano, all’inizio dalla scorsa estate, un punto vendita specifico, il “Bar de l’homme”.

E anche i centri benessere sono sempre più “roba da uomini”, tanto che la maggior parte di essi propone pacchetti di trattamenti “ad hoc” soprattutto destinati alla cura del corpo, pare con grande successo. Infine la moda. Interessante che nel 2012 abbia registrato il per nulla trascurabile fatturato di circa 8 miliardi di euro, ma ancora più avvincente per noi l’importanza che le passerelle ricoprono nel decretare i mood emergenti. Ovviamente, anche in campo maschile come in quello femminile, ciascun couturier esprime un’identità tutta sua. Esistono però ad ogni stagione alcuni trend che si fanno sentire più di altri e che, in qualche modo, condizionano anche il lavoro dell’acconciatore.

Hairtrend in salone
Per “mettere la testa a posto” (esteticamente, s’intende), un numero sempre maggiore di uomini ricorre a saloni d’acconciatura unisex – che, insieme ai saloni solo da donna, rappresentano in Italia circa il 73% delle 93mila attività di questo settore – più che ai classici barbieri. Non bisogna tuttavia dimenticare che, anche fra questi ultimi, molti hanno saputo trasformarsi in un vero e proprio salone “for man only ”, offrendo servizi di benessere globale ben più ampi del tradizionale “barba e capelli”.

I nostri interlocutori di questo articolo, seppur con diverse percentuali di clientela femminile e maschile, appartengono tutti alla categoria unisex. A cominciare da Alessio Dorici, titolare del salone One Hair Parrucchieri di Guidonia Montecelio (RM) e fedelissimo cliente di American Crew, marchio dedicato esclusivamente al target maschile. A Dorici chiediamo se anche l’uomo, come la donna, si rifaccia a modelli precisi (attori, atleti, vip in generale) nella scelta del proprio hairlook. E gli chiediamo in quale modo lui utilizzi i suggerimenti forniti dall’azienda attraverso le collezioni di modacapelli, come Crewcial.

“Molto sovente i miei clienti, a cui ho riservato un reparto specifico, arrivano in salone con le idee ben precise, soprattutto i giovanissimi che vedono in alcuni calciatori un riferimento da imitare. In pole position, la cresta di El Shaarawy, particolare e non banale. I più adulti si affidano invece alla nostra esperienza per un look alla moda ma al tempo stesso non eccessivo, che si adatti ai lineamenti del viso e sia in linea con il loro stile di vita. In quanto ai materiali forniti dall’azienda – book, poster, vetrofanie, brochure – li trovo utilissimi nel momento della proposta. Le immagini vengono costantemente aggiornate e, oltre al trend del momento, contengono suggerimenti per tutte le fasce di età, in particolare dai venticinque ai cinquantacinque anni. Tagli molto versatili che, usando il giusto finish, possono trasformarsi dalla pettinatura più classica alla più trasgressiva”.

Anche La Bioshétique, nella sua The Artist’s Collection per l’Autunno/Inverno 2013/14, inserisce la propria vision dell’hairdressing al maschile privilegiando una tendenza chic, fra il classico e il bohémien. Ad Antonio Fantini, titolare del salone Steve Total Beauty di Milano Marittima e consulente di tricologia del brand, chiediamo se nella quotidianità del salone l’uomo segue le tendenze oppure rimane fedele al suo stile ignorando gli input della moda. “Riscontro entrambe le posizioni. Ci sono clienti – per lo più giovani – sensibili alla moda, aperti alle novità e attenti ai trend. Ma c’è anche chi vuole sempre lo stesso taglio, lo stesso look. L’uomo va consigliato e preso per mano, tenendo conto del suo stile di vita e della sua età. Per i non giovanissimi, il taglio e lo styling devono essere pratici, facili da tenere in ordine… sempre che i capelli ci siano ancora!”.

Le esigenze dell’uomo sono rivolte più all’aspetto estetico oppure al benessere e alla salute dei capelli? “Anche in questo caso – precisa Fantini – bisogna fare una distinzione. Chi indossa uno stile classico vuole un taglio qualitativamente ben eseguito e ci tiene che i capelli siano sani. Per i clienti più trendy, invece, l’aspetto dominante è quello estetico. In generale, l’uomo è comunque molto attento ai consigli che gli vengono offerti e, se proprio deve scegliere, antepone il benessere alla moda”.

Con cinquanta saloni di acconciatura e dodici centri benessere, il marchio Duca’s non può certo trascurare quell’ampia fascia di clientela maschile con la quale i suoi acconciatori partner si trovano ad interagire. Lo dimostrano le immagini al maschile inserite nella collezione A/I del brand. A Monica Precerutti, della direzione Accademia Duca’s, chiediamo dove vengano ricercate le ispirazioni per la loro realizzazione. “La fonte principale – risponde – è la realtà che ci circonda: dai film di recente uscita ai movie cult, dallo sport allo street style, dalle passerelle alle dinamiche di costume delle grandi metropoli”.

“Va comunque detto che individuare look maschili originali e di tendenza richiede un maggiore impegno rispetto a quelli femminili, perché il campo d’azione è meno ampio”. Parliamo ora dei servizi fotografici: quali particolarità presentano quelli che hanno come protagonisti i trend maschili? “A differenziarsi è soprattutto il momento del casting. Non sempre è facilissimo trovare i modelli che si adattino – sia fisicamente sia come temperamento – ai look da noi ideati. La ricerca è quindi più lunga e può succedere di dover ‘tradire’ leggermente il look originario plasmandolo sulla persona, cosa che del resto avviene anche in salone”. Per concludere: quanto considerate importante questo segmento di clientela? “Moltissimo, tanto che nel piano di formazione per i nostri affiliati sono presenti corsi ‘ad hoc’, dove ogni linea maschile della collezione viene analizzata sotto il profilo tecnico ed insegnata step by step”.

“A ME IL COLORE”
Francesco Buscicchio del salone Cut
, situato in una delle zone più glam di Milano, con il quale Schwarzkopf Professional ha di recente instaurato una collaborazione e la cui clientela maschile rappresenta circa il 30% del totale. Sentiamo cosa ci dice: “Mi piace sottolineare che il rapporto dell’uomo con il colore va ben oltre le esigenze dovute al trascorre del tempo ed è molto libero, disinvolto. Non sono pochi, ad esempio, i manager con ruoli importanti che per l’estate cambiano totalmente look – osando addirittura il biondo platino, magari abbinato ad un taglio eccentrico – pronti a ‘tornare nei ranghi’ al momento del rientro in azienda. La fascia d’età? Soprattutto dai trentacinque ai quarantacinque anni. Ci sono poi i giovanissimi, che amano giocare con i propri capelli. Su di loro, vanno alla grande shatush, schiariture di tutti i tipi e crazy color nelle più svariate versioni”.

Restiamo a Milano, per parlare ancora di colore al maschile con Salvatore Mazzotta.

Il suo salone, dove si utilizzano prodotti Goldwell, può vantare una storia particolare, attinente all’argomento che stiamo trattando. Fondato come negozio per uomo all’inizio degli anni ’50 da Benito Falconieri a due passi dal Piccolo Teatro, Benito & Salvatore Mazzotta Hair Design (questo il nome attuale) ha visto passare sotto le proprie forbici i personaggi più noti dello spettacolo – da Strehler a Vittorio Gassman, da Giancarlo Sbragia a Gian Maria Volontè – sia per crearne il look di scena sia per prendersi cura della loro immagine “privata”.

Diventato poi salone unisex, accoglie oggi una percentuale paritaria di clientela maschile e femminile, fra cui continuano ad essere presenti numerose celebrity. Allora Salvatore, è facile o difficile proporre la colorazione ad un uomo che vuole nascondere i capelli bianchi? “Innanzitutto non bisogna assolutamente usare il termine colorazione, altrimenti si irrigidisce. Aiutati da aziende come Goldwell, che hanno messo a punto prodotti specifici, possiamo parlare di ‘opacizzare’ i capelli bianchi, di mascherarli… Un linguaggio soft è indispensabile per ricevere il suo consenso e vederlo tornare dopo una ventina di giorni anche solo per un refresh. Quando invece ci troviamo di fronte al 100% di bianchi, suggeriamo trattamenti anti-giallo che il cliente potrà proseguire a casa. In ogni caso, è più facile proporre un cambiamento deciso di look all’uomo della porta accanto piuttosto che a un personaggio pubblico, che è conosciuto e riconosciuto anche per alcuni dettagli estetici come i capelli”.

MAN & HAIRPRODUCTS
È arrivato il momento di capire come reagisce “lui” di fronte alla presenza di un’anomalia dei capelli o del cuoio capelluto: se ne accorge oppure è l’acconciatore a doverglielo far notare? Lo chiediamo a Davide Cimatti, partner Farmagan dotato di una spiccata esperienza nel settore maschile: il suo salone di Castelbolognese (RA) è infatti nato negli anni ’70 come barbiere, per diventare unisex nel 1996.

“Ad essere sincero, l’uomo non è molto attento alla salute dei capelli e soprattutto della cute, dove nascono i veri problemi: la seborrea nei giovani, l’indebolimento del fusto che prelude alla perdita dei capelli dai venticinque anni in su, la cute secca con conseguente desquamazione dopo i cinquanta. Spetta dunque a noi acconciatori sensibilizzarlo e indirizzarlo verso la soluzione del problema. A questo scopo, io utilizzo una microcamera dove i miei clienti possono vedere chiaramente la situazione e mi affido ad una linea di prodotti semplice e mirata come Bioactive Men di Farmagan: poche referenze, profumazione gradevole, ottimo rapporto qualità/prezzo. L’uomo è così invogliato a vincere la sua naturale pigrizia in quest’ambito e a proseguire il trattamento anche a casa, ottenendo i risultati desiderati grazie a materie prime di provata efficacia”.

Con Angelo Seminara, art director Davines, parliamo invece di prodotti di styling e finishing per sapere se gli uomini li usano volentieri o se invece preferiscono un look “nature”. “In Occidente – risponde Angelo – l’uomo è molto vanitoso: ricorre abitualmente a prodotti beauty, si depila le sopracciglia, va alla ricerca della perfezione. Logico quindi che accetti di buon grado anche l’utilizzo di styling capaci di valorizzare il suo look, soprattutto cere, gel, lacche. In questo senso la nuova linea unisex more inside di Davines, che ho testato personalmente e che apprezzo per la versatilità e le profumazioni delicate, è davvero perfetta: io stesso non ne faccio più a meno”.

Poi, come sempre accade con Seminara, il discorso si amplia. Divagando, finiamo negli Stati Uniti, “dove – ci racconta – sono oggi di gran moda le barbe importanti ‘rubate’ ai personaggi storici e i baffi alla Salvador Dalì, disegnati con resine a tenuta super”. E parliamo dei look iconici che si creano sui set fotografici, per dare ispirazione all’acconciatore. Parliamo di giovani, “sempre impegnati a trovare, anche attraverso l’hairtrend, un’identità estetica che li differenzi dai genitori”. A questo punto, non può mancare una domanda: quali sono secondo te i mood vincenti per loro? La risposta di Angelo è decisa: “Nel gran cocktail della moda, a dominare sono ancora il punk e il dark”.

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