19 Settembre 2021

Collezione Quiff by Davines

Una sintesi di tratti e volumi che attingono alla grafica e al design d’autore, miscelati con il rigore fotografico e il riferimento ad icone pop, sullo sfondo della libertà espressiva degli anni ’60. Tutto questo è all’origine della nuova collezione Davines autunno/inverno 2010/11.


Una collezione che dichiara il proprio stile elegantemente sfrontato a partire  dal titolo “Quiff”(ciuffo), scelto dal suo creatore, Tim Hartley, in collaborazione con Brian Suhr. È proprio l’elemento della frangia, ispirato alle forme del  design curvilineo delle lampade laccate di Serge Mouille, il fulcro attorno a cui si declinano le diverse lunghezze e varianti dei tagli, ridefiniti nelle geometrie e nei colori   dall’ispirazione grafica di Saul Bass (celebre art director che elevò a forma d’arte i titoli di testa e le affiches del cinema americano). 


Si parte da un taglio corto con virgole laterali che incorniciano il viso, e  frangia curva simmetrica sottolineata da un flash rosso ciliegia che reinterpreta  il minimalismo di Twiggy e Edie Sedgwick con tutta la forza cromatica della pop art.

Il rigore si accentua nel taglio medio, reminiscenza stilistica di Patti Smith, dove la frangia nettamente orizzontale arriva a coprire quasi del tutto lo sguardo, mentre la linea curva definisce il perimetro con un movimento di slancio posteriore, su una base scura che regala profondità, illuminata di blu intenso.

Si spinge ancora oltre, il taglio lungo che sovverte il gioco delle proporzioni abbinando una frangia composta ad una lunghezza oversize e che  vira la scelta cromatica verso accese tonalità ramate, rammentando la rivoluzione stilistica di Jane Birkin.

Su queste basi si  declinano le varianti styling di ciascun taglio, con ondulazioni apparentemente scomposte che esaltano i volumi, e un make up  intenso che sottolinea lo sguardo con la forza dell’eyeliner nero profondo.


Il risultato è una visione ricca di sfaccettature, dedicata ad una donna volitiva e senza compromessi, esaltata da uno stile visivo formalmente rigoroso, determinato da forti contrasti di luce e geometrie precise, ispirato alla fotografia di  Herb Ritts e, ancora una volta, al mondo del cinema, riservando alla donna il ruolo di protagonista assoluta del proprio destino,  a partire dalla cine-story che apre il Dvd di presentazione.


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