20 Settembre 2021

Intervista a Angus Mitchell

Angus Mitchell

Dopo l’Hair Camp in Spagna, abbiamo raccolto dal comproprietario di Paul Mitchell una intervista a tutto campo sul brand e e sulla storia. di Sergio Bancells


Come hai vissuto la tua prima esperienza in Spagna?
Ho contato i giorni per l’Hair Camp di Mallorca. Non ero mai stato in Spagna prima e questo è stato un posto privilegiato per un primo contatto con il paese. L’ho trovata molto simile alle Hawaii per il mare, il paesaggio e la temperatura. Mi son sentito a casa!

Quanto è importante l’Europa per un brand come Paul Mitchell che tanto si identifica con gli USA?
L’Europa è sempre stata un riferimento importante: è all’avanguardoa nella moda nella cultura e nella coiffure, e ha un ruolo chiave per il nostro brand. Vogliamo continuare a espanderci nel mondo e l’Europa è una priorità assoluta. Paul Mitchell continua a crescere giorno dopo giorno, almeno del 15% all’anno. Immaginate l’importanza di questo dato per un’azienda che è sul mercato da 32 anni.

Il “peso” strategico dei vostri partner per lo sviluppo commerciale nel vecchio continente?
Un peso fondamentale. Per noi trovare i partner giusti è cruciale. Essere in Spagna con Wild Beauty, nostro distributore in Germania, è un motivo di grande orgoglio: ha saputo replicare in loco la nostra filosofia e mostrare ciò che realmente è Paul Mitchell.

Quali sono le principali novità di Paul Mitchell in questi difficili momenti di crisi?
Il contesto attuale è difficile, ma Paul Mitchell continua ad innovare con nuovi lanci prodotto come Mitch, la gamma uomo, e Curls, la linea completa di trattamenti per capelli ricci. La nostra principale scommessa in questi tempi di crisi, però, è la formazione, che è la base di tutto. Noi crediamo nella forza vincente dell’education. Con formatori più tecnici come me, oppure originali come Takashi Kitamura, o ancora più visionari come Robert Cromeans. La ragione per cui la nostra formazione attira l’acconciatore sta proprio nella diversità e nell’alta qualità che la contraddistinguono. Spesso facciamo scommesse rischiose e poco convenzionali, che poi però trionfano per l’enorme passione che ci mettiamo e per il divertimento che traiamo nel portarle a termine.

Parliamo un po’ della tua storia… Perché ho capito che non hai sempre avuto chiaro che saresti diventato un hairstylist…
È stato duro perché quando ho perso mio padre ho perso anche il mio miglior amico e non volevo più avere a che fare con i capelli. Ho fatto altre cose, ma poi gradualmente mi sono reso conto che amavo questo mondo. Ma non è stato affatto un passaggio facile. Amo le sfide e mi piace andare oltre i miei limiti. E questa professione mi motiva ogni giorno di più perché sono sempre tante le cose da apprendere e da migliorare.

Quindi sembra che sia stata la forza del destino a far “sposare” il tuo nome con il mondo della coiffure…
Sì, posso dire che gli ultimi dieci anni sono stati i più intensi della mia carriera e mi sono anche sposato. Oggi ho priorità diverse: mi piace tornare a casa da mia moglie e da mia figlia che ha 5 anni. Ho raggiunto un buon un equilibrio nella mia vita, tra famiglia e Paul Mitchell. Di solito faccio base a Los Angeles dove c’è la sede di Paul Mitchell, ma quest’anno ho avuto la possibilità di andare in Australia, Sud Africa, Russia, Trinidad e Mallorca.

Ma sia tu che Paul Mitchell continuate ad essere molto legati alle Hawaii…
A mio padre piacevano molto e lì creò una fattoria eco-sostenibile alimentata ad energia solare. Si considerava un hippy dai capelli corti… (ride). Quando arrivò sull’isola, un’anziana gli chiese se aveva mai provato lo shampoo hawaiiano, lui rispose di no e le chiese dove poteva comprarlo. “No, non puoi comprarlo… devi andartelo a raccogliere da solo, si fa con una pianta chiamata Awapuhi”. Così mio padre iniziò a fare ricerche ed io ottenni il mio primo lavoro con lui: raccogliere l’Awapuhi per fare lo shampoo di Paul Mitchell. Mio padre mi pagava un dollaro e 25 centesimi l’ora! Era un lavoro duro, però mio padre mi diceva “Che succede figliolo ti fa male la schiena?” e io gli rispondevo “Sí, papá” e lui “Benissimo! Significa che sto ottenendo un buon rendimento dal mio denaro” (ride). Per me il legame con la terra e con le Hawaii è qualcosa di speciale.

Il rispetto per l’ambiente e la cultura di restituire al mondo tutto quello che di buono ci ha dato è qualcosa di radicato in Paul Mitchell…
Sí, certamente. E ho la fortuna di avere un grande amico e socio al mio fianco come John Paul DeJoria, che continua a prodigarsi in progetti benefici un giorno sì e l’altro pure. La nostra azienda è stata pensata così, per creare una differenza reale. E lo facciamo anche attraverso le nostre scuole, giorno dopo giorno, appoggiando progetti sociali e di beneficenza.

- Pubblicità -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Newsletter Estetica.it

Ricevi le migliori notizie prima degli altri, compila e iscriviti gratis!

Cerca su Estetica.it

257,654FansMi piace
239,694FollowerSegui
6,824FollowerSegui
2,812FollowerSegui

Ultime novità